Monitoraggio dell’inquinamento acustico sottomarino: il progetto SOUNDSCAPE entra nel vivo

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Dal 26 al 28 novembre i partner del progetto SOUNDSCAPE, cofinanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma Interreg Italia-Croazia, si sono incontrati nella sede del CNR-ISMAR all’Arsenale di Venezia per due giorni di workshop, organizzati dallo stesso CNR-ISMAR, sull’istallazione degli idrofoni, la registrazione dei suoni sottomarini, e l’elaborazione dei dati.

In occasione di questa attività di formazione del personale che si occuperà del posizionamento e dell’istallazione degli idrofoni e della raccolta dei dati da essi acquisiti, sono intervenute delle eccellenze nel campo della ricerca sull’inquinamento acustico sottomarino: esperti che hanno presentato le precedenti ricerche sull’inquinamento acustico nei mari italiani (secondo le direttive della Marine Strategy della Commissione Europea), il Prof. Tegowski che ha parlato dell’esperienza del progetto BIAS (equivalente di SOUNDSCAPE nel Mar Baltico), il Dr. Thomas Folegot di Quiet Oceans (azienda specializzata nel monitoraggio e nella previsione del rumore sottomarino) e l’Università di Danzica, che ha presentato lo strumento per processare i dati.

In coda a questo workshop, il 28 e 29 novembre scorso, si è invece tenuto l’incontro del Comitato di Monitoraggio e Gestione tra i partner del progetto (l’Institute of Oceanography and Fisheries di Spalato, il Centro Nazionale delle Ricerche, Blue World Institute per la Ricerca e la Conservazione di Lussino, Fondazione Cetacea di Riccione, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia ARPA-FVG, la Regione Marche, Ministero dello Sviluppo e dell’Energia croato e il Teaching Institute of Public Health di Fiume)  dove si è fatto il punto sull’andamento del progetto e dove sono stati definiti i prossimi passi: l’acquisizione, nella prima metà di dicembre, della strumentazione (gli idrofoni) che verranno ritirati ad Amburgo mentre a fine gennaio la loro istallazione negli 8 punti sensibili individuati nell’alto Adriatico (4 al largo delle coste croate e 4 di quelle italiane).

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