Elettrosmog in casa: meglio il Wi-Fi rispetto alla rete cellulare

1170

Per minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici, l’Appa Bolzano consiglia di navigare sul web utilizzando la connessione alla rete Wi-Fi piuttosto che quella alla rete mobile, soprattutto in casa ma anche all’aperto. Video su YouTube.

Se si parla di campi elettromagnetici si pensa subito alle stazioni radio base per la telefonia cellulare e ai tralicci dell’alta tensione, dimenticando però che anche in ambito domestico tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche accese, quali ad esempio forno a microonde, piano cottura ad induzione, rasoi elettrici ma anche Wi-Fi e cellulari, emettono campi elettromagnetici.

Wi-Fi o rete mobile?

La crescente diffusione di apparecchiature e di nuove tecnologie (domotica, smarthome ecc.) e il crescente utilizzo del cellulare sia nel tempo libero sia al lavoro (prenotazione viaggi, tickets, benessere, uso di “app” di vario genere e tipo ecc.) aumentano la possibile esposizione di ciascuno di noi ai campi elettromagnetici anche nelle proprie abitazioni. Per minimizzare la propria esposizione, senza dover rinunciare agli indubbi vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, l’Appa Bolzano consiglia di navigare sul web utilizzando la connessione alla rete Wi-Fi piuttosto che quella alla rete mobile, sia in casa che all’aperto.
“Soprattutto in casa e dove è disponibile – spiega Luca Verdi, direttore del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione dell’Appa Bolzano – è preferibile la rete Wi-Fi. Le antenne Wi-Fi, infatti, emettono onde elettromagnetiche per 0,1 Watt di potenza contro i 3000 Watt delle antenne della rete mobile”.
Scegliere il Wi-Fi significa quindi diminuire drasticamente l’inquinamento elettromagnetico con la stessa qualità di navigazione. “Già a un metro di distanza dal modem Wi-Fi”, spiega ancora Verdi, “il valore del campo elettromagnetico si riduce sensibilmente. È sufficiente quindi posizionarlo in un punto della casa in cui le persone non sostano a lungo per ridurre drasticamente l’esposizione personale alle radiazioni”.

(Video realizzato da GNews su incarico dell’Appa Bolzano)

Minor elettrosmog per la comunità
Inoltre, non usando la rete cellulare si evita di aumentare inutilmente l’inquinamento elettromagnetico in un’ampia area per l’utilità di una singola persona. “Un minor carico della rete cellulare significa un minore inquinamento elettromagnetico per la comunità e di conseguenza una minore necessità di continui potenziamenti della rete cellulare”, aggiunge Verdi.
Collegandosi alla rete cellulare in ambienti chiusi come in casa (ma anche in auto, in treno ecc.) la qualità del segnale cellulare è peggiore. Di conseguenza sia il telefono che il ripetitore aumentano la potenza di trasmissione perché fanno più fatica a “collegarsi”. “Usare la rete cellulare rispetto al Wi-Fi è come leggere un libro usando la luce del lampione stradale, invece che la lampada da tavolo” esemplifica Verdi.
Altro mito da sfatare: se si vede sul proprio cellulare le reti Wi-Fi dei vicini di casa, non significa che si è esposti a campi elettromagnetici elevati. In realtà si vedono tanti segnali perché i ricevitori dei cellulari sono estremamente sensibili e mostrano tutte le reti disponibili, seppur debolissime. È possibile inoltre che nell’elenco delle reti Wi-Fi appaiano anche le reti degli ultimi collegamenti effettuati, pur non essendo raggiungibili in quel momento. Da queste non risulta alcun impatto elettromagnetico.

L’uso intelligente del Wi-Fi sarà uno dei temi centrali della campagna “Uso consapevole del cellulare” che l’Appa Bolzano, in collaborazione con l’Agenzia di stampa e comunicazione della Provincia e altre ripartizioni provinciali (sanità, intendenze scolastiche, informatica, mobilità, protezione civile) darà il via a partire da metà febbraio 2019.

Ulteriori informazioni sui campi elettromagnetici sono disponibili sul sito web dell’Appa Bolzano sotto il tema “Radiazioni”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.