La lotta ai cambiamenti climatici tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

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Tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) adottati nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, vi è anche la lotta al cambiamento climatico (Goal 13): “Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze”.

Questi sono i target specifici dell’obiettivo che tutti i Paesi firmatari, tra cui l’Italia, si sono impegnati a raggiungere entro il 2030:

  • Rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali in tutti i paesi
  • Integrare nelle politiche, nelle strategie e nei piani nazionali le misure di contrasto ai cambiamenti climatici
  • Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale riguardo ai cambiamenti climatici in materia di mitigazione, adattamento, riduzione dell’impatto e di allerta precoce
    • Dare attuazione all’impegno assunto nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per raggiungere l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 congiuntamente da tutte le fonti, per affrontare le esigenze dei paesi in via di sviluppo nel contesto delle azioni di mitigazione significative e della trasparenza circa l’attuazione e la piena operatività del “Green Climate Fund” attraverso la sua capitalizzazione nel più breve tempo possibile
    • Promuovere meccanismi per aumentare la capacità di una efficace pianificazione e gestione connesse al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo concentrandosi, tra l’altro, sulle donne, i giovani e le comunità locali ed emarginate.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) monitora tutti gli anni la posizione dell’Italia nel raggiungimento dei 17 obiettivi attraverso l’analisi di una serie di indicatori; per quanto riguarda il Goal 13 vengono presi in considerazione questi indicatori:

  1. gas serra totali secondo i conti delle emissioni atmosferiche (CO2 equivalente in tonnellate)
  2. precipitazione media annua (Volume annuo di precipitazione media)
  3. temperatura media massima giornaliera
  4. temperatura media minima giornaliera

Tra il 2010 e il 2016 l’obiettivo 13 mostra una tendenza al miglioramento: l’indicatore 1. migliora infatti fino al 2014, in gran parte a causa della riduzione delle emissioni indotte dalla crisi economica, per poi peggiorare nell’ultimo biennio, in corrispondenza con la ripresa del PIL.

Secondo ASviS l’Italia deve però assicurare il suo impegno per rispettare gli Accordi di Parigi, attuando la Strategia Energetica Nazionale e presentando entro dicembre il «Piano energia e clima», prescritto dal Clean Energy for all Europeans Package, con cui si deve definire il percorso del nostro Paese verso l’attuazione dell’Accordo di Parigi, attraverso la Strategia EU 2030. Secondo la Commissione deve infatti esserci un solo Piano, che comprenda i contenuti e le previsioni della Strategia Energetica Nazionale e includa la valutazione dell’impatto di tutti quei settori non strettamente connessi alla specifica dimensione energetica e quindi i trasporti, l’edilizia, l’agricoltura e il cambio d’uso del suolo e forestazione.

Ma come è possibile attuare e lavorare per il raggiungimento di questo obiettivo a livello locale? Tra le iniziative promosse nell’ambito del progetto Change the Power – (Em)Power to Change, vi è una specifica campagna informativa (A good life is simple) che mostra esempi positivi da seguire nella vita quotidiana, incoraggiando quindi le persone ad integrare l’azione per il clima nelle loro vite e ad attivarsi nei settori della mobilità, della nutrizione, del consumo e dell’energia.

Maddalena Bavazzano

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