Arpa Toscana a Ete Expo fa il punto sulle acque sotterranee

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Di recente l’Agenzia ha preso parte a ETE, esposizione delle applicazioni tecnologiche e dell’innovazione, con un desk ospitato nello stand di Ispra e ha patrocinato l’iniziativa “Risorsa idrica: la pianificazione su diversi confini territoriali – problematiche applicative e possibili soluzioni per una governance ottimale”, organizzata dal Consiglio nazionale dei Geologi in stretta connessione con l’ordine della Toscana.

Anche alcuni colleghi e colleghe di ARPAT hanno preso parte a questo evento presentando:

  • le linee guida per il monitoraggio delle acque sotterranee all’interno delle attività produttive potenzialmente inquinanti
  • il quadro ambientale delle acque sotterranee in Toscana nel triennio 2019 – 21.

Presente anche il Direttore generale di ARPAT, Pietro Rubellini, che fa notare come presentare in quest’occasione le linee guida, elaborate dall’Ordine dei Geologi della Toscana partendo da materiali, studi, esperienze ed approfondimenti realizzati da ARPAT, in particolare dal Dipartimento di Pisa, sia la dimostrazione di una buona collaborazione tra l’Agenzia e l’Ordine, avviata con la sottoscrizione, circa un anno fa, di un Accordo triennale.

Chiara Lapira, (ARPAT – Dipartimento del Circondario Empolese), introducendo le linee guida, sottolinea che, con la presentazione odierna, si avvia il percorso per la validazione da parte dell’Agenzia. Auspica, poi, che, nel prossimo futuro, Ispra e le agenzie ambientali italiane possano confrontarsi sul contenuto di questo lavoro nel tavolo tecnico dedicato, presente nel Sistema Nazionale Protezione Ambientale (SNPA).

Fabrizio Franceschini (Dipartimento di Pisa) illustra, nel suo intervento, come sono nate le linee guida, quale sia il loro contenuto e il loro obiettivo.

Il Dipartimento di Pisa, dal 2004, ha iniziato l’attività di monitoraggio delle falde acquifere presso gli impianti industriali. Le linee guida, infatti, traggono origine e sono il frutto di questa esperienza e forniscono indicazioni pratiche su come effettuare i monitoraggi ed i campionamenti delle acque sotterranee in prossimità di una fonte di contaminazione ma anche come leggere i dati ambientali che se ne ricava.

Realizzare il monitoraggio delle falde all’interno delle attività produttive è importante in quanto alcuni processi produttivi appaiono, già in fase di autorizzazione, potenzialmente impattanti per la risorsa idrica sotterranea. In questi casi, come previsto dalla stessa normativa, è necessario introdurre nelle autorizzazioni ambientali precisi obblighi a carico delle aziende, tenute ad installare piezometri ed effettuare il monitoraggio delle acque di falda con l’obiettivo di prevenire impatti significativi sulla risorsa idrica. Nel caso, poi, si evidenziassero superamenti dei limiti normativi per talune sostanze inquinanti, grazie al monitoraggio, è possibile avviare, in tempi brevi, una bonifica, evitando il diffondersi dell’inquinamento, che potrebbe finire per interessare, nel lungo periodo, l’intero acquifero.

Non si tratta quindi solo di tutela ambientale ma anche di garantire la concreta applicazione del principio del “chi inquina paga”.

Questa tipologia di monitoraggio integra quello realizzato da ARPAT sulle acque sotterranee, aiutando a prevenire forme di inquinamento diffuso perchè in grado di individuare le fonti di contaminazione all’origine.

Venendo allo stato chimico delle acque sotterranee nella nostra regione, nel suo interventoStefano Menichetti (Sistema Informativo Regionale Ambientale) fa il quadro sulla classificazione e sull’andamento delle stesse nel triennio 2019 – 2021.

La situazione in Toscana si presenta come segue:

  • 21% delle acque sotterranee sono nella fascia buono
  • 11% buono fondo naturale
  • 40% buono scarso localmente
  • 27% scarso.

 Nel triennio precedente, 2016 – 2018, la situazione risultava, invece, questa:

  • 18% buono
  • 12% buono fondo naturale
  • 37% buono scarso localmente
  • 32% scarso.

L’aspetto più rilevante che emerge dalla disamina dei dati del monitoraggio ambientale delle acque sotterranee, che rappresentano una serie temporale che copre quasi 20 anni, in quanto il monitoraggio è iniziato nel 2003, è quello della precisa analisi delle tendenze negative o positive che risulta adesso possibile accertare e qualificare con rigore statistico.

Confrontando i dati ambientali raccolti nei due trienni, si può affermare, in estrema sintesi, che lo stato delle acque sotterranee è migliorato: sono aumentati i corpi idrici sotterranei classificati come buoni e diminuiti quelli scarsi.

Risulta incoraggiante, per la prosecuzione degli sforzi fin qui fatti dall’Agenzia relativamente a conoscenza, controllo del territorio e supporto ai processi di risanamento, verificare la presenza di buone tendenze, che vanno nella direzione di una riduzione della contaminazione: i nitrati su tutti ma recentemente anche i pericolosi organoalogenati.

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