Annuario dati ambientali 2022: i rifiuti rinvenuti sulle spiagge toscane

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Prosegue l’attività di anticipazione di alcuni dati contenuti nell’Annuario 2022 dei dati ambientali della Toscana che l’agenzia pubblica, ormai da diversi anni, nel periodo autunnale. In questa notizia presentiamo i dati che riguardano il numero di rifiuti presenti in 100 metri di spiaggia; informazione importante per tipizzare i rifiuti e definire i trend in termini di abbondanza anche al fine di individuare misure per minimizzare la presenza di rifiuti in ambiente marino.

I rifiuti rinvenuti sulle spiagge appartengono alle diverse categorie previste dalla Joint List dei rifiuti del JRC, un centro di ricerca europeo, che ha individuato le categorie di rifiuto, le principali organizzate secondo un doppio livello gerarchico:

  • primo livello: materiale
  • secondo livello: tipologia d’uso.

I rifiuti, monitorati dal personale ARPAT sulle spiagge, sono di varia natura: plastica, metallo, vetro, tessile e molto altro. Quelli più presenti sono quelli in plastica. Una menzione particolare va ai mozziconi di sigaretta, che secondo l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) rappresentano ben il 40% dei rifiuti complessivi nel Mediterraneo, cotton fioc, cannucce e brick di tè e succhi di frutta, alcuni di questi, come cotton fioc e cannucce, già banditi dalla Direttiva europea SUP (Single Use Plastic) sulle plastiche monouso, adottata nel 2019, recepita in Italia con il Decreto legislativo 196 del novembre 2021, entrato in vigore il 14 gennaio 2022.

Quadro dei dati relativi ai rifiuti rinvenuti sulle spiagge

Nel 2021, ultimo anno di campagna completa prevista dal Piano Operativo (POA) della Strategia Marina, i rifiuti antropici presenti sulle spiagge sono quantificabili, mediamente, in poco più di 4 oggetti per metro lineare, ovvero 0,2 oggetti al metro quadro. Si registra un incremento consistente degli oggetti rinvenuti soprattutto nella spiaggia di Marina di Vecchiano dove abbiamo trovato un elevato numero di oggetti in plastica, soprattutto pezzi di plastica tra 2,5 e 50 cm (pari a 413 record nella campagna primaverile a Marina di Vecchiano).

Mettendo a confronto i dati raccolti dal 2015 fino al 2021 emerge che nell’ultimo anno di campagna di monitoraggio (2021) il numero medio di rifiuti è superiore rispetto agli anni precedenti anche se bisogna precisare che, nel 2020 a causa del Covid, è stata effettuata la sola campagna autunnale da cui si rilevava che i rifiuti sulle spiagge erano quantificabili in 3 oggetti per metro lineare. Un dato analogo era stato registrato anche nel 2019.

Come sono state identificate le spiagge su cui fare i rilevamenti

Le spiagge sono state scelte secondo i criteri previsti dalla Strategia marina nel 2015. La Direttiva infatti stabilisce che ogni Regione monitori almeno una spiaggia per ciascuna delle seguenti tipologie:

  • aree urbanizzate;
  • foci fluviali;
  • aree portuali o comunque indicative di inquinamento proveniente dal trasporto marittimo e dalla pesca;
  • aree remote non direttamente accessibili a mezzi di trasporto via terra o individuate in aree protette.

Inoltre la distribuzione spaziale delle spiagge per ciascuna Regione deve essere rappresentativa. Nel nostro caso sono state individuate le seguenti spiagge:

  • Vittoria Apuana (Forte dei Marmi, LU),
  • Marina di Vecchiano (PI)
  • Castagneto Carducci (LI)
  • Quagliodromo (Piombino)
  • Collelungo (GR).

Nelle fasi di campionamento, cosi come previsto dalle schede metodologiche della Direttiva sulla Strategia Marina, ARPAT si assicura che il rifiuto censito venga rimosso grazie anche alla collaborazione con i Comuni e i gestori dei rifiuti urbani o le associazioni di volontariato; questa operazione si rende necessaria per evitare di censire di nuovo nella stagione successiva. I campionamenti previsti dalla Strategia Marina sono, infatti, 2 all’anno, di cui uno a primavera (aprile) e uno in autunno (novembre).

Come viene effettuato il monitoraggio

Viene censito un transetto di spiaggia di 100 metri di lunghezza dalla battigia fino al sistema dunale o alla vegetazione oppure ad eventuali manufatti esistenti, rilevando tutti i rifiuti superiori a 2,5 cm fatta eccezione per i mozziconi di sigaretta che vengono sempre essere registrati, senza scavare la sabbia.

I rifiuti vengono registrati in apposite schede di campo in cui si specifica il materiale di cui è composto il rifiuto (polimeri artificiali, carta/cartone, gomma, metallo, vetro/ceramica, tessile, sostanze chimiche, legno processato/lavorato).

Il passaggio successivo prevede la definizione del tipo di uso e la descrizione del rifiuto stesso. Si giunge così alla definizione del parametro di abbondanza “numero di rifiuti per 100 metri”.

Ad oggi non è stato identificato, in ambito europeo, un indicatore di stato ecologico sulla base di classi di abbondanza del rifiuto.

Cosa si può fare per prevenire il problema

Educazione e sensibilizzazione al cambiamento dei comportamenti individuali sono essenziali proprio perché i rifiuti che si ritrovano sulla spiaggia, per la maggior parte, sono lasciati dall’uomo. Non dobbiamo mai abbandonare i nostri rifiuti ma fare sempre la raccolta differenziata e smaltirli negli appositi raccoglitori. Se quest’ultimi non sono presenti sulle spiagge, è buona regola riportare il proprio rifiuto a casa e smaltirlo come si fa, di norma, seguendo le regole del Comune e del gestore dei rifiuti urbani presente nel proprio Comune.

Possiamo fare di più:

  • ciascuno può impegnarsi in prima persona nel prevenire la produzione di rifiutieliminando quanto più possibile i prodotti usa e getta, soprattutto in plastica, dalla vita quotidiana, come indicato anche in alcuni suggerimenti delle pillole di sostenibilità di ARPAT, che possono essere messi in pratica durante la spesa che nella pulizia personale e della casa ma anche in cucina, durante la preparazione dei pasti, nell’organizzazione di feste e pic-nic e perfino quando facciamo sport
  • svolgere un ruolo di cittadinanza attiva, chiedendo al Comune di aumentare i cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani qualora non siano presenti in numero sufficiente
  • pulire le spiagge, prendendo parte anche a manifestazioni organizzate da associazioni ambientaliste e/o da altri soggetti (come ad esempio “Riprendiamoci la spiaggia” di Legambiente o Missione Spiagge Pulite del WWF)
  • prendere parte a progetti di citizen science, scienza dei cittadini, come quello di MareVivo, in collaborazione con BAT Italia e con il Patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), “Piccoli gesti grandi crimini”, che contribuisce anche a raccogliere dati sulla presenza di rifiuti sulle spiagge, in particolare mozziconi di sigaretta, attraverso la piattaforma piccoli gesti. In tutti i comuni coinvolti nell’iniziativa, ognuno potrà accedere, tramite smartphone o dispositivi digitali, alla piattaforma, che contiene un’open data map digitale dove segnalare la presenza di mozziconi o piccoli rifiuti in specifiche aree.

Infine non scordiamo che durante le mareggiate i rifiuti presenti sulle spiagge possono finire in mare: quelli in plastica si trasformano in microplastiche e nanoplastiche che galleggiano sulla superficie del mare, e non solo, per lunghissimo tempo, danneggiando l’ambiente marino.

Ulteriori informazioni sull’argomento:

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