Arpa FVG ha partecipato a uno studio sulla Legionella coordinato dall’ISS

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Legionella

Il 30 aprile si è concluso lo studio “The New European Directive 2020/2184 concerning the quality of water for human consumption: study on evaluation and comparison of four methods for Legionella pneumophila detection”, coordinato dal Laboratorio Nazionale di Riferimento per la Legionella dell’Istituto Superiore di Sanità.

La ricerca ha lo scopo di confrontare il metodo colturale, attualmente considerato il gold standard per la ricerca della Legionella, con altre tecniche analitiche alternative. La nuova Direttiva Europea (DWD) 2020/2184, relativa alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano, ha infatti per la prima volta inserito la legionella tra i parametri che devono essere monitorati nelle acque potabili. La Direttiva prevede l’utilizzo del metodo colturale ISO 11731:2017. Questo rende necessario l’adozione di metodi di screening che permettano di ottenere risposte analitiche in tempi più brevi rispetto a quelli necessari al tradizionale metodo colturale.

La sperimentazione ha coinvolto 33 laboratori italiani, per la maggior parte Laboratori Regionali di Riferimento per la Legionella, alcuni universitari e privati.

Nell’ambito di questo studio, il Laboratorio di Arpa FVG ha analizzato 27 campioni di acque potabili, utilizzando quattro metodi analitici: il metodo colturale (tradizionale), due metodi molecolari (la Real Time PCR e la tecnologia LAMP – Loop Mediated Isothermal Amplification), e il sistema a pozzetti miniaturizzato.

Il Laboratorio di Arpa FVG, Laboratorio di Riferimento Regionale per l’analisi ambientale della Legionella in Friuli Venezia Giulia, è accreditato ai sensi ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, sia per il metodo colturale tradizionale che per il metodo molecolare normalizzato (ISO/TS 12869:2019) e per quello molecolare non normalizzato (AFNOR BRD 07/16-12/07).

Sono stati analizzati campioni prelevati presso strutture comunitarie (ospedali, strutture lavorative e scolastiche, etc.), per valutare una casistica rappresentativa delle situazioni più a rischio di insorgenza di focolai di questo patogeno emergente.

Il protocollo di lavoro dello studio, avviato a dicembre del 2021, ha previsto incontri quindicinali da remoto tra i partecipanti, allo scopo di confrontare le esperienze maturate in itinere, e si è concretizzato in un data base i cui risultati verranno elaborati dai tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità.

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