I controlli di luglio sulla qualità delle acque di balneazione campane

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Nel solo mese di luglio lungo l’intero litorale della Regione Campania sono stati realizzati da Arpac 496 campionamenti  a fronte del numero totale di campioni pari a 1.702 registrati dall’apertura della stagione balneare 2021. Dai controlli mensili sono emerse non poche criticità, sono stati registrati esiti non conformi ai limiti normativi in circa 50 campioni di acqua di mare che hanno limitato per alcuni giorni l’utilizzo della risorsa mare. Alcuni esiti sfavorevoli hanno riguardato acque già vietate all’uso balneare perché riguardanti tratti di mare di qualità scarsa ma molti altri sono stati registrati in acque dichiarate ad inizio stagione balneare di qualità da sufficiente ad eccellente. I Comuni a cui è stato comunicato il risultato negativo che li ha indotti ad emanare le specifiche ordinanze di divieto temporaneo alla balneazione sono i Comuni di Bacoli (Spiaggia Romana Colonia Vescovile e Spiaggia Romana – PS),  Pozzuoli (Stazione Marina di Licola), Capaccio (La Laura), Torre Annunziata (Villa Tiberiade), Eboli (Nord Foce Sele), Portici (Ex Bagno Rex) e n. 8 acque di balneazione afferente al Comune di Napoli  (Marechiaro, Punta Nera, Capo Posillipo, Posillipo, Donn’Anna, Lungomare Caracciolo, Via Partenope, P.zza Nazario Sauro).  Tutti i divieti, tranne quello a Torre Annunziata, sono stati revocati in base al riscontro favorevole dei prelievi supplementari effettuati tra la fine di luglio e l’inizio del mese di agosto.

L’ipotesi più probabile sulla causa di tali non conformità è stata attribuita ai fenomeni piovosi che si sono verificati nei giorni precedenti i prelievi. Una situazione che ha messo in evidenza una grave criticità, quella dei sistemi fognari misti, che spesso si tende a non considerare, ma che ritorna in evidenza in occasione di fenomeni di pioggia. Questi, infatti, mettono in crisi la rete delle acque pluviali in cui tipicamente, nei sistemi misti, sono convogliate anche le acque fognarie, in tali circostanze si attivano i cosiddetti “tubi di troppo pieno”, sfoghi che scaricano direttamente in mare le acque in eccesso presenti nelle tubature o nei collettori dove normalmente scorrono le acque di fogna e che vengono inondati dalle acque di pioggia nel momento in cui si verifica un forte temporale generando spesso anche uno spiacevole spettacolo a mare di sversamenti di reflui maleodoranti che colorano in maniera anomala gli specchi di acqua adibiti all’uso balneare.

Spesso viene chiesto perché in tali condizioni vengono comunque eseguiti da Arpac i controlli sulla balneabilità. A tal proposito è necessario precisare che i prelievi devono essere eseguiti da Arpac nel rispetto del calendario regionale per evitare di incorrere in infrazioni della Comunità europea, ma, se non sono state emesse ordinanze di divieto alla balneazione per il verificarsi di condizioni particolari tali da rendere le acque non sicure dal punto di vista sanitario, devono essere eseguiti i controlli per tutelare la salute dei bagnanti. In tali condizioni, l’Autorità sanitaria locale, il Sindaco del Comune costiero di pertinenza, in applicazione del dettato normativo, ricordato anche nella delibera regionale di avvio alla stagione balneare, se ritiene oppure è a conoscenza che i fenomeni di pioggia possono avere un impatto negativo sulla qualità delle acque di balneazione e/o sulla salute dei bagnanti, può adottare quale misura di gestione tempestiva e adeguata un divieto temporaneo di balneazione che potrà essere revocato se cessate le cause, in seguito agli accertamenti effettuati da Arpac.

Spesso la preoccupazione dei cittadini è rivolta alla presenza dei depuratori o al loro funzionamento, ma oltre quarant’anni fa un emerito professore di ingegneria sanitaria, il prof. L. Mendia, diceva che senza collettori fognari dedicati con portate costanti in qualità e quantità, un impianto di depurazione non può assolvere al suo compito in maniera ottimale.

Per giungere ad una soluzione definitiva di tale problematica sono necessari lavori infrastrutturali importanti che potrebbero consentire di fare un passo in avanti nel grado di civiltà di un paese. Questo potrebbe essere uno degli obiettivi da porsi con i fondi comunitari verso un maggiore rispetto dell’ambiente e un maggiore benessere per la vita dei cittadini, non più privati di un bene come quello della risorsa mare.

Nel corso del mese di luglio, oggetto di attenzione dei tecnici Arpac sono state come di consueto anche le alterazioni dell’aspetto del mare, in termini di colorazione e presenza di schiume. Fenomeni di schiuma marrone a chiazze e/o strie sono stati avvistati nei Comune di Vibonati (Torre Pertosa e Villammare),  Forio (La Nave), Ascea (Torre del Telegrafo).  Fenomeni analoghi per presenza di schiuma bianca densa sono stati rilevati in penisola sorrentina lungo le coste dei Comuni di Sant’Agnello (Punta San Francesco), Piano di Sorrento (Sopramare) Sorrento (Est porto Marina Grande), Meta (Scutolo), Vico Equense (Punta Gradelle, Bagni di Scraio)  e a Castellammare di Stabia (Arenile Pennella). Nulla di rilevante nei sopralluoghi effettuati su segnalazione ad Eboli (Campolongo Primo, Macchia Campolongo), Sapri (Lungomare di Sapri), Vietri sul Mare (Punta Fuenti, Marina d’Albori, Marina di Vietri Secondo Tratto) Montecorice (Vallone Arena), Castellabate (Località Lago sud), Camerota (Fornaci-Lentiscella).

In tutti i casi indagati non sono stati registrati superamenti dei valori soglia dei parametri determinanti la balneabilità confermando l’origine naturale degli eventuali fenomeni osservati che possono essere stati accentuati dalle alte temperature superficiali del mare e dallo scarso idrodinamismo delle acque.

Nei prossimi giorni, a tutela della salute dei cittadini, sarà come sempre alta l’attenzione per fronteggiare eventuali criticità e proseguiranno le previste attività in mare con l’ausilio dei mezzi nautici dell’Arpac. Le risultanze analitiche del monitoraggio saranno consultabili in tempo reale sui portali istituzionali di Arpac e del Ministero, tramite le loro specifiche APP per dispositivi mobili e da questa stagione balneare anche sul profilo twitter di Arpa Campania.

Lucio De Maio, Emma Lionetti – Arpa Campania
e.lionetti@arpacampania.it

1 commento

  1. Si conferma che l’attività analitica chimico-biologica ha un aspetto rilevante sui cittadini e sul territorio imprescindibile dall’aspetto sanitario.

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