La storia del meteo nelle stazioni pluviometriche Arpa Veneto

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Un secolo di dati su piogge e temperature a supporto della gestione e tutela del territorio. ARPAV da circa un trentennio effettua misure di variabili meteorologiche, con stazioni automatiche che acquisiscono dati in continuo, ogni 5-10-15 minuti a seconda della variabile misurata, e che sono in grado di trasmettere le osservazioni in tempo reale al Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile regionale. L’Agenzia ha acquisito una funzione che nel ‘900 è stata svolta dall’Ufficio Idrografico del Magistrato alle Acque di Venezia, che ha raccolto un patrimonio di dati fondamentale per la conoscenza del territorio veneto e per gli studi climatologici.

L’Ufficio Idrografico del Magistrato alle Acque di Venezia operava con strumenti manuali o meccanici che richiedevano l’assidua presenza di un osservatore. Sono 16 le stazioni meccaniche ancora operative in Veneto per le quali ARPAV ha avviato un progetto di ammodernamento, installando stazioni automatiche in grado di misurare le precipitazioni e le temperature. L’intervento ha lo scopo di dare continuità a serie di osservazioni (prevalentemente di tipo pluviometrico) che in alcuni casi hanno avuto inizio nel 1920. Si tratta di dati molto importanti per gli studi climatici, per la valutazione della frequenza dei fenomeni intensi e per l’individuazioni di eventuali trend determinati dal cambiamento climatico.

Per 6 stazioni (Botti Barbarighe in provincia di Rovigo, Bovolenta in provincia di Padova, Chioggia, Cortellazzo, Strà e Zuccarello in provincia di Venezia) gli interventi di ammodernamento sono stati finanziati dal progetto europeo RESPONSe (Programma Interreg Italia-Croazia 2014-2020) che studia il clima ed i cambiamenti climatici in area adriatica. Per le restanti stazioni di Fener, Fortogna e La Guarda in provincia di Belluno, Montebelluna e Nervesa della Battaglia in provincia di Treviso, Peschiera in provincia di Verona, Crosara, Isola Vicentina, Staro e Tonezza del Cimone in provincia di Vicenza, i finanziamenti sono stati erogati dalla Regione Veneto (Direzione Difesa del Suolo).
In questi giorni queste 16 stazioni stanno già iniziando ad integrare la rete di monitoraggio in tempo reale di ARPAV che comprende, oltre a 4 radar meteorologici, circa 187 stazioni meteorologiche, 98 idrometriche e 18 nivometriche.

Le reti di monitoraggio regionali, caratterizzate da un’elevata densità di punti di misura, servono per fornire ai servizi meteorologici e idrologici un chiaro ed aggiornato quadro della situazione in atto. Servono, per esempio, ad alimentare i modelli idrologici di propagazione delle piene, a fornire un quadro sullo stato del manto nevoso, a dare indicazioni sulla disponibilità delle risorse idriche, a supportare gli agricoltori nella scelta delle pratiche colturali ottimali, a fornire informazioni statistico/climatologiche ed anche a verificare la correttezza delle previsioni del tempo. Si coglie l’occasione per ricordare che le stazioni meteorologiche non “fanno le previsioni” ma forniscono dati per supportare sistemi decisionali che considerano anche le previsioni meteorologiche (prodotte da alcuni centri che operano a livello mondiale con enormi potenze di calcolo e che acquisiscono dati a scala globale).

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