Ostreopsis ovata, Snpa pubblica manuale su analisi e controllo dell’alga potenzialmente tossica

Pubblicato il rapporto Ispra relativo al 2017 con l'utilizzo dei dati delle 13 Arpa costiere

166
cellule di ostreopsis ovata

Ostreopsis ovata è un dinoflagellato potenzialmente tossico rinvenuto nelle acque costiere italiane già alla fine degli anni ’90. Da allora la presenza di questa microalga è stata rilevata sempre più frequentemente, con abbondanze massive, soprattutto nel comparto bentonico, in un numero crescente di regioni, fino al verificarsi di vere e proprie fioriture.

Apparsa nei nostri mari alla fine degli anni Novanta, oggi è diffusa in quasi tutte le regioni costiere. Cos’è, come sorvegliarla, analizzarla, monitorare le fioriture, dare le giuste informazioni ai cittadini: tutto in un manuale realizzato da Snpa, che raccoglie l’esperienza di Ispra e di 13 Arpa costiere, presentando il quadro completo del 2017.

In linguaggio scientifico, l’Ostreopsis è un dinoflagellato potenzialmente tossico. Lo diventa in particolare nel momento della fioritura, quando il cosiddetto “bloom” ha provocato in alcuni casi fenomeni di intossicazione e sofferenza per l’uomo, mortalità di organismi bentonici per la fauna marina. La presenza di questa microalga è sempre più frequentemente nei mari italiani, con abbondanze massive in un numero crescente di regioni. Le uniche ad oggi non ancora toccate dal fenomeno sono l’Emilia Romagna e il Molise.

Il Rapporto illustra i risultati, le metodologie di campionamento e di analisi, come è stata effettuata la sorveglianza da parte delle Arpa, in che modo si è comunicato con i cittadini in caso di fioriture tossiche.

E’ possibile scaricare il volume dal sito dell’Ispra.

Altri articoli di AmbienteInforma in cui si parla della Ostreopsis ovata

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.