Gioco di squadra e dialogo aperto con i cittadini

Le priorità del nuovo Commissario straordinario di Arpa Veneto

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A colloquio con Riccardo Guolo, che, a fine dicembre, la Giunta regionale del Veneto ha nominato Commissario Straordinario dell’ARPA, in successione a Luciano Gobbi, commissario eletto dopo il passaggio dell’ex direttore generale Nicola Dell’Acqua ad altro incarico.

Riccardo Guolo, 61enne nato a Padova, è laureato in scienze forestali e fa parte di ARPAV dal 1999, dove ha svolto numerosi incarichi, l’ultimo è quello di responsabile della pianificazione e del controllo.

Vista la sua conoscenza pluriennale e diretta, quali sono a suo avviso oggi le peculiarità e gli aspetti critici di ARPAV? Inoltre lei ha una laurea in scienze forestali, che valutazioni dà allo stato ambientale della sua regione?

Le peculiarità di questa regione sono legate ad un meraviglioso territorio e il Veneto è uno straordinario microcosmo variegato. Ha il mare, le coste e il Delta del Po, Venezia una delle città più belle e fragili del mondo, le Dolomiti patrimonio dell’umanità, le colline del Prosecco, il lago più grande d’Italia, il Garda, e così via. Siamo anche una delle regioni più industrializzate, con una fitta rete di piccole e medie imprese, ed una rete viaria importante per metterle in connessione e renderle competitive.

Questo territorio ha comunque le sue fragilità, come la stagnazione dell’aria nella pianura padana che crea problemi inquinamento da polveri, e la storica presenza di industrie nelle aree di ricarica delle falde, che può portare a fenomeni di inquinamento diffusi, come ad esempio il vasto inquinamento da PFAS.

La varietà di ambienti e di problematiche che ho descritto prima richiede un approccio mirato, con personale sempre più specializzato. E qui si innestano anche per ARPAV i problemi tipici delle amministrazioni pubbliche: il blocco del turnover, quindi l’innalzamento dell’età media dei dipendenti, e le politiche di ridimensionamento.

Con l’ausilio e lo stimolo della Regione, ARPAV sta cercando di superare questi ostacoli, ad esempio con un nuovo piano occupazionale che ci consentirà di assumere in tempi brevi giovani con le professionalità più adatte a far fronte alle problematiche emergenti in tanta complessità e per non perdere professionalità e, conseguentemente, la possibilità di erogare prestazioni operative.

La fragilità del Veneto si è compresa in modo molto chiaro durante il maltempo dello scorso autunno. Come si sta evolvendo la situazione, soprattutto in montagna e quale ruolo sta svolgendo ARPAV?

ARPAV ha avuto inizialmente il ruolo di “previsore” della criticità: i nostri meteorologi e tecnici del Dipartimento Sicurezza del Territorio sono stati eccellenti nel ”leggere” gli scenari che i modelli stavano ipotizzando e fornire, a chi doveva decidere, tutti gli elementi per tutelare i cittadini ed i loro territori.  Durante l’evento siamo stati attivi in continuo, H24, e con la chiusura dello stato di emergenza ci siamo messi al lavoro per definire le nuove mappe valanghive del territorio. Uno dei nostri dirigenti è soggetto attuatore proprio su questo tema. Le azioni tempestive hanno consentito, come avete di certo visto dai media nazionali, nel giro di un mese di mettere al sicuro la viabilità e di ripristinare il territorio montano, già pronto ad accogliere nuovamente nello splendido scenario delle Dolomiti i numerosi turisti italiani e stranieri.  Il territorio è ferito ma ha saputo rispondere.

SNPA: Lei è da sempre “uomo di sistema”, perché lo ha visto nascere, perché ha tracciato in tre volumi le attività e le funzioni delle agenzie ed è stato il referente nel gruppo di lavoro che ha definito il Catalogo delle Prestazioni. Secondo lei “l’unione fa veramente la forza”, vale a dire l’SNPA è un propulsore dello sviluppo delle azioni a tutela del territorio?

Assolutamente si. Le agenzie ambientali, grazie al Sistema, diventano “glocali”, i valori e i contenuti sono locali ma la loro condivisione è globale. Solo in questo modo è possibile alzare l’asticella della qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Per essere concreto, la strada giusta, e per certi verso ineluttabile, è quella del Catalogo per collocare le prestazioni che tutte le agenzie erogano e dei LEPTA, livelli essenziali di queste prestazioni tecniche ambientali, che il Sistema garantisce di erogare ai cittadini di ciascun territorio, di ciascuna regione.  Entrambe le cose devono passare per una nuova modalità di finanziamento, il tanto auspicato Fondo Ambientale Nazionale, che permetta non di spendere di più, ma in modo più semplice, snello e certo le risorse che il paese già garantisce alla tutela della salute collettiva attraverso i controlli ambientali.  Se poi si vorrà alzare il livello delle prestazioni lo strumento ci sarà e sarà diretto.

Dobbiamo semplificare e far capire quali sono i parametri “qualitativi e quantitativi delle prestazioni”, come recita la 132.  Siamo tecnici al servizio dei cittadini ed i LEPTA sono un importante ed efficace strumento di comunicazione con gli stessi cittadini. Una volta definito in maniera chiara quali sono i servizi che le agenzie garantiscono, di certo aumenterà anche la fiducia. Lavoriamo meglio con la fiducia dei cittadini.

Al giorno d’oggi, in uno scenario di discussione della verità scientifica, di difficoltà per i cittadini di trovare fonti sicure di informazione in tutti i campi, conquistare la fiducia è proprio una fra le sfide più difficili. ARPAV come lo sta facendo?

Bisogna “metterci la faccia”, non c’è altro da fare. L’esperienza dell’inquinamento da PFAs ha visto l’Agenzia confrontarsi quotidianamente con le associazioni e con i comitati. Le forme di contatto sono state di tutti i tipi, dalla partecipazione agli eventi organizzati agli incontri sul territorio. Continueremo su questo binario, usando tutti i mezzi a nostra disposizione. Nel nostro Piano Triennale 2018-2020 ci siamo posti come uno degli obiettivi principali quello di ampliare gli strumenti di comunicazione, rapportandoli direttamente al cittadino, garantendo a tutti i livelli la piena accessibilità ai dati ambientali. ARPAV continuerà a porsi in ascolto dei bisogni del cittadino e della sua percezione della qualità dei nostri servizi.

Fra le attività che sicuramente aumentano la fiducia e la consapevolezza di cittadini c’è l’educazione ambientale Cosa sta facendo ARPAV in questo ambito?

La nostra Agenzia, sin dalla sua fondazione, ha investito tantissimo nell’educazione ambientale e alla sostenibilità e continua a farlo. I nostri target sono tutti i cittadini dai più piccoli agli adulti. Nel 2019, visto il successo degli anni passati e la richiesta delle scuole, riproponiamo “Raccontiamoci le favole”, format di laboratori per i più piccoli che usa il gioco per avvicinarsi ai temi ambientali, il concorso QUALe idEA! per i progetti ambientali degli studenti di primarie e secondarie, e il nuovo #arpaVideo, per gli studenti più grandi.  Accomuna tutte le iniziative lo stimolo ai ragazzi a raccontare, con i mezzi a loro più adatti e propri alla loro età, la loro “idea” di ambiente, coinvolgendo ove possibile anche le famiglie e quindi gli adulti. Inoltre i nostri tecnici, che sono i nostri principali testimonial, partecipano a incontri nelle scuole e con la cittadinanza per raccontare le attività di ARPAV.

Sappiamo che lei è un appassionato di sport; impegni pubblici permettendo, riesce a portare avanti questa attività?

Da sempre lo sport, e in particolare la pallacanestro, è una parte importante della mia vita, come giocatore, come dirigente federale, come dirigente di società e di associazioni per il valore sociale dello sport.  Fa parte di me e impegna gran parte del tempo libero e faccio fatica a staccarmi.  Amo la pallacanestro, è un grande sport di squadra, insegna a collocare le individualità in un gruppo per poter ottenere il massimo risultato, proprio come nel lavoro, proprio come in ARPAV.


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