Per il PM10 si registra il rispetto del valore limite annuale (40 µg/m³) su tutto il territorio; nel 92% delle stazioni è rispettato anche il valore limite giornaliero (50 µg/m³ per la media giornaliera da non superare per più di 35 giorni in un anno). Si registra ancora il mancato rispetto del limite in diverse zone del Paese: nel bacino padano, nell’agglomerato Napoli-Caserta, nella zona della Valle del Sacco (in provincia di Frosinone). Isolati casi di violazione sono stati registrati anche nella pianura venafrana (in provincia di Isernia) e a Palermo.
Occorre considerare che i periodi di stagnazione atmosferica invernali (inversione termica a bassa quota, alta pressione livellata, assenza di precipitazioni, vento molto debole o assente) in alcune delle aree del Paese solitamente più critiche, sono stati frequenti e intensi nell’anno appena trascorso favorendo in diversi giorni il superamento della soglia prevista per il valore limite giornaliero di 50 µg/m³.
Come noto ai superamenti giornalieri possono contribuire – in alcuni casi – fenomeni naturali come gli eventi di intrusione al suolo di sabbie provenienti dalle aree desertiche del Nord Africa, del Medio Oriente e della depressione caspica. La valutazione della frequenza e dell’intensità di questi fenomeni e quindi del contributo al numero di giorni di superamento per alcune regioni è attualmente in corso e sarà descritta nelle relazioni annuali sulla qualità dell’aria predisposte dalle agenzie regionali del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente nei prossimi mesi.
Il valore limite annuale del PM2,5 (25 µg/m³) è rispettato su quasi tutto il territorio nazionale.
Anche il valore limite annuale del biossido di azoto è rispettato nella larga maggioranza delle stazioni di monitoraggio (99%), sebbene sia da registrare il superamento in un numero limitato di stazioni, localizzate in grandi aree urbane in prossimità di importanti arterie stradali, nell’agglomerato di Milano, a Genova, Napoli, Catania e Palermo. Il valore limite orario è invece rispettato ovunque.
I primi dati sembrano confermare l’andamento osservato nel periodo 2015-2024, con una riduzione marcata e progressiva per il biossido di azoto, estesa alla maggior parte delle stazioni.
In larga parte del Paese si registrano ancora livelli di concentrazione di ozono superiori agli obiettivi previsti dalla legge (solo il 9% delle stazioni rispetta l’obiettivo a lungo termine, pari a 120 µg/m³ come valore più alto della media mobile giornaliera su otto ore); a causa delle condizioni meteorologiche estive, con condizioni di caldo estremo e assenza di precipitazioni che hanno caratterizzato l’estate 2025, sono stati registrati anche diffusi superamenti della soglia di informazione (180 µg/m³ per la media oraria) prevista a tutela della popolazione dall’esposizione acuta.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’inquinamento atmosferico è uno dei maggiori rischi ambientali per la salute. In sintesi, si può affermare che il 2025 ha confermato il trend di miglioramento della qualità dell’aria a livello nazionale. In particolare, il trend di riduzione osservato, diffuso sul territorio e statisticamente significativo, ha riguardato tutte le regioni coinvolte nelle procedure di infrazione Ue per superamenti di PM10 (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia) e per NO2 (Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia). Questo ha permesso il rientro nei limiti per il PM10 in Toscana, Umbria e Puglia e, per l’NO2, nelle zone agglomerato di Torino, Bergamo, Brescia, Firenze e Roma e nella zona A – Pianura ad elevata urbanizzazione, in Lombardia; si registra un progressivo avvicinamento alla conformità per le altre zone.
Tuttavia lo scenario che introduce la nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, entrata in vigore il 10 dicembre 2024 e in attesa di recepimento nell’ordinamento nazionale, indica la necessità di individuare e attuare rapidamente strategie aggiuntive rispetto a quelle già implementate, atte a ridurre significativamente l’inquinamento atmosferico, tenuto conto del fatto che i livelli attuali sono superiori, in larga parte del Paese, ai valori limite della nuova direttiva, da rispettare entro il 1 gennaio 2030 e ai valori guida dell’Oms. La strada da percorrere è ancora lunga e richiede un’ulteriore – particolarmente rilevante – riduzione delle emissioni.
- La qualità dell’aria in Italia nel 2025 (comunicato stampa)
- La qualità dell’aria in Italia nel 2025 (introduzione)
- PM10: la situazione nel 2025
- PM10: l’andamento tendenziale
- PM2,5: la situazione nel 2025
- PM2,5: l’andamento tendenziale
- NO2: la situazione nel 2025
- NO2: l’andamento tendenziale
- Ozono: la situazione nel 2025
- Ozono: l’andamento tendenziale
- Le sfide per il futuro a breve e medio termine
- Snpa e l’informazione sulla qualità dell’aria
- Note metodologiche