Dall’analisi statistica del decennio 2015-2024 nel 61% dei casi (288 stazioni di monitoraggio su 474), si evidenzia per il PM10 un trend decrescente statisticamente significativo, con variazione annuale media stimata in -0,7 µg/m³y (-3,5 µg/m³y ÷ -0,1 µg/m³y). Sulla porzione di campione considerato, si osserva una riduzione media annuale del 2,5% (-15,6% ÷ -0,6%). Nel 30% dei casi (144 stazioni di monitoraggio su 474) invece non è possibile individuare un trend statisticamente significativo.
In generale, tale riduzione è stata più marcata nel primo quinquennio, mentre nel secondo l’andamento tendenziale sembra andare verso una situazione di stabilità, con livelli confrontabili tra i vari anni e oscillazioni dipendenti dalle condizioni meteorologiche.
Da una prima analisi emerge una riduzione media di circa il 29% dei livelli annuali registrati nel 2025 rispetto alla media del decennio 2015-2024. Anche in termini di rispetto del valore limite giornaliero si osserva un significativo aumento del numero di stazioni dove il limite è rispettato (92% rispetto al 56% del 2015).
In particolare, il trend di riduzione osservato, diffuso sul territorio e statisticamente significativo, ha riguardato tutte le regioni coinvolte nelle procedure di infrazione Ue per superamenti di PM10 (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia). Questo ha permesso il rientro nei limiti per il PM10 in Toscana, Umbria e Puglia e un progressivo avvicinamento alla conformità per le altre zone.
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