L’inquinamento atmosferico determinato dalle attività antropiche è un fattore riconosciuto di rischio per la salute umana e per gli ecosistemi. L’inquinamento atmosferico dipende in modo complesso da una serie di fattori: l’intensità e la densità delle emissioni su microscala, su scala locale e regionale; lo stato fisico e la reattività delle sostanze disperse in atmosfera; le condizioni meteorologiche e l’orografia del territorio che influenzano il movimento delle masse d’aria, i meccanismi di diluizione o di accumulo degli inquinanti, la velocità di formazione e trasformazione delle sostanze, il trasporto a lunga distanza e la deposizione. Alcuni fenomeni si sviluppano su scale spaziali continentali, come nel caso del trasporto transfrontaliero delle sostanze acidificanti. Hanno, invece, una rilevanza globale le emissioni di sostanze che contribuiscono ai cambiamenti climatici e alle variazioni dello strato di ozono stratosferico.
Le reti di monitoraggio – gestite in Italia dalle ARPA/APPA – sono il principale strumento per la valutazione della qualità dell’aria, intesa come l’insieme delle attività che hanno come obiettivo quello di verificare se sul territorio di uno Stato siano rispettati i valori limite e raggiunti gli obiettivi stabiliti al fine di prevenire, eliminare o ridurre gli effetti avversi dell’inquinamento atmosferico per la salute umana e per l’ecosistema.
08/09/2026
Fisica e intelligenza artificiale per prevedere l’inquinamento da biossido di azoto, lo studio relizzato da ARPA Sicilia pubblicato sulla rivista scientifica Atmosphere (MDPI)
Lo studio realizzato dal team di ricercatori di ARPA Sicilia propone una metodologia innovativa per il monitoraggio e la previsione a breve termine delle concentrazioni di biossido di azoto (NO₂), applicata al caso studio della città di Palermo.
Cieli lattiginosi in Italia per l'arrivo di polveri desertiche a fine agosto
In occasione dell'intrusione di polveri desertiche, la settimana scorsa sono state registrate in molte aree del Paese concentrazioni elevate di PM10 e numerosi superamenti del limite giornaliero per questo inquinante.
ARPA Lazio pubblica il report "La valle del fiume Sacco. Uno studio ambientale"
L'ARPA Lazio ha recentemente pubblicato il report intitolato "La valle del fiume Sacco. Uno studio ambientale" che descrive sinteticamente, in termini qualitativi e quantitativi, lo stato ambientale dell'area denominata “Valle del Sacco”, aggiornato all'anno 2024 e relativamente alle matrici aria, acqua e suolo. Il quadro che emerge dallo studio presenta non poche criticità relativamente a tutte e tre le matrici, come riportato nelle stesse conclusioni del report.
Qualità dell'aria, accordo Regione Puglia-Arpa per la rete di monitoraggio
La Giunta regionale della Puglia ha deliberato lo stanziamento di oltre due milioni di euro per finanziare l’accordo di collaborazione con l'agenzia regionale per l'ambiente, finalizzato all’adeguamento della rete di monitoraggio della qualità dell’aria e all’aggiornamento dell’inventario delle emissioni in atmosfera.
Relazione sulla qualità dell’aria in Molise nel 2025
Il report conferma un quadro regionale generalmente stabile, ma mette in evidenza una criticità ormai consolidata: l’area di Venafro continua a presentare criticità per le polveri sottili.
Campagna di caratterizzazione del particolato nella piana di Venafro
Si è conclusa la campagna di caratterizzazione del particolato atmosferico (PM₁₀) nella piana di Venafro, iniziata nel maggio 2024, a cura di Arpa Molise.
I dati della relazione regionale mettono in luce un anno particolarmente favorevole per l'aria in Veneto, con i valori minimi storici registrati per il PM10. Restano alcune criticità legate all'ozono estivo e al benzo(a)pirene.
Hackathon “Environmental intelligence for cultural heritage and health”: l'innovazione con i dati Copernicus
A Bologna si è tenuto l'hackathon promosso da Ispra e con la partecipazione delle Agenzie ambientali per sviluppare prototipi, mockup e soluzioni innovative basate sui servizi Copernicus dedicati a qualità dell'aria e cambiamenti climatici.
Confermato il trend di positivo miglioramento per la qualità dell’aria, sul sito di APPA Trento il rapporto annuale 2025
I dati di qualità dell’aria dell’anno 2025 confermano una situazione complessivamente positiva con un trend di miglioramento in atto nell’ultimo decennio.
Complessivamente buona la qualità dell’aria in Valle d’Aosta nel 2025
Il rapporto annuale riporta la valutazione della qualità dell’aria in Valle d’Aosta per il 2025, a cura di ARPA Valle d'Aosta, sulla base delle misure effettuate nelle stazioni di misura presenti nella rete di monitoraggio regionale.
Nel nuovo numero della rivista di Arpae Emilia-Romagna, l’evoluzione delle tecniche di misura dei Cem e la sfida per la qualità dell’aria nel bacino padano.
Qualità dell’aria in Italia: valori stabili nel 2025
Rispettati i valori limite per PM10 e PM2,5 su quasi tutto il territorio, ma permangono situazioni di superamento in diverse zone. Si riduce il biossido di azoto. Caldo estremo ed assenza di precipitazioni non migliorano la situazione dell’ozono in estate. La nuova Direttiva europea impone limiti più stringenti da raggiungere entro il 1° gennaio 2030, per i quali si rendono necessarie strategie aggiuntive.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.