Cieli lattiginosi in Italia per l’arrivo di polveri desertiche a fine agosto

Al momento stai visualizzando Cieli lattiginosi in Italia per l’arrivo di polveri desertiche a fine agosto

In occasione dell’intrusione di polveri desertiche, la settimana scorsa sono state registrate in molte aree del Paese concentrazioni elevate di PM10 e numerosi superamenti del limite giornaliero per questo inquinante.

Le masse di polveri provenienti dal Sahara che hanno raggiunto l’Italia la settimana scorsa sono chiaramente evidenziate dalle previsioni combinate dei tre modelli nazionali di qualità dell’aria nell’ambito dell’iniziativa CAMS NCP a cui partecipa il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, legata al servizio europeo Copernicus di osservazione della Terra.

Le previsioni sulle concentrazioni di dust sono disponibili anche sul sito Snpa a questa pagina.

In Liguria

Un significativo trasporto di polveri sahariane ha interessato la Liguria a partire dal 27 agosto e continuerà fino al 29 agosto. L’evento, previsto dai modelli di trasporto atmosferico e dal sistema Copernicus CAMS, ha portato masse di aerosol desertico dal Nord Africa, attraverso il Mediterraneo, fino alla nostra regione.

Le osservazioni effettuate da Arpa Liguria con il lidar hanno permesso di seguire anche l’evoluzione verticale del fenomeno. Dalla tarda mattinata del 27 agosto, lo strato di polvere, inizialmente presente a quote intorno ai 3.000 metri, si è progressivamente abbassato fino a raggiungere gli strati atmosferici più vicini al suolo.

Un andamento confermato anche dai dati della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria: le centraline Arpa Liguria hanno registrato un graduale aumento delle concentrazioni di PM10 sul territorio ligure, con valori orari particolarmente elevati nella mattinata del 28 agosto.

Il fenomeno è risultato ancora più evidente nelle misure del particolato totale sospeso (PTS) disponibili a Genova e Porto Venere. Questi strumenti, in grado di rilevare particelle di dimensioni maggiori rispetto al PM10, hanno registrato concentrazioni più elevate, evidenziando la presenza di una componente relativamente grossolana delle polveri trasportate.

Gli effetti sono stati visibili anche al suolo: la polvere di origine desertica si è depositata su automobili, balconi e strade, con osservazioni e segnalazioni provenienti da diverse zone della Liguria, tra cui Genova e Savona.

In Emilia-Romagna

Tra il 27 e il 28 agosto si sono generate condizioni meteorologiche che hanno portato a un trasporto di polveri sahariane fino alle nostre latitudini. L’origine dell’episodio è legata a una saccatura atlantica, cioè un affondo di aria fredda diretta verso la Penisola Iberica, la quale ha provocato un richiamo di correnti meridionali di matrice subtropicale.  Questa, dopo aver sollevato l’aria direttamente dal Sahara – caricandola quindi di sabbia – l’ha trasportata in una direzione sudovest – nordest  ad alta quota verso il Mediterraneo e l’Italia. Tale condizione, oltre a provocare un ulteriore aumento delle temperature già estremamente elevate, ha portato a un incremento delle concentrazioni di PM10 in tutte le stazioni di misurazione dell’Emilia-Romagna, in particolare in quelle poste nell’Appennino. I valori – come emerge dai dati rintracciabili in questa pagina – evidenziano dati bel oltre il valore limite di legge (50 microgrammi/metro cubo, intesi come media quotidiana) soprattutto nell’Appennino, ma anche a Bologna-San Felice, segno di un arrivo, sebbene in misura minore, anche nelle aree di pianura.

Interessante è anche il confronto con il giorno precedente, quando l’evento non era ancora iniziato, dove emergono differenze in alcuni casi di oltre 50 microgrammi/metro cubo, e il giorno dopo, quando l’evento era già concluso, i cui valori sono rientrati nelle condizioni precedenti l’evento. Dimostrazione dell’origine sahariana è anche, oltre alle condizioni meteorologiche ben visibili da satellite, il fatto che i valori di PM2.5 durante tale evento non si siano alzati. Le sabbie sahariane hanno infatti dimensioni ben più grandi di 2.5 micrometri e un loro arrivo non ha per niente impattato sulle concentrazioni delle particelle di diametro più piccolo.

In sintesi quindi, una situazione di intromissione di aria sahariana che in passato era rara, ma che negli ultimi anni si sta evidenziando con più frequenza, segnale questo che dimostra il cambio della circolazione atmosferica dovuta al più generale cambiamento del clima in corso.

In Toscana

Nei giorni 28 e 29 agosto 2026, le stazioni della rete regionale della Regione Toscana hanno registrato un significativo incremento delle concentrazioni di materiale particolato PM10. L’episodio di picco si è verificato venerdì 28 agosto, quando tutte le stazioni hanno rilevato valori medi giornalieri superiori al valore limite di 50 µg/m³. Nella giornata successiva, sabato 29 agosto, le concentrazioni sono progressivamente diminuite, determinando un rientro generalizzato dei livelli entro il valore limite.

Il valore massimo giornaliero è stato registrato il giorno 28 agosto presso la stazione di AR-Acropoli con 76 µg/m3, mentre il valore massimo orario è stato registrato nella stazione AR-Repubblica con 129 µg/m3. 

La Toscana, come del resto il continente europeo, è regolarmente raggiunta da masse d’aria che portano con sé le frazioni del materiale particolato, fra cui il PM10, che dalle alte quote dell’atmosfera passa a livello del suolo (fenomeno avvettivo). L’area maggiormente interessata dal fenomeno avvettivo  è stata quella delle zone interne, in particolare l’area sud-est della Toscana.

Dall’esame dell’elaborazione modellistica si osserva che il contributo naturale di polvere è da ricondurre a masse d’aria provenienti dal nord Africa.

Il grafico sottostante mostra gli andamenti temporali di PM10 nella settimana dal 28 al 30 agosto 2026. 

Grafico 1 – andamenti temporali PM10 dal 28 al 30 agosto 2026 – rete regionale Toscana valori giornalieri µg/m3

Il fenomeno ha interessato l’intero territorio regionale, il grafico successivo presenta i valori orari di PM10 misurati dai contatori di particelle installati nelle stazioni di AR-Repubblica, FI-Mosse, LI-Carducci e LU-Capannori, evidenziando informazioni di dettaglio sulla distribuzione spaziale e temporale del fenomeno nelle pianure interne e sulla costa.

Grafico 2 – andamenti temporali PM10 dal 27 al 29 agosto 2026 – stazioni AR-Repubblica, FI-Mosse, LI-Carducci, LU-Capannori valori orari µg/m3

L’evento è stato esaminato mediante le elaborazioni fornite dal modello WMO Barcelona Dust Regional Center, che restituisce la distribuzione spaziale della concentrazione di polvere (mineral dust) prevista nel livello più basso dell’atmosfera.

Mappa 1 elaborazioni WMO Dust Regional Center giorno 28 agosto 2026

Mappa 2 elaborazioni WMO Dust Regional Center giorno 29 agosto 2026

In Campania

Nel periodo compreso tra il 22 e il 31 agosto 2026 è stato osservato un intenso episodio di trasporto di polveri sahariane, con effetti significativi anche sulla Campania, in cui l’afflusso di polveri desertiche ha determinato un notevole incremento delle concentrazioni di particolato atmosferico (PM10), in particolar modo il 28 e il 29 agosto.

Grazie alla rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria e all’impiego di strumenti di misura e modellistica meteo-ambientale, l’Arpa Campania ha seguito in tempo reale l’evoluzione di tale evento, monitorando con continuità le condizioni atmosferiche e i livelli di concentrazione degli inquinanti, sia di origine naturale che antropica.

Tale incremento è stato favorito da condizioni meteoclimatiche caratterizzate dalla presenza di ventilazione persistente proveniente dai quadranti meridionali ad alta quota. Un velo lattiginoso ha coperto i cieli della Campania avvolgendola in un’atmosfera quasi surreale.

Le concentrazioni orarie di PM10 hanno mostrato un andamento crescente, su gran parte del territorio regionale. Su quasi tutte le stazioni di monitoraggio si sono registrati superamenti del valore limite giornaliero di 50 μg/m³ (microgrammi per metro cubo) soprattutto nei giorni dal 28 al 30 agosto.

I dati rilevati sono stati regolarmente pubblicati nel bollettino quotidiano sulla qualità dell’aria, a disposizione degli enti competenti e della cittadinanza. I bollettini dati di qualità aria ambiente in Campania sono scaricabili dal sito di Arpa Campania al link:
https://www.arpacampania.it/web/guest/bollettini


I dati previsionali di modellistica sono stati estratti ed elaborati dal sito CAMS (Copernicus Atmosphere Monitoring Service).

Analisi comparativa tra le concentrazioni orarie di PM10 rilevate presso la stazione di monitoraggio “NA01 Osservatorio Astronomico” (punti blu) e le stime previsionali del modello CAMS (punti arancioni). È riportata inoltre la frazione di polvere desertica (DUST, punti grigi)

(focus regionale a cura di Arpa Campania – Uoc Monitoraggi e Cemec)

Fotografie in alto (modificata) e qui sopra tratte dal sito del Consiglio nazionale delle ricerche, nota stampa Importante intrusione di polvere desertica dal Sahara osservata a Monte Cimone del 29 agosto 2026.

Questo articolo ha un commento

  1. Stefania Finetti

    Non sono persuasa sull’origine dei pulvisvoli minerali .vorrei far presente che le sabbie salariale sono rossicce, non nere , come si vede quando si passa uno straccio…

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


Continua a leggere in questa sezione...