Come si trasforma la comunicazione delle agenzie per la protezione dell’ambiente? Dall’avvio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente nel 2017, la rete dei comunicatori dell’Snpa – poi Osservatorio Comunicazione e informazione – elabora una serie di indicatori per confrontare secondo parametri quantitativi omogenei le prassi utilizzate da Ispra e dalle Arpa/Appa in questo ambito. Questo tipo di analisi non pretende di delineare un giudizio conclusivo sul perseguimento degli obiettivi della comunicazione istituzionale di questo settore della pubblica amministrazione, anche perché la quantità di contenuti dipende molto dalle specificità territoriali oltre che dalla consistenza dell’organico degli enti. Piuttosto, si punta a fornire indicazioni utili, in primo luogo agli operatori coinvolti in questo tipo di lavoro.


I comunicati stampa restano uno strumento importante per informare l’universo dei media – e di riflesso la generalità dei cittadini – sull’attualità dell’operato delle agenzie per l’ambiente. Per rapidità e incisività di diffusione, si rivelano particolarmente utili in situazioni di crisi ed emergenza. Pertanto ne fanno ampio uso quelle Arpa i cui territori sono teatro di incendi, incidenti, episodi acuti di inquinamento di vario tipo, eventi meteo estremi legati alle competenze delle Agenzie.
Quasi tutte le Agenzie hanno strutturato attività di ufficio stampa, gestendo direttamente le relazioni con i media e i flussi di informazione verso le testate giornalistiche. Bisogna sottolineare che la presenza delle Arpa nelle cronache è frequente anche negli interventi a supporto di Forze dell’ordine e Magistratura per il contrasto agli illeciti ambientali, ma in questo caso generalmente l’informazione viene gestita dall’Autorità giudiziaria.
Ispra e le Arpa/Appa forniscono anche un’ampia serie di notizie sulle proprie attività e sulle questioni ambientali del territorio di riferimento, anche non strutturate nella forma di comunicati specificamente indirizzati ai media di informazione. Si tratta di contenuti che non ambiscono necessariamente a essere ripresi dai media, ma sono comunque offerti a beneficio di coloro che seguono attivamente i canali di comunicazione di queste istituzioni (in genere un pubblico di professionisti legati ai temi dell’ambiente).

Per andare oltre l’attualità dell’operato delle Agenzie ambientali e informarsi in maniera più approfondita e più ampia sulle condizioni dell’ambiente – o anche ottenere un resoconto sul medio-lungo periodo del lavoro e dell’impegno di queste istituzioni – le pubblicazioni, in particolare i rapporti, restano uno strumento molto utilizzato in ambito Snpa: nel 2024 sono stati censiti 119 report ambientali pubblicati da Ispra, dalle Arpa/Appa nonché dal Snpa in forma congiunta.
Partendo da questa base consolidata di strumenti per le attività di informazione, il Snpa ha anche avviato, sia a livello delle singole componenti che congiuntamente, un percorso di innovazione di formati, strumenti e linguaggi, che passa soprattutto per un uso sempre più articolato dei social media e per lo sviluppo della comunicazione grafica e audiovisiva (cfr. Piano di comunicazione del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente 2025-2027).
Twitter (ora X) è stato a lungo il social network preferito dalle Agenzie ambientali, per la sua mission orientata all’informazione e per lo stile conciso e fattuale, garantito dal limitato numero di caratteri dei post. Tuttavia le trasformazioni che la piattaforma ha affrontato con l’acquisizione da parte di Elon Musk, e il suo ridimensionamento a livello globale, hanno profondamente modificato la perfomance degli account agenziali: nel 2020 – prima degli eventi brevemente ricordati – gli account Twitter dell’intero Snpa totalizzavano circa 16 milioni di visualizzazioni, nel 2022 – ultimo anno per cui è disponibile un set di dati completo per questo indicatore – erano crollate a poco più di 5 milioni. Le agenzie rimangono presenti su questo social con 16 canali ma, in linea generale, con un piano editoriale minimizzato rispetto al passato.
In espansione (13 account a fine 2024) invece la presenza delle Agenzie su LinkedIn, complice anche l’effetto tendenza realizzato dall’apertura del canale Snpa nel 2022. La natura di questa piattaforma infatti appare congeniale ai contenuti tecnico-scientifici offerti da queste “emittenti”, che incontrano utenti animati da un interesse professionale, o comunque qualificato, nei confronti dei temi ambientali. Appaiono costantemente in aumento le visualizzazioni totalizzate dagli account attivi in ambito Snpa.
Facebook – che resta la piattaforma social più utilizzata dagli italiani (fonte: Censis, 2024) non ha mai avuto un ruolo preminente nelle politiche social delle agenzie ambientali, probabilmente per le sue caratteristiche “generaliste” e lo stile più marcatamente personale che informativo. Ciò nonostante si contano 12 account Facebook in ambito Snpa, con agenzie che anche negli ultimi anni hanno visto crescere le visualizzazioni del proprio profilo grazie anche a politiche di investimento in contenuti sponsorizzati.
È riscontrabile una progressiva crescita di Instagram all’interno del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (9 account), utilizzato soprattutto per attività di educazione ambientale e nel tentativo di avvicinare fasce più giovani di popolazione, con un aumento finora costante della copertura ottenuta dagli account attivi, alimentato anche in questo caso, in una certa misura, dal ricorso a pratiche di investimenti pubblicitari.
La moltiplicazione, infine, degli account di YouTube degli enti del Snpa (18 account a fine 2024) denota una generale tendenza a cimentarsi con i formati audiovisivi, tuttavia i risultati in termini di fruizione da parte di un pubblico mainstream non sono ancora chiaramente leggibili e restano oggetto di analisi.
Con riferimento ai social in generale, e alle ultime due piattaforme menzionate in particolare, occorre considerare che non sono ancora molte le realtà agenziali in cui nell’ambito dei servizi per la comunicazione è presente personale addetto in via esclusiva alla content creation e alla gestione dei social. Fanno ben sperare per il futuro la recente attenzione posta da alcuni contratti collettivi (es. sanità) alle figure della comunicazione e la recente introduzione della figura dell’esperto in comunicazione digitale riconosciuta in Italia, soprattutto per quanto riguarda il settore della Pubblica amministrazione, dal decreto legge 25/2025, convertito nella legge 69/2025.
Scarica il pdf con i dati di dettaglio sui siti web
(a cura dell’Osservatorio Comunicazione e Informazione – Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente).
Le notizie relative ai dati degli anni precedenti
L’ambiente giorno per giorno. La comunicazione del Snpa in cifre (dati 2023)
La comunicazione del Snpa in cifre. Dati 2022
I dati statistici di snpambiente.it e AmbienteInforma (2022)