Il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente ha individuato i propri esperti che entrano a far parte dell’Osservatorio nazionale sull’adattamento climatico. Insediatosi lo scorso 24 febbraio, l’Osservatorio, istituto presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha fra i suoi compiti l’indirizzo e il coordinamento multilivello per l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) nonché la definizione di priorità di intervento, l’aggiornamento delle azioni e l’individuazione delle fonti di finanziamento.
Tra i partecipanti ai lavori, tecnici e ricercatori provenienti dalle diverse componenti di Snpa, da Ispra alle Arpa.
Tradurre il Piano in azioni reali
Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) è stato approvato nel 2023. Definisce il quadro di riferimento con cui l’Italia vuole rispondere agli effetti del cambiamento climatico già in corso fra i quali ondate di calore, alluvioni più frequenti, siccità prolungate, erosione costiera. Prevede oltre 300 misure di adattamento, quali il potenziamento delle reti di monitoraggio, piani di gestione del rischio, soluzioni basate sulla natura, molte delle quali si appoggiano esplicitamente sui dati e sulle competenze proprie delle componenti del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.
Tradurre il Piano in azioni concrete ha richiesto tempo e un percorso istituzionale non semplice. L’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici si è insediato il 24 febbraio 2026 ed è lo strumento che ora rende possibile questo passaggio: dalla strategia alla governance operativa. L’Osservatorio rappresenta la struttura per la governance multilivello, con Ministeri, Dipartimento della Protezione civile, Agenzia Italia Meteo, Conferenza delle Regioni e Province autonome, Anci, ed è allargabile all’occorrenza anche ad altri soggetti quali le Autorità di Bacino.
I cinque gruppi di lavoro
L’Osservatorio è stato istituito con decreto ministeriale nel dicembre 2025 e si articola in un Comitato di indirizzo, nelle cui fila figura il direttore generale di Ispra, una Segreteria con funzioni tecniche e amministrative, alla quale partecipano in rappresentanza di Ispra Francesca Giordano, Francesca Lena, Monica Pantaleoni, Emanuela Piervitali, e un Forum consultivo. Il Comitato prevede cinque Gruppi di lavoro tematici, che si occuperanno rispettivamente di impatti e rischi (GdL 1), pianificazione dell’adattamento (GdL 2), azioni di adattamento (GdL 3), finanziamento (GdL 4) e monitoraggio (GdL 5).
Tali gruppi di esperti, fra cui figurano tecnici di Cmcc, Cnr, Enea e Ministeri, saranno a supporto del Comitato nel mettere a punto gli aspetti inerenti all’attuazione del Pnacc: aggiornare le priorità, individuare le fonti di finanziamento, costruire il sistema di monitoraggio che permette di misurare l’efficacia delle azioni individuate.
I componenti designati dalle Agenzie
Il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente è presente con Ispra, che partecipa direttamente ai lavori del Comitato e dei GdL tematici 1 (F. Giordano, E. Piervitali), 2 (F. Lena, M. Pantaleoni) e 3 (F. Giordano, F. Lena) e coordina (F. Giordano) e partecipa (M. Pantaleoni) al GdL 5, è membro della Segreteria e gestisce per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica la Piattaforma nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Climadat) – attualmente in fase di riorganizzazione –, quale strumento per la divulgazione delle attività del Comitato e del Forum; Snpa è presente inoltre con gli esperti delle Agenzie regionali, provenienti da 7 diverse realtà territoriali:
- Gruppo di lavoro 1 — Impatti e rischi Gabriele Antolini (Arpae Emilia-Romagna) e Gian Paolo Minardi (Arpa Lombardia).
- GdL 2 — Pianificazione dell’adattamento Benedetta Radicchio (Arpa Puglia) e Federica Allegrezza (Arpa Marche).
- GdL 3 — Azioni di adattamento Francesca Giannoni (Arpa Liguria) e Gaetano Licitra (Arpa Toscana).
- GdL 4 — Finanziamento dell’adattamento Francesco Calzimitto (Arpa Friuli-Venezia Giulia) e Daniela Caracciolo (Arpa Liguria).
- GdL 5 — Monitoraggio, reporting e valutazione Federica Gobattoni (Arpa Lazio) e Roberto Cremonini (Arpa Piemonte).
Perché Snpa è fondamentale
Le politiche di adattamento si basano su dati solidi e su una conoscenza diretta del territorio. Le componenti del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente raccolgono ed elaborano dati su aria, acqua, suolo e costa. Valutano la vulnerabilità dei sistemi naturali e delle infrastrutture.
Supportano le amministrazioni regionali nella pianificazione. Sono la struttura tecnica che trasforma le conoscenze scientifiche in informazioni utili per chi governa il territorio.
La loro presenza nei gruppi di lavoro del Comitato non è un dettaglio organizzativo: è la condizione perché le misure del Pnacc siano radicate nella realtà di ciascun territorio.