E’ iniziato ieri a Torino, presso l’Arpa Piemonte, il XII corso nazionale di formazione IDRAIM sul metodo nazionale di monitoraggio e la valutazione idromorfologica dei corsi d’acqua (IQM), obbligatorio a livello nazionale ai sensi del decreto legislativo 260/2010 sulla classificazione dei corpi idrici fluviali. Il corso è organizzato dall’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale, coordinatore del gruppo di ricerca nazionale sull’idromorfologia fluviale e vede come docenti l’ing. Martina Bussettini dell’ISPRA, il prof. Massimo Rinaldi (Università di Firenze), il prof. Nicola Surian, Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e il prof. Francesco Comiti, del dipartimento TESAF sempre dell’Università di Padova.
Il corso ospita 40 discenti, principalmente tecnici di alcune agenzie regionali per l’ambiente e delle province autonome, ricercatori di diversi atenei nazionali e internazionali e tecnici di società private operanti nel settore del monitoraggio e valutazione dei corpi idrici.
Alternando lezioni teoriche in aula e lezioni in campo, che si terranno nel tratto del parco fluviale del Po e sul torrente Sangone, il corso si prefigge di fornire le basi conoscitive per comprendere il funzionamento alle diverse scale spaziali e temporali dei corsi d’acqua e, in tal modo, per poter applicare il metodo IQM.
Il valore aggiunto del corso, oltre all’acquisizione delle competenze sull’applicazione del metodo stesso, risiede nell’aprirsi a un diverso metodo di ragionamento, per capire quali possono essere gli impatti di azioni antropiche sui processi idromorfologici fluviali, sia in termini ecologici, che di stabilità degli alvei (le infrastrutture di attraversamento sono a rischio?) e di pericolosità di alluvioni, volto a favorire una visione sistemica che integra le varie componenti che caratterizzano i sistemi fluviali.