Arpa Abruzzo e Università, il “Cammino dello Studente” diventa esperienza di sostenibilità

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Portare il monitoraggio ambientale fuori dalla dimensione laboratoristica e mostrarne sul campo metodi, indicatori e capacità interpretativa. È questo il senso della partecipazione di Arpa Abruzzo al “Cammino dello Studente”, quattro giornate durante le quali circa 200 partecipanti hanno seguito da vicino tecniche di campionamento, indicatori biologici e metodologie utilizzate per valutare lo stato degli ecosistemi, fino agli approfondimenti sul rapporto tra qualità degli spazi naturali, salute e benessere.

L’evento, promosso dall’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila, si è sviluppato lungo il tracciato del Cammino Grande di Celestino, l’itinerario storico e religioso legato a Pietro Angelerio, divenuto papa Celestino V nel 1294. Un percorso che attraversa la Valle dell’Aterno e la Valle Subequana, in provincia dell’Aquila, dalla Basilica di Collemaggio fino alla Maiella e alla costa adriatica.

Alla dimensione escursionistica si è affiancata quella scientifica: mentre gli studenti attraversavano paesi, sentieri e paesaggi incontaminati, biologi e tecnici dell’Agenzia illustravano sul campo le metodologie utilizzate per osservare, campionare e interpretare lo stato di salute degli ecosistemi.

Il monitoraggio dei corpi idrici è stato al centro delle attività svolte sul campo. Lungo l’Aterno sono stati monitorati macroinvertebrati bentonici e diatomee, organismi utilizzati per valutare lo stato ecologico del fiume e rilevare gli effetti delle pressioni esercitate sull’ecosistema, integrando le informazioni fornite dalle analisi di laboratorio.

Durante il percorso, il programma di educazione alla sostenibilità è stato arricchito da un approfondimento su ricerche applicate di rilievo nazionale. Un team di biologi di ARPA Abruzzo ha, infatti, illustrato il progetto Vebs, dedicato al “buon uso degli spazi verdi e blu per la promozione della salute e del benessere”. Oggetto dello studio sono gli effetti che parchi, boschi, giardini, fiumi, laghi e aree costiere possono produrre sulla salute e sul benessere delle persone, anche in relazione alla qualità, all’accessibilità e alla sicurezza di questi spazi.

Il progetto riunisce competenze ambientali, sanitarie, epidemiologiche e accademiche. Capofila è la Regione Calabria, affiancata dal Dipartimento Salute e Welfare e da ARPACAL, cui è affidato il coordinamento tecnico. Il coordinamento scientifico è dell’Istituto Superiore di Sanità. Partecipano inoltre ARPAE Emilia-Romagna, il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio – ASL Roma 1, l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica, l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali (CINSA), ISPRA e ARPA Abruzzo.

È un cambio di prospettiva che lega direttamente la ricerca alla vita quotidiana: gli ambienti naturali non vengono più considerati soltanto come luoghi da proteggere, ma come elementi capaci di incidere sulla qualità della vita delle comunità. Una sorta di infrastruttura naturale della salute, la cui efficacia dipende anche dalla possibilità concreta delle persone di accedervi e utilizzarla.

Il “Cammino dello Studente” ha permesso, così, di ricondurre questi concetti a un’esperienza concreta. Prima osservare un fiume, poi comprenderne gli indicatori biologici, quindi allargare lo sguardo al rapporto tra qualità ambientale e salute umana: la sequenza delle attività ha costruito un collegamento diretto tra ricerca, monitoraggio e vita dei territori.

A margine delle attività, nella piazza di Villa Sant’Angelo, piccola frazione dell’entroterra aquilano, l’Azienda per il diritto agli studi universitari ha consegnato una targa al direttore generale di ARPA Abruzzo, Maurizio Dionisio, come riconoscimento per la collaborazione scientifica dell’Agenzia nell’ambito del progetto.

“Portare ARPA Abruzzo lungo il Cammino dello studente – dichiara il direttore generale di ARPA Abruzzo, Maurizio Dionisio – significa trasformare il territorio in un vero laboratorio di conoscenza. Vogliamo mostrare agli studenti – continua Dionisio – come l’osservazione scientifica dell’ambiente parta proprio dalla lettura degli ecosistemi, dalla biodiversità e dall’analisi degli indicatori biologici, fino ad arrivare alle tecniche di campionamento e di monitoraggio che utilizziamo quotidianamente. Il valore di questa iniziativa sta nel rendere visibile il lavoro che c’è dietro la tutela ambientale: non soltanto dati e analisi, ma capacità di interpretare i segnali che arrivano dal territorio, dalle acque, dalla vegetazione e dall’atmosfera. Fare educazione alla sostenibilità – conclude il direttore generale di Arpa Abruzzo – significa anche questo: offrire ai giovani strumenti scientifici per comprendere l’ambiente e renderli più consapevoli del patrimonio naturale che sono chiamati a proteggere”.

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