Non è un sito come gli altri. Quello di cui si parla in questo articolo è un sito di particolare valenza ambientale e riguarda un’area affacciata sulle dune dell’Angitola, sito di interesse comunitario (SIC), che per decenni aveva ospitato una delle più grandi discariche comunali del Mezzogiorno. L’11 ottobre 2025, con una cerimonia presieduta dal Commissario delle Bonifiche, Giuseppe Vadalà, l’area denominata “Marinella”, nel comune di Pizzo (VV), sulla costa tirrenica della Calabria, completamente bonificata, è tornata a essere un luogo di vita e socialità diventando oggi un centro sportivo polifunzionale.
Le attività portate avanti dal Commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, generale Giuseppe Vadalà, in sinergia con l’Arpacal, rappresentano un esempio concreto di collaborazione istituzionale e di capacità di trasformare un’eredità ambientale complessa in un progetto di rigenerazione territoriale e sociale.
Dalla prospettiva tecnica, le attività di caratterizzazione, controlli analitici e validazioni progettuali, realizzate dall’Arpacal sul sito, costituiscono un percorso che il Commissario Vadalà ha pubblicamente riconosciuto di particolare importanza perché oltre a contribuire al risanamento del territorio, pone la Calabria regione capofila nell’azione di risanamento dei siti abusivi.
La bonifica del sito è stata avviata nell’ambito della procedura di infrazione UE 2003/2077. Già dal 2019, l’Agenzia ha affiancato l’Ufficio del Commissario straordinario fornendo supporto tecnico-scientifico continuativo, con particolare riferimento al Servizio Suolo e Rifiuti del Dipartimento di Vibo Valentia. Le attività hanno incluso la validazione del piano di caratterizzazione, la supervisione delle indagini ambientali e il monitoraggio analitico in contraddittorio, con il coinvolgimento dei laboratori Arpacal di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.
Il parere tecnico positivo con prescrizioni espresso da Arpacal nel settembre 2022 ha segnato il passaggio decisivo verso la realizzazione operativa del progetto di bonifica e messa in sicurezza permanente.
Le fasi operative
L’intervento di bonifica si è articolato attraverso un piano di indagini integrative e verifiche ambientali coordinate da Arpacal che hanno previsto: la rimozione integrale del corpo rifiuti e il loro trattamento meccanico mediante vagliatura a 10 mm; la selezione e smaltimento del sopravaglio (CER 19 12 12); il ricollocamento del sottovaglio conforme in situ, dopo verifica analitica e trattamento soil washing per la parte non conforme; la realizzazione di una copertura con terreno vegetale, la ricostituzione della fascia dunale e il monitoraggio delle acque di falda per almeno 12 mesi post-intervento.
Particolare attenzione è stata riservata al rispetto delle prescrizioni di sicurezza, alla gestione dei materiali con codici a specchio e alla minimizzazione delle emissioni diffuse durante le operazioni di scavo e movimentazione. Le attività di indagine e controllo in campo si sono svolte con l’ausilio di drone fornito in dotazione dal Commissario, a supporto del monitoraggio aereo dell’area di cantiere.
Una bonifica che diventa rinascita
Come sottolineato dal direttore generale di Arpacal, Michelangelo Iannone, nel corso della cerimonia dell’11 ottobre 2025: “Bonificare e restituire valore ai territori non significa solo riqualificare l’ambiente, ma proteggere la salute delle comunità che in esso vivono. Ogni intervento di risanamento ambientale è anche un atto di prevenzione sanitaria: meno contaminazione significa più salute, più qualità della vita e più fiducia nelle istituzioni“.
Il lavoro svolto a Pizzo dimostra che competenza tecnica e visione ambientale possono trasformare un sito compromesso in un presidio di sostenibilità e partecipazione. L’area è stata infatti interessata da uno specifico investimento finalizzato a “riparare” il danno ambientale con la realizzazione di un centro sportivo multidisciplinare e parco giochi aperto a tutti. A testimoniare l’importanza dell’intervento, l’inaugurazione ha visto la partecipazione di tutti i corpi militari preposti alla difesa della legalità ambientale accanto alle figure istituzionali del Commissario Giuseppe Vadalà e del Ten. Col. Nino Tarantino, subcommissario alle bonifiche, della viceministra all’Ambiente e sicurezza energetica Vannia Gava, del prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo, del capo dipartimento Mase Fabrizio Penna, del direttore generale dell’Arpacal e del sindaco Sergio Pititto.
L’intervento di Pizzo, sulla costa tirrenica della Calabria, rappresenta un esempio virtuoso di sinergia operativa tra Arpacal e Struttura Commissariale in Calabria che, in tema di bonifiche di siti dismessi, ha raggiunto un primato nazionale consentendo il completamento della missione originaria che contava 22 siti di discarica abusivi, sottoposti a procedura di infrazione europea per non conformità alle direttive europee sui rifiuti (in particolare la Direttiva 2008/98/CE e la Direttiva 1999/31/CE sulle discariche di rifiuti).
La restituzione di un’area bonificata e riqualificata, come quella di località Marinella a Pizzo, in modo particolare, non solo chiude una ferita ambientale, ma inaugura un modello replicabile di gestione integrata tra bonifica e rigenerazione urbana in chiave sociale e ambientale.


