Il Festival dello sviluppo sostenibile, promosso dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis) è un’importante manifestazione sulla sostenibilità che dà visibilità alle azioni concrete per l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. Si tiene dal 6 al 22 maggio, in presenza, online, e su tutto il territorio italiano.
Alcune Agenzie ambientali hanno preso parte al Festival con iniziative diverse.
Arpa Sardegna
Anche quest’anno l’Arpa Sardegna partecipa al Festival dello sviluppo sostenibile con le attività realizzate dal Laboratorio di Educazione Ambientale e alla sostenibilità dell’Agenzia.
Il Festival dello Sviluppo Sostenibile è promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis) e dalla Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) – approvata dalla Regione Sardegna nell’ottobre 2021 e denominata “Sardegna2030” – e rappresenta la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadine e cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. I laboratori didattici dell’Arpas inseriti nel calendario del Festival dall’8 al 22 maggio, rivolti a circa 200 studentesse e studenti di diversi Istituti scolastici diffusi su tutto il territorio della Regione Sardegna, sono i seguenti:
- 8 maggio “Chimica ambientale e tossicologia” – IIS Zappa Pitagora di Isili, dedicato al tema degli impatti antropici dovuti all’inquinamento delle varie matrici (aria, acqua, suolo). Il progetto educativo mira a sviluppare una maggiore sensibilità alla tematica degli impatti antropici causati dalle varie forme di inquinamento nelle diverse matrici ambientali e a sviluppare una coscienza ecologica che porti a comportamenti sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
- 11 maggio “Cambiamenti climatici ed ecosistemi acquatici” – ICS Randaccio-Tuveri-Don Milani-Colombo “Scuola Colombo”. Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare nelle nuove generazioni una maggiore sensibilità alla tematica della gestione e protezione delle risorse idriche, con particolare attenzione agli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi acquatici e di osservare le problematiche ambientali con una visione scientifica ed ecosostenibile.
- 12 maggio “Monitoraggio della qualità dell’aria” – IIS Zappa Pitagora di Isili. Il monitoraggio della qualità dell’aria è una componente fondamentale per valutare le misure e le azioni più efficaci per il rispetto degli standard di qualità dell’aria. L’obiettivo del progetto educativo è di illustrare il funzionamento di una stazione di monitoraggio atmosferico e i principi e i metodi di misura utilizzati per misurare i parametri.
- 14 maggio “Le 5 R della plastica” - Scuola Primaria via Bellini Oristano. Il laboratorio è dedicato alla crescente emergenza legata all’inquinamento da plastiche e microplastiche, una delle sfide ambientali più rilevanti del nostro tempo. Il percorso formativo è progettato per approfondire le conoscenze sulle cause e sugli effetti di questo fenomeno, analizzandone l’impatto sugli ecosistemi naturali, in particolare quelli marini, e sulla salute umana.
- 19 e 22 maggio “Ecosistema spiaggia” - Scuola primaria di Riola Sardo. Il tema del progetto è l’ambiente costiero inteso come l’insieme di spiaggia e sedimenti che la compongono, mare e organismi viventi, in funzione del loro ruolo ecologico. Il percorso educativo mira ad approfondire le conoscenze sulle problematiche ambientali, a stimolare il senso di responsabilità e consapevolezza sugli effetti delle abitudini quotidiane e ad assumere stili di vita sostenibili che si traducono in comportamenti virtuosi nell’ambiente scolastico e familiare.
I laboratori didattici dell’Arpas inseriti nel calendario del Festival dall’8 al 22 maggio, rivolti a circa 200 studentesse e studenti di diversi Istituti scolastici diffusi su tutto il territorio della Regione Sardegna, sono i seguenti:
Il Festival dello Sviluppo Sostenibile è stato riconosciuto come un’iniziativa innovativa e unica a livello internazionale ed è promosso ogni anno in tutta Italia per dare visibilità alle azioni concrete per l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU.
L’Arpa Sardegna porta il suo contributo a questa rilevante iniziativa consapevole dell’importanza della sensibilizzazione verso i temi ambientali e la divulgazione di dati scientifici e buone pratiche.
Arpa Toscana
Il Direttore generale di Arpa Toscana, Pietro Rubellini, ha preso parte ad un convegno, dal titolo “Una nuova agricoltura fra tradizione, innovazione e sostenibilità” organizzato nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile.
Nell’ambito del convegno, Pietro Rubellini, Direttore generale di Arpat, ha fatto un intervento sui cambiamenti climatici e gli impatti sull’agricoltura toscana, sottolineando come i fenomeni meteorologici estremi, tra le principali conseguenze del cambiamento climatico, stiano impattando sull’agricoltura e sul territorio, che non riesce ad adattarsi con la rapidità necessaria.
Rubellini ha sottolineato che il clima mediterraneo stabile non esiste più. L’anticiclone delle Azzorre non si posiziona più regolarmente sul Mediterraneo, lasciando spazio a quello africano, con conseguenti ondate di calore e piogge violente. Questo mutamento, strettamente collegato allo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia, che ha provocato l’alterazione della corrente Amoc, ha modificato il comportamento dell’anticiclone delle Azzorre. Queste profonde modifiche stanno influenzando anche i regimi pluviometrici, alternando periodi di siccità estrema a precipitazioni concentrate e distruttive, che si manifestano come “bombe di acqua”.
I periodi di siccità prolungata con bassi livelli dei corsi d’acqua e gli eventi brevi e violenti, bombe d’acqua, comportano rilevanti ripercussioni sui comparti ambientali, anche sulla quantità e qualità delle acque superficiali.
Le piogge intense e di breve durata, non permettendo all’acqua di penetrare in modo adeguato nel sottosuolo, contribuiscono all’abbassamento delle falde acquifere e vanno ad incidere anche sulla qualità delle acque sotterranee dove si osservano concentrazioni di inquinanti e affioramento di inquinanti fossili, contaminanti “silenti” da tempo, reimmessi nel terreno durante il sovra-pompaggio dell’acqua di falda.
Al contrario, durante i periodi di magra, si concentrano gli inquinanti nelle zone di ristagno dei corsi d’acqua superficiali mentre le cd bombe d’acque incidono sui corsi d’acqua superficiali che mostrano difficoltà a smaltire i picchi di portata.
Rubellini ha inoltre sottolineato che, in alcune aree della Toscana: Val di Cornia e isola di Pianosa, si registra un avanzamento del cuneo salino, causato dalla ridotta infiltrazione di acqua piovana: l’acqua pompata risulta più salmastra e può determinare una progressiva salinizzazione dei suoli.
Oggi, quindi, una delle sfide maggiori riguarda proprio la gestione delle risorse idriche. È sempre più necessario realizzare interventi mirati, che vanno nella direzione di
- risparmiare l’acqua, utilizzando l’irrigazione di precisione in grado di fornire solo l’acqua necessaria, nel momento giusto e nel punto giusto, riducendo sprechi e migliorando resa e qualità delle colture
- riusare le acque reflue trattate, si tratta di utilizzare, dopo adeguato trattamento, l’acqua proveniente da impianti di depurazione
- raccogliere e stoccare l’acqua per ricaricare le falde e ridurre il rischio di over-pumping e salinizzazione dei suoli, utilizzando bacini di infiltrazione o casse di ricarica per favorire la ricarica naturale oppure costruire piccoli invasi, preziosi per stoccare l’acqua e riutilizzarla in periodi in cui scarseggia.