L’isola di Lampedusa (AG) ha ospitato il 18 e 19 settembre il meeting scientifico “Marine Strategy, contributi e prospettive per la Sottoregione Mar Ionio-Mediterraneo Centrale”. Promosso e organizzato da ARPA Sicilia – designata capofila della Sottoregione – in stretta collaborazione con ARPA Basilicata e ARPA Calabria, l’evento ha rappresentato un momento di confronto e pianificazione per il ciclo di monitoraggio 2021-2026, riunendo esperti del Sistema Nazionale a Rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di ISPRA e del mondo accademico ed un pubblico di oltre 80 partecipanti tra presenti e da remoto.
Dal monitoraggio alla tutela: le sfide di un mare che cambia
La due giorni si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, e dell’Assessore del Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, Giusy Savarino, che hanno sottolineato l’importanza strategica della salvaguardia degli ecosistemi marini insulari e costieri. A seguire, la sessione d’apertura ha visto gli interventi della Presidente di ISPRA e SNPA, Maria Alessandra Gallone, di Emanuela Spadoni (MASE – Direzione generale TBM), e dei Direttori Generali di ARPA Sicilia Vincenzo Infantino, ARPA Basilicata Donato Ramunno e ARPA Calabria rappresentata del Direttore Scientifico Giacinto Ciappetta.
Il cuore scientifico della prima giornata, introdotto dai nuovi programmi di monitoraggio illustrati da Erika Magaletti (ISPRA), ha affrontato le principali sfide ecologiche della Sottoregione:
– Habitat Posidonia oceanica: Sono state analizzate le criticità del sessennio con i contributi di Marina Penna (ISPRA), di Benedetto Sirchia per l’UOC Area Mare di ARPA Sicilia, e di Teresa Trabace e Achille Palma per ARPA Basilicata.
– Habitat pelagico e fitoplancton: Lo stato attuale e gli sviluppi futuri per la valutazione del GES sono stati approfonditi da Patrizia Borrello (ISPRA), da Francesca Galfo per ARPA Sicilia e dalla Prof.ssa Cecilia Totti dell’Università Politecnica delle Marche.
– Specie non indigene: Il monitoraggio e la gestione delle specie aliene sono stati al centro degli interventi di Silvia Livi, Teresa Maggio e Luca Castriota (ISPRA), insieme ad Eleonora Macaluso e Paolo Balistreri di ARPA Sicilia.
– Cambiamenti climatici ed eventi estremi: L’Ing. Giacinto Ciappetta, Direttore Scientifico di ARPA Calabria, ha portato l’esperienza dell’agenzia calabrese nel monitoraggio e nella risposta agli eventi estremi.
La sessione pomeridiana ha offerto importanti approfondimenti metodologici e tecnologici, tra cui l’uso di modelli previsionali per la stima della portata dei fiumi in assenza di reti fisse (Descrittore 5), curato da Salvatore Campanella di ARPA Sicilia insieme al Prof. Leonardo Valerio Noto dell’Università di Palermo (UNIPA), e la presentazione sull’uso di applicazioni informatiche per la digitalizzazione dei dati di campo condotta da Antonio Scannavino di ARPA Sicilia.
Al termine, i partecipanti hanno avuto la possibilità di visitare il centro di recupero tartarughe curato dall’Associazione Caretta Caretta presso la sede dell’Area Marina Protette Isole Pelegie.
Sarà disponibile a breve la registrazione dell’evento (LINK).
Competenze, innovazione e collaborazione: la forza della rete per proteggere il mare
A tracciare il bilancio dell’evento e a coordinare le conclusioni è stato il Direttore Tecnico di ARPA Sicilia, Gaetano Valastro, che ha voluto rimarcare l’altissimo profilo qualitativo del lavoro svolto quotidianamente sul campo:
«La qualità, il rigore metodologico e la dedizione con cui i tecnici delle ARPA operano ogni giorno rappresentano il vero pilastro su cui poggiano le politiche di tutela ambientale. Affrontare ecosistemi complessi come quelli marini richiede competenze d’eccellenza e una costante innovazione tecnologica, doti che i nostri operatori dimostrano continuamente sul campo, garantendo dati solidi e affidabili per la salvaguardia del mare.»
Soddisfatto il Direttore Generale di ARPA Sicilia, Vincenzo Infantino, che ha evidenziato la centralità di una visione condivisa all’interno del Sistema Nazionale:
«Desidero ringraziare ARPA Calabria e ARPA Basilicata per la preziosa collaborazione e per aver indicato ARPA Sicilia quale capofila della sottoregione a partire dal 2027. È un riconoscimento che accogliamo con orgoglio e, soprattutto, con senso di responsabilità. È la dimostrazione concreta del valore della sussidiarietà all’interno del SNPA: mettere in comune competenze, professionalità e strumenti significa rendere più efficace l’azione del Sistema.
Un ringraziamento particolare va ai nostri operatori che, con competenza e impegno, ogni giorno svolgono le attività della Strategia Marina. Il lavoro che ci attende è importante e ARPA Sicilia è pronta a raccogliere il testimone, nel segno della collaborazione e di una visione condivisa per la tutela del Mediterraneo.»
Il ritorno al mare della tartaruga “ARPA”
Il meeting si è concluso nella mattinata di sabato 19 settembre con una visita guidata nei pressi dell’Area Marina Protetta Isole Pelagie. Per l’occasione, i partecipanti hanno vissuto un momento di straordinaria emozione, assistendo alla liberazione di una tartaruga marina curata dall’Associazione Caretta Caretta di Lampedusa. L’esemplare, curato e tornato a nuotare nel suo habitat naturale, è stato battezzato per l’occasione con il nome di “ARPA”, a suggellare l’impegno e il legame tra le agenzie ambientali e la protezione della fauna e degli ecosistemi marini.