Nel corso del mese di agosto le imbarcazioni Arpac, condotte da personale specializzato della UO Mare della Direzione Tecnica, hanno continuato a perlustrare l’intero litorale campano con a bordo i tecnici dei Dipartimenti Provinciali costieri che hanno provveduto alle consuete operazioni di prelievo dei campioni di acqua di mare successivamente analizzati nei laboratori dell’Agenzia secondo criteri normativi specifici. Gli esiti dei controlli complessivi, pari a n.1907 effettuati dal primo aprile al 31 agosto, sono sempre stati resi pubblici in tempo reale sul web istituzionale di Arpa Campania e sul Portale Acque del Ministero della Salute così da ottemperare alle disposizioni legislative di settore e contestualmente informare l’utenza sullo stato di salute del nostro mare a tutela dei bagnanti che lo hanno scelto per le loro vacanze.
I prelievi sono stati eseguiti nei punti predefiniti dalla rete di monitoraggio annuale e in siti a presumibile rischio di inquinamento lungo tutta la costa adibita all’attività ricreativa della balneazione pari a circa 480 km, rispetto al totale del litorale costiero regionale all’incirca di 535 km. Sono esclusi dal monitoraggio più o meno 60 km comprendenti aree portuali, servitù militari, aree di particolare tutela ricadenti in parchi marini e foci di fiumi o canali ritenuti non risanabili sulla scorta dei dati analitici pregressi. Restano, inoltre, vietati alla balneazione i tratti di mare dichiarati di qualità scarsa nella classificazione regionale (Tab.1) che caratterizza la stagione balneare in corso e che ammontano a circa 7,915 km, valore inferiore ai 9,194 km registrati nel 2025 e ai 15,012 km del 2024. Tali acque potrebbero essere eventualmente recuperate alla balneazione nel caso in cui venissero adottate adeguate misure per impedire, ridurre o eliminare le cause di inquinamento, l’efficacia degli interventi intrapresi dovrà essere poi confermata da risultati analitici conformi ai limiti di legge dei successivi prelievi ARPAC.

(Tab.1 – Elenco acque risultate di qualità scarsa nel 2026)
A fine mese su 360 prelievi nelle 323 acque destinate alla balneazione in Campania si annoverano solo n. 2 sforamenti, dato più che rassicurante rispetto alle mensilità precedenti e considerato il periodo di massima affluenza dei bagnanti e di traffico marittimo (Tab.2).

(Tab.2 – Acque di balneazione con esiti non conformi ad agosto 2026)
I valori difformi dei parametri microbiologici determinanti la balneabilità (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) sono stati registrati per il solo analita degli Enterococchi a Pozzuoli in provincia di Napoli nell’acqua omonima e ad Agropoli nel salernitano nella spiaggia libera del porto. Tali risultati hanno indotto le autorità sanitarie locali ad emettere, a tutela della salute pubblica, apposito atto sindacale di divieto alla balneazione. Tuttavia, a seguito di ulteriori controlli, Pozzuoli (Pozzuoli) resta in divieto di balneazione per esiti ancora non conformi nel punto identificativo dell’acqua e in quelli eseguiti a distanza crescente da esso mentre è revocato il divieto ad Agropoli (Spiaggia libera del Porto) per esiti conformi dei prelievi effettuati in data 1 settembre. Con molta probabilità in questa mensilità non sono stati riscontrati ulteriori valori microbiologici eccedenti il limite di legge rispetto alle scorse stagioni balneari per l’assenza di forti piogge che normalmente, laddove la rete di raccolta delle acque pluviali non è separata da quella delle acque di scarico, sottopone i depuratori delle acque ad un carico eccessivo provocando l’attivazione dei cosiddetti tubi di “troppo pieno” con conseguente sversamento in mare di reflui e rischio di contaminazione. La situazione, pertanto, ad agosto è stata gestibile e adeguata al corretto funzionamento degli impianti di depurazione.
Tuttavia, in tale mensilità data anche la maggiore affluenza dei bagnanti, si è registrato un incremento di evidenze e segnalazioni di fenomeni anomali in mare causati, nella maggioranza dei casi, da accentuata proliferazione di microalghe non tossiche dovuta quasi certamente al clima molto siccitoso che ha caratterizzato la stagione. In alcune zone, infatti, si sono verificate situazioni sgradevoli all’utilizzo ricreativo (schiume, mucillagini e colorazione anomale del mare) ma non pericolose dal punto igienico-sanitario in base agli esiti conformi alla normativa vigente dei parametri indicatori di contaminazione fecale nonostante le rilevazioni, nel corso di indagini e sopralluoghi ad hoc, di una scarsa trasparenza delle acque con presenza di materiale vegetale in sospensione (Tab.3).

(Tab.3 – Elenco prelievi in emergenza – agosto 2026)
Per fioritura microalgale si intende l’aumento della densità della popolazione di microalghe dovuto ad un incremento della temperatura e ad una elevata concentrazione di nutrienti, quali azoto e fosforo. In queste condizioni, si determina un rapido sviluppo di microalghe che danno origine alla comparsa di colorazioni sulla superficie delle acque, le cosiddette “maree colorate”, che possono assumere diverse gradazioni tendenti dal giallo-bruno, al rosso e al verde intenso.
Va anche precisato che la presenza di fiocchi e filamenti gelatinosi, di schiume superficiali o colorazione anomale delle acque, è stata riscontrata negli anni in tratti della costa campana caratterizzati da qualità delle acque molto differenti nel senso che tali fenomeni sono stati osservati sia in aree costiere fortemente antropizzate ma anche in aree lontane da possibili fonti di impatto.
Nella maggioranza dei casi quelli finora verificati si annoverano come fenomeni naturali che non possono essere attribuiti a fonti di inquinamento antropico ma possono essere accentuati da alte temperature superficiali del mare e dallo scarso idrodinamismo delle acque.


Figura 1: aggregati di materiale vegetale morto in sospensione
Va ricordato che, contestualmente alla sorveglianza delle acque di balneazione ai sensi di legge, ARPAC fin dal 2007 provvede anche alla ricerca della cosiddetta “alga tossica” (Ostreopsis Ovata) in punti prestabiliti sia nell’acqua ma anche sulle macroalghe su cui può depositarsi. Gli esiti di tale monitoraggio sono finora confortanti, in nessun campionamento sono stati, infatti, registrati valori tali da far scattare le fasi di allerta e/o di emergenza che determinato un rischio per la salute umana in ottemperanza a quanto previsto dal decreto ministeriale 30 marzo 2010 (allegato C) e dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità.
L’Ostreopsis ovata è un’alga di dimensioni microscopiche e di origine tropicale probabilmente introdotta accidentalmente nel Mar Mediterraneo attraverso le acque di zavorra delle navi e che ha ormai colonizzato molti tratti balneari della costa italiana. Tale specie, in particolari condizioni, può produrre tossine (ovatossina) potenzialmente pericolose per l’uomo. La sua presenza può quindi rappresentare un rischio sanitario in seguito ad inalazione di aerosol marino, microparticelle acquose in sospensione contenente l’alga. I soggetti più vulnerabili sono quelli già affetti da problemi respiratori; pertanto, la norma sconsiglia la permanenza sulle spiagge specie nelle giornate ventose e di mare mosso e vieta temporaneamente il consumo di ricci di mare e molluschi pescati nei tratti di mare interessati.
A conclusione dei controlli mensili i dati confermano un leggero ma costante miglioramento della qualità delle acque di balneazione, restano critiche le aree in prossimità dei centri urbani e delle foci di fiumi e canali, dove interventi infrastrutturali atti a migliorare l’efficienza dei sistemi di collettamento e depurazione potrebbero restituire alla balneabilità anche questi ambiti costieri ad alto pregio ambientale e di elevato interesse turistico.
Le attività in mare di ARPAC proseguono secondo il calendario regionale predefinito a garanzia della salute umana con la puntuale pubblicazione in tempo reale sui prodotti che ARPAC fornisce, a norma di legge, al fine di diffondere in maniera rapida e gratuita le informazioni sullo stato di qualità dei tratti di mare destinati all’uso balneare in Campania: il portale e la specifica APP dedicati alla balneazione, strumenti di comprovata utilità per gli addetti del settore e per consentire la consultazione dei dati di monitoraggio ai turisti che scelgono sempre più la nostra regione quale meta ricreativa per le loro vacanze.
Emma Lionetti – Arpa Campania
e.lionetti@arpacampania.it