Inverno 2025-2026: i primi dati dell’andamento meteo-climatico

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L’inverno meteorologico 2025-2026 si è concluso e lascia ora spazio alla lettura dei dati che lo hanno caratterizzato. Regione per regione, presentiamo qui di seguito i dati raccolti per delineare come si è configurata la stagione appena trascorsa, tra andamenti atmosferici, variazioni locali e prime evidenze utili a comprendere il quadro complessivo.

Piemonte

In Piemonte l’inverno meteorologico 2025-2026 (1° dicembre 2025-28 febbraio 2026) ha avuto caratteristiche più tardo-autunnali che invernali, con temperature miti, precipitazioni superiori alla norma e neve abbondante in montagna, in particolare sulle Alpi Marittime.

La temperatura media invernale è stata di circa 3°C, con un’anomalia positiva di 1.3°C rispetto alla norma del periodo 1991-2020 ed è risultato il settimo inverno più caldo nella distribuzione storica degli ultimi 70 anni. Lo scostamento termico positivo è dovuto ai mesi di dicembre 2025 e febbraio 2026, risultati rispettivamente, il terzo e il sesto più caldo della rispettiva distribuzione storica con anomalie termiche di 2.2°C e 2.6°C.

Le precipitazioni cumulate totali ammontano a 248.4 mm, con un surplus precipitativo di 101.8 mm (pari al 69%) rispetto alla climatologia del periodo 1991-2020 ed è risultato il decimo inverno più piovoso nella distribuzione storica degli ultimi 70 anni. Tutti i tre mesi invernali hanno avuto un’anomalia pluviometrica positiva; dicembre 2025 è stato il mese più ricco di precipitazione della stagione mentre gennaio 2026 è risultato quello più secco.

Tutti i dati e la relazione completa

Liguria

L’inverno meteorologico 2025-2026 in Liguria è stato caratterizzato da temperature sopra la media e precipitazioni abbondanti, con poche fasi tipicamente invernali e frequenti afflussi di aria mite.

Nel trimestre dicembre-gennaio-febbraio la temperatura media regionale è stata di 7,0 °C, circa +1,1 °C rispetto alla media 2003-2022. Le temperature minime hanno contribuito in modo significativo all’anomalia (+1,27 °C). Febbraio è risultato particolarmente mite (+2,3 °C).

L’unica fase fredda si è registrata tra la prima e la seconda settimana di gennaio, con una minima di -10,3 °C a Cabanne (Rezzoaglio, GE).

Anche il Mar Ligure ha mostrato temperature superficiali superiori alla media, con anomalie tra +1 °C e +2 °C.

Dal punto di vista pluviometrico, l’inverno è stato più piovoso della norma: la precipitazione cumulata media è stata di circa 492 mm, con un’anomalia positiva di +122 mm. Le piogge hanno interessato tutta la regione, con accumuli più rilevanti tra gennaio e febbraio, in particolare sul Levante.

Nel complesso, tutte le zone di allertamento hanno registrato valori oltre il 75° percentile rispetto al periodo 2003-2022.

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Veneto

La stagione invernale 2025-2026 in Veneto è stata molto calda e con piovosità nella norma.

Temperature medie. L’inverno è il sesto più caldo mai registrato da Arpav, con una anomalia di +1.7 °C rispetto alla norma 1991-2020, e supera nella graduatoria il precedente inverno 2024-2025, ora il settimo più caldo.

Piogge. In linea con la media trentennale. L’anomalia però è di segno opposto tra la pianura, in leggero surplus, e la montagna, in deficit.

Neve. La quantità di neve fresca caduta nell’inverno meteorologico a 2000 m di quota è stata inferiore alla norma del 15-20 %. Situazione diversa a bassa quota con apporti superiori alla media: +40 % a 1200 m nelle Dolomiti e +20 % nelle Prealpi a 1000 m di quota.

Il rapporto invernale 2025-2026

Emilia-Romagna

L’inverno meteorologico (dicembre 2025-febbraio 2026) in Emilia-Romagna è risultato il quinto più caldo dal 1961, con una temperatura media di 5,68 °C, e una anomalia di +1,82 °C rispetto al clima 1991-2020. Le anomalie termiche sono da imputare principalmente alle temperature minime, che hanno assunto un valore medio stagionale pari a 2,46 °C e un’anomalia di 2,30 °C rispetto al clima di riferimento, il secondo valore più alto della serie, dopo l’inverno 2023-2024. Le temperature massime, con una anomalia di 1,34 °C, seppur meno intense, sono state comunque tra le più alte della rispettiva serie storica.
Queste anomalie stagionali sono il risultato delle anomalie termiche molto intense e positive di dicembre e febbraio, rispettivamente il secondo e il terzo più caldi delle rispettive serie. In entrambi i casi le anomalie termiche sono dovute in misura maggiore alle temperature minime. In particolare, il valore medio mensile delle temperature minime è risultato in entrambi i  mesi il secondo più alto, dopo dicembre 2022 e febbraio 2024.
Il mese di gennaio è risultato invece leggermente più freddo delle attese climatiche (-0,11 °C), con minime lievemente superiori alla norma (+0,58 °C) e massime a essa leggermente inferiori (-0,78 °C).

Le precipitazioni invernali sono state piuttosto abbondanti: la somma stagionale è stata pari a 264,3 mm, associata a un’anomalia di + 68,9 mm rispetto al clima 1991-2020. Le precipitazioni sono risultate particolarmente abbondanti sulle colline parmensi e su quelle dal Modenese al Ravennate. Precipitazioni particolarmente abbondanti sono state registrate in corrispondenza dell’evento del 25-26 dicembre 2025 e tra l’ultima decade di gennaio e le prime due di febbraio 2026.

L’inverno è stato inoltre caratterizzato da una copertura nuvolosa particolarmente persistente, al punto che, in base ai dati di radiazione registrati dalle stazioni di pianura, è stato il secondo inverno più nuvoloso dal 2006, dopo il 2009.

Va infine ricordato che, nel corso dell’inverno, sui rilievi regionali si sono verificate diverse nevicate, che sono risultate particolarmente estese in occasione dell’evento del 21-22 novembre, con accumuli anche sulle prime colline del parmense, e del 6 gennaio, quando sono stati registrati accumuli fino alle pianure centro-orientali. Nonostante la copertura nevosa sia stata caratterizzata da scarsa continuità temporale, legata soprattutto al verificarsi di alte temperature superficiali, il contenuto in acqua totale del manto nevoso della regione è risultato, in corrispondenza dei principali eventi nevosi, anche superiore alla media 2010-2025, e ha raggiunto valori massimi a metà del mese di febbraio. 

Maggiori informazioni sono disponibili nei Bollettini mensili, nei Rapporti di evento e nei Bollini di innevamento sul sito web di Arpae Emilia-Romagna.

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