Il noto climatologo Luca Mercalli fa il punto per AmbienteInforma sugli incendi che da giorni stanno devastando la Val di Susa ed il cui fumo ha invaso anche Torino.
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li incendi che hanno devastato le Alpi occidentali mettono in luce un insieme di problemi che si intrecciano e rendono complesse le soluzioni e le strategie locali:
1) il riscaldamento globale associato a inusuali siccità espone anche i boschi delle Alpi a una finestra di vulnerabilità al fuoco molto più duratura e frequente rispetto al passato, aprendo scenari di maggior rischio;
2) la pressoché totale responsabilità dolosa degli inneschi incendiari rende importante la collaborazione delle competenze naturalistiche e di gestione del territorio con quelle psicologiche, giuridiche e con le forze dell’ordine e della protezione civile, al fine di prevenire con maggior efficacia tali gravi reati, puniti – si ricorda – dall’art. 423 bis del codice penale;
3) la gestione forestale dovrà adattarsi alle nuove condizioni climatiche, elaborando sistemi di protezione o di recupero delle aree percorse dal fuoco, tenendo conto dei locali caratteri litopedologici, geomorfologici e climatici (anche sulla base degli scenari futuri), e del paesaggio abitato (o disabitato…);
4) i programmi di sviluppo locale, soprattutto in aree montane spopolate, devono tener conto del bosco selvatico come nuova entità non sempre recuperabile a fini produttivi, sviluppando opportune strategie di sicurezza e convivenza; a tal proposito evidenzio il “paradosso del bosco pulito”: nel sentire popolare il bosco selvatico è visto esclusivamente come un problema, esporrebbe i versanti a maggior rischio di dissesto geoidrologico e di incendio. Tuttavia, quando il fuoco ha percorso il bosco e incenerito il sottobosco, si sente subito gridare al rischio di frana ed erosione per mancanza di copertura vegetale, il che è in contraddizione con l’ipotesi precedente. Il fatto è che un bosco selvatico rappresenta di per sé anche una risorsa, un’oasi di biodiversità e un’ottima protezione contro le piogge intense, e pur essendo più vulnerabile agli incendi di un bosco gestito e curato, c’è da dire che sarebbe raramente sottoposto a incendio se esistesse un maggior controllo sociale verso gli incendiari e i piromani; si tratta di un problema complesso e ricco di sfumature locali che non ha una soluzione unica, ma richiede grande ponderatezza.
5) la gestione del territorio in relazione al rischio richiede una forte cooperazione interdisciplinare: forestali, agronomi, geologi, climatologi, sociologi, giuristi, psicologi sociali, protezione civile…
6) i problemi del territorio sono sistemici e profondamente dipendenti da condizioni locali, non hanno soluzioni univoche e statiche ma devono essere modulabili, adattabili e flessibili nel tempo. Sono difficili da comunicare al pubblico che in genere cerca soluzioni semplici e nette, giusto/sbagliato, buono/cattivo. L’investimento in educazione ambientale deve essere dunque molto potenziato al fine di creare una cultura del territorio sia tra i tecnici sia tra i cittadini, elemento ribadito più volte dal Gen. Antonio Ricciardi, comandante del nucleo tutela forestale dei carabinieri, durante la conferenza stampa del 31 ottobre 2017 a Susa, una delle zone maggiormente colpite dal fuoco e dalla siccità.
Luca Mercalli, presidente Società meteorologica italiana e consigliere scientifico Ispra
Per approfondimenti:
http://www.nimbus.it/clima/2017/171101SiccitaIncendiNordOvest.htm
http://pilloledimercalli.blog.rainews.it/2017/07/24/italia-in-fiamme/
Mercalli ha dato varie spiegazioni al fenomeno degli incendi in Val Susa che possono essere condivisibili oppure no… ma perché il fenomeno è diventato di proporzioni enormi? Lo vogliamo dire una volta per tutte che, come è successo nel resto d’Italia quest’estate, la colpa è della riforma Madia che ha cancellato il Corpo Forestale dello Stato assegnando la direzione delle operazioni di spegnimento a persone che sono totalmente incapaci perché non hanno la preparazione e l’esperienza pluriennale degli uomini del CFS. Con lo stesso numero di incendi dello scorso anno la superficie bruciata è più che raddoppiata i VERI responsabili si dovrebbero fare un esame di coscienza