C’è un nuovo strumento di misura pronto a scrutare il cielo sopra la Valle d’Aosta.
All’osservatorio atmosferico di Arpa Valle d’Aosta, presso la sede di Saint-Christophe, è arrivato un “Pandora”, un sofisticato spettrofotometro sviluppato originariamente dalla NASA e oggi diffuso in tutto il mondo con circa 300 esemplari operativi.
Un vero e proprio robottino high-tech, capace di seguire il sole durante il giorno e la luna durante la notte, per analizzare la loro luce e rivelare – attraverso di essa – la presenza e la quantità degli inquinanti presenti nell’atmosfera terrestre.
Cosa c’entra il sole con l’inquinamento?
A prima impressione, può sembrare strano parlare di sole e inquinamento dell’aria nella stessa frase. Eppure è proprio la luce solare a raccontarci quante e quali sostanze si trovano, disperse nell’aria, sopra le nostre teste. Quando la radiazione solare attraversa l’atmosfera, infatti, viene filtrata dalle molecole e dalle particelle presenti nell’aria. Analizzando come cambia la luce che arriva a terra, il Pandora e altri strumenti di Arpa riescono a ricostruire la composizione dell’atmosfera.
In pratica, il Sole diventa una lampada naturale con cui fare “radiografie” dell’atmosfera.
Misure dal suolo… ma anche dal cielo
Le centraline di qualità dell’aria installate a terra da Arpa Valle d’Aosta sono strumenti utili e precisi, ma ci raccontano solo ciò che accade nelle due dimensioni a livello del suolo. Gli strumenti come il Pandora, invece, aggiungono la terza dimensione: quella verticale.
Grazie a queste osservazioni lungo tutta la colonna atmosferica, per esempio, è possibile capire se una massa d’aria inquinata arriva da altre regioni o paesi, distinguendo così il contributo locale da quello trasportato.
Non solo: le misure ottenute con Pandora sono direttamente confrontabili con i dati satellitari, e possono contribuire a migliorare la qualità delle osservazioni della terra dallo spazio.
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