Qualità dell’aria 2025, i primi dati dalle regioni

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Disponibili i primi dati relativi all’andamento della qualità dell’aria nel corso del 2025 elaborati per dalle reti di monitoraggio delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente.

Piemonte

Prime valutazioni sulla qualità dell’aria 2025

Al fine di fornire un’indicazione preliminare sullo stato di qualità dell’aria nell’anno appena passato sul territorio regionale, è stata condotta una valutazione sui dati relativi al biossido di azoto e particolato PM10 misurati nel 2025. 

I livelli di concentrazione del biossido di azoto (NO₂) hanno fatto registrare una netta diminuzione nel corso degli ultimi decenni, trend che prosegue tutt’ora. In particolare nel 2025 per il biossido di azoto si è conseguito per la prima volta il rispetto su tutto il territorio regionale del valore limite della media annuale per la protezione della salute, stabilito dal D.Lgs. 155/2010.

L’analisi dei dati del particolato atmosferico evidenzia concentrazioni medie annuali di PM10 in linea con l’anno 2024 mentre le giornate di superamento del valore limite giornaliero del PM10 sono in netto calo rispetto a quelle degli anni precedenti. In particolare, il numero di giornate massimo consentito (35 giorni/anno) con concentrazioni superiori al valore limite di 50 µg/m3, è stato rispettato in 29 punti misura su 33 valutati rispetto ai 25 punti del 2024 e ai 30 del 2023. 

La relazione preliminare fa riferimento a dati provvisori che devono ancora essere sottoposti a tutti i livelli di validazione previsti dalle procedure del Sistema di Gestione Integrato dell’Agenzia e pertanto seguiranno ulteriori approfondimenti a valle della validazione dei dati oggetto di analisi.

Lombardia

Qualità dell’aria, prosegue il miglioramento anche nell’anno 2025

Anche nel 2025 in Lombardia si conferma il rispetto generalizzato del valore limite sulla media annuale per il PM10 e una riduzione del numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero per la maggioranza delle stazioni di monitoraggio (circa il 90 per cento) rispetto al 2024. È quanto emerge in base al confronto con i valori limite previsti dalla normativa di riferimento sulla qualità dell’aria (D. Lgs. 155/2010).

Il PM10 – In particolare, oltre ai capoluoghi di Lecco, Sondrio e Varese, dove da diversi anni la soglia di 35 giorni di superamento del valore limite giornaliero di 50 µg/m3 (microgrammi per metrocubo) non viene superata, il limite è stato rispettato a Como (come avvenuto prima solo nel 2024), a Bergamo (come avvenuto prima solo nel 2019 e nel 2023), a Pavia (come avvenuto solo nel 2023), a Mantova dove era accaduto solo nel 2018 e a Brescia per la prima volta da quando è attiva la misura e con meno della metà dei superamenti dello scorso anno. A Milano, il numero di giorni di superamento è diminuito rispetto al 2024 in tutte le stazioni, pur superando la soglia dei 35 giorni a Pascal e Marche (dove si sono registrati 66 superi). In Lombardia il numero di giorni di superamento più elevato nel 2025 è stato registrato nella stazione di Rezzato (BS) con 69 giorni oltre il limite e nella stazione di Soresina (CR) con 67 giorni sopra il limite.

Il PM2.5 – Per il PM2.5, i valori sono risultati confrontabili con quelli dello scorso anno, sebbene a differenza del 2024, quando si era rispettato il limite ovunque, una stazione (Soresina, in provincia di Cremona) ha registrato una concentrazione media annua (27 µg/m3) superiore al valore limite.

Il biossido di azoto – Positivo anche il bilancio per il biossido di azoto che, come l’anno scorso, supera il valore limite sulla media annua in una sola stazione dell’Agglomerato di Milano al di fuori della città (Cinisello Balsamo), ma le concentrazioni nella stazione peggiore per ciascuna città sono diminuite in 8 capoluoghi su 12, a fronte di un aumento in un solo capoluogo e in generale in Regione le concentrazioni sono risultate inferiori o uguali all’anno precedente nell’81 per cento dei casi.

L’ozono – Si conferma la criticità per l’ozono che non mostra un chiaro andamento negli anni, con una situazione in termini di superamenti in lieve peggioramento rispetto al 2024, ma in linea con gli anni precedenti.

La nuova Direttiva – Il percorso è ancora molto sfidante considerando anche i limiti previsti per il 2030 dalla nuova Direttiva 2024/2881sulla qualità dell’aria e i valori indicati nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: nonostante gli importanti miglioramenti conseguiti, sarà infatti necessario proseguire in modo deciso nel percorso già intrapreso sulla riduzione delle concentrazioni di inquinanti.

Il PM10 nei capoluoghi – PM10, numero giorni di superamento della soglia di 50 µg/m3, in base alla normativa va considerata come riferimento la stazione peggiore (il limite prevede non più di 35 giorni di superamento all’anno): 66 giorni di superamento a Milano, 48 a Lodi, 46 a Monza, 44 a Cremona, 34 a Mantova e Pavia, 27 a Brescia, 22 a Bergamo, 17 a Lecco, 13 a Sondrio, 8 a Como e 3 a Varese.

Il PM2.5 nei capoluoghi – PM2.5, media annua, in base alla normativa va considerata come riferimento la stazione peggiore (il limite normativo è pari a 25 µg/m3). Monza 25 µg/m3, Cremona e Lodi 22 µg/m3, Milano 21 µg/m3, Pavia 20 µg/m3, Brescia 19 µg/m3, Sondrio 16 µg/m3, Bergamo, Como e Mantova 15 µg/m3, Lecco e Varese 13 µg/m3.

Il biossido di azoto nei capoluoghi – NO2, media annua, in base alla normativa va considerata come riferimento la stazione peggiore (il limite normativo è pari a 40 µg/m3). Milano e Brescia 38 µg/m3, Como 30 µg/m3, Lecco 28 µg/m3, Bergamo, Lodi, Monza e Pavia 25 µg/m3, Cremona 23 µg/m3, Mantova e Varese 22 µg/m3, Sondrio 21 µg/m3.

µg/m3 = microgrammi per metro cubo.

Veneto

I primi dati ufficiali del 2025

Il 2025 è da considerarsi per la qualità dell’aria probabilmente l’anno migliore degli ultimi vent’anni, assieme al 2024, sia per il rispetto in tutta la rete dei valori limite annuali di biossido di azoto e particolato, sia per la forte tendenza al miglioramento delle serie dei dati legati al valore limite giornaliero del PM10.

Si conferma per il quinto anno consecutivo il pieno e simultaneo rispetto di tutti i limiti annuali di legge, per il biossido di azoto e il particolato PM10 e PM2.5 nella totalità delle centraline della rete regionale.

Il valore limite giornaliero del PM10, l’indicatore storicamente più critico per la qualità dell’aria in Veneto, nel 2025 è rispettato nell’85% delle stazioni (34 su 40), contro il 25% registrato nel 2024.

Per la prima volta dall’inizio delle misurazioni sistematiche, tutte le centraline di fondo dei sette capoluoghi di provincia hanno rispettato il limite giornaliero del PM10. Si registrano ancora superamenti nei punti di misura più congestionati dei siti urbani o in zone rurali, dove si fa un uso piuttosto diffuso delle biomasse, tra le sorgenti emissive più importanti di particolato.

L’ozono nel 2025 registra diversi episodi di superamento della soglia di informazione. A tale proposito si evidenzia che circa il 90% degli episodi si sono concentrati nelle due settimane centrali di giugno, caratterizzate da tempo stabile e temperature ben oltre la media del periodo. Durante il resto del periodo estivo i superamenti della soglia di informazione dell’ozono sono stati invece molto sporadici.

Il report completo

Friuli Venezia Giulia

Prime valutazioni sulla qualità dell’aria

Le prime valutazioni speditive sul monitoraggio della qualità dell’aria eseguito in Friuli Venezia Giulia nel 2025 indicano l’anno appena conclusosi come un anno buono per la qualità dell’aria ed evidenziano il rispetto degli attuali limiti normativi per gran parte degli inquinanti normati.

Le variazioni interannuali che si riscontrano per i vari parametri rientrano nella normale variabilità meteorologica e, in particolare, nel 2025 hanno fatto registrare un netto miglioramento dei valori delle polveri sottili rispetto all’anno precedente in virtù di condizioni maggiormente favorevoli alla dispersione degli inquinanti.

Per quanto riguarda l’ozono, inquinante caratteristico del periodo estivo e connesso all’intensità dell’insolazione, nel 2025 si riscontra, in linea con i risultati degli ultimi anni, il superamento del valore obiettivo indicato dal D.Lgs. 155/2010 per le stazioni di pianura (25 superamenti all’anno della soglia di 120 µg/m3 relativa alla massima media giornaliera calcolata su 8 ore). I risultati dei monitoraggi evidenziano in diversi casi una diminuzione del numero di superamenti del valore obiettivo rispetto all’anno precedente, a fronte tuttavia di un maggior numero di superamenti della soglia di informazione (valore di riferimento di 180 µg/m3 per la media oraria).

Nel 2025 i valori misurati di polveri sottili non hanno evidenziato alcun superamento degli attuali limiti normativi sia in termini di media annuale della concentrazione di PM10 (limite pari a 40 µg/m3) e PM2,5 (limite pari a 25 µg/m3), sia in termini di numero di sforamenti annui della soglia giornaliera per il PM10 (massimo numero di superamenti consentiti pari a 35). Per quanto riguarda la distribuzione dei valori sul territorio regionale, in linea con quanto riscontrato anche negli anni passati, il numero dei superamenti è risultato maggiore nelle aree più prossime al confine con il Veneto rispetto alla zona orientale della regione e alle zone di montagna e costa.

Per quanto riguarda il benzo(a)pirene i valori osservati nel 2025 sono sostanzialmente in linea con quelli rilevati nel corso dell’ultimo quadriennio, periodo in cui sono stati rilevati i primi superamenti del valore obiettivo, confermando la necessità di continuare con il monitoraggio di questa sostanza, in particolare ai confini con il Veneto e nelle vallate alpine caratterizzate da una bassa ventilazione ed uso di riscaldamento a biomassa legnosa.

Leggi tutta la notizia con le mappe dei parametri monitorati sul sito di Arpa FVG

Liguria

Monitoraggio continuo e nuovi standard

In attesa della validazione ufficiale di tutti i dati misurati nel 2025, è possibile fornire l’anteprima dell’andamento della qualità dell’aria in Liguria, in continuo, lento e costante miglioramento, con qualche criticità localizzata.

Nel corso dell’anno, nonostante si siano registrati un superamento della soglia di informazione dell’ozono e alcuni valori giornalieri di PM10 oltre i 50 µg/m³, in parte legati a condizioni meteorologiche sfavorevoli, gli unici limiti a essere superati saranno il valor medio annuale del biossido di azoto a Genova (nella sola postazione di Corso Europa/San Martino) e il benzo(a)pirene a Cairo Montenotte, ancora sopra il ng/m³ nelle postazioni industriali.  

Arpal ha continuato a garantire il monitoraggio continuo, la pubblicazione trasparente dei dati e il confronto con enti e cittadini, in vista anche dell’aggiornamento e adeguamento ai nuovi standard europei.

Infine, nel corso del 2025 Arpal ha rafforzato anche le attività di modellazione per la qualità dell’aria. L’agenzia è impegnata nello sviluppo di:

  • modelli previsionali di qualità dell’aria su scala regionale per prevedere eventuali superamenti dei principali inquinanti.
  • modelli in alta risoluzione della deposizione di sostanze pericolose in scenari di emergenza, ad esempio per gli incendi, a supporto delle autorità e della tutela della salute e dell’ambiente.

Emilia-Romagna

Valori medi di inquinanti in linea con il periodo precedente. Alcune criticità per polveri sottili e ozono

Nel 2025 in Emilia-Romagna i livelli misurati dalla rete regionale della qualità dell’aria continuano a mostrare per tutti gli inquinanti concentrazioni medie in linea o inferiori rispetto alla variabilità dell’ultimo quinquennio.
Il valore limite annuale di PM10 (40 µg/m3) continua ad essere rispettato in tutte le stazioni della regione e nel 2025 i valori medi annui mostrano una diminuzione sebbene non omogenea per tutto il territorio.
Le condizioni meteorologiche favorevoli all’accumulo e alla formazione degli inquinanti secondari hanno invece influito sul superamento del valore limite giornaliero (50 μg/m3). Tuttavia nel 2025 il limite giornaliero è stato superato per oltre 35 giorni solo in 1 delle 43 stazioni della rete regionale che lo misurano (Modena – Giardini, che ha registrato 40 superamenti nel corso dell’anno). Nel 2021 le stazioni che superavano il limite di 35 giorni risultavano 11, nel 2022 12, nel 2023 0, nel 2024 3.

La media annuale di PM2.5 nel 2025 è stata inferiore ovunque al valore limite della normativa (25 μg/m3), con valori in linea con i cinque anni precedenti.

Per quanto riguarda la media annuale di biossido di azoto (NO2) risulta in linea o in lieve diminuzione rispetto ai valori misurati nell’ultimo quinquennio. Il valore limite annuale di 40 µg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni, come nel 2020, 2022 e 2024; nel 2021 e 2023 era stato superato in una stazione. Inoltre in nessuna stazione si è avuto il superamento del valore limite orario (200 µg/m3).

Per l’ozono le concentrazioni rilevate e il numero di superamenti delle soglie continuano a non rispettare gli obiettivi previsti dalla legge e la stagione estiva del 2025 è stata caratterizzata da rilevanti episodi acuti. Diffuso ancora il superamento dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana (120 µg/m3 come massimo della media mobile giornaliera su 8 ore), sebbene il dato cumulato sull’intera regione risulti inferiore a quello totale riscontrato nel periodo 2022-2024. Superamenti protratti per diversi giorni dell’obiettivo a lungo termine per la salute umana hanno avuto luogo in coincidenza con le principali ondate di calore, a metà giugno, all’inizio di luglio e all’inizio di agosto, e una sola stazione, Alto Reno Terme – Castelluccio (BO), non ha fatto registrare alcun superamento di questo obiettivo di legge.
Nel 2025, principalmente a causa dell’andamento meteorologico estivo, il numero totale di ore di superamento della soglia di informazione (180 µg/m3) è stato superiore a quello degli anni precedenti (periodo 2022-2024). La soglia di allarme (240 µg/m3 superata per almeno 3 ore consecutive) non è mai stata superata.

valori degli altri inquinanti (biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio) sono rimasti entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento.

Vai alla notizia completa e alla relazione di Arpae Emilia-Romagna

Marche

Record positivo per il PM10 e basse concentrazioni per PM2.5 e NO2. Ozono sorvegliato speciale.

I dati 2025 della Rete Regionale Qualità dell’Aria confermano un netto miglioramento per le Marche sul fronte degli inquinanti primari.

Il particolato (PM10 e PM2.5) si mantiene sotto i limiti di legge in tutte le stazioni della rete, con il 2025 che registra complessivamente i valori più bassi del quinquennio e per il PM10 quelli più bassi di sempre.

In particolare, per il PM10 nessuna centralina supera i 35 giorni oltre i 50 μg/m³ e la media annua resta ampiamente conforme. Ben 6 stazioni non registrano alcun superamento del limite giornaliero e altre 7 lo hanno superato per non più di 5 giorni/anno.

Bene anche il PM2,5, in calo nel 75% dei siti rispetto al 2024, e il biossido di azoto, stabile su livelli particolarmente contenuti anche nelle aree più esposte al traffico.

La criticità resta l’ozono estivo: cinque stazioni superano l’obiettivo a lungo termine e tre superano la soglia di informazione alla popolazione. Le aree dell’entroterra risultano le più interessate, spinte da alte temperature e condizioni atmosferiche favorevoli alla formazione fotochimica.

La tendenza generale resta comunque positiva: meno inquinanti diretti, ma attenzione crescente al ruolo del cambiamento climatico.

DATI_ARIA_2025

Umbria

Nel 2025 rispettati tutti i limiti di legge. PM10 ai livelli più bassi degli ultimi anni

Il 2025 si è chiuso da pochi giorni ed è già tempo di primi bilanci. In questo caso l’attenzione è rivolta alla qualità dell’aria, attraverso un’anteprima dei dati relativi ai dodici mesi appena trascorsi. È bene precisare che si tratta di dati preliminari, in attesa della validazione ufficiale, un’operazione che richiede tempi di analisi non comprimibili.
Il monitoraggio della qualità dell’aria in Umbria è assicurato dalla Rete regionale di controllo, uno degli strumenti previsti dal Piano di risanamento e mantenimento della Qualità dell’Aria adottato dalla Regione.
Nel 2025 in Umbria sono stati rispettati i valori limite previsti dalla normativa per il particolato atmosferico PM10, sia in termini di valore medio annuale sia per il numero di superamenti della soglia giornaliera, in tutte le stazioni di monitoraggio presenti sul territorio regionale.
I dati confermano una tendenza positiva ormai consolidata: negli ultimi anni si è registrata una riduzione costante e generalizzata delle concentrazioni di polveri fini e il 2025 risulta essere l’anno con i valori più bassi rilevati. Un risultato favorito anche da condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti, non solo in Umbria ma anche nel resto d’Italia.
Cinque stazioni di misura non hanno fatto registrare alcun superamento dei limiti nel corso dell’anno. Le concentrazioni più elevate continuano a interessare l’area della Conca Ternana. In particolare, presso le stazioni di Terni–Borgo Rivo e Terni–Maratta si sono registrati rispettivamente 30 e 27 superamenti giornalieri, valori comunque inferiori al limite massimo di 35 superamenti annui consentiti dal D.Lgs. 155/2010. Da tali dati dovranno inoltre essere scorporati gli episodi attribuibili a eventi naturali, come il trasporto di polveri sahariane, secondo la metodologia adottata a livello nazionale.
Nel 2025 risultano rispettati anche i valori limite per le polveri PM2.5 e per il biossido di azoto, con concentrazioni ampiamente inferiori ai limiti di legge e in ulteriore diminuzione rispetto al 2024.
Per quanto riguarda l’ozono, inquinante tipico del periodo estivo, otto stazioni su nove hanno rispettato il valore obiettivo mentre solo 2 su 9 hanno rispettato l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana. 

Immagine: scarica PDF per il contenuto

Toscana

Qualità dell’aria in Toscana: prime valutazioni

In attesa della verifica completa di tutti i dati raccolti dalla Rete Regionale di Monitoraggio della Qualità dell’Aria della Regione Toscana (di seguito RRQA) nel 2025, si anticipano i risultati delle prime elaborazioni annuali sugli inquinanti storicamente più critici ovvero PM, biossido di azoto (NO2) e ozono (O3).

 L’elaborazione degli indicatori del 2025 indica che: 

  • per il primo anno, gli indicatori annuali relativi al particolato PM10 sono stati tutti rispettati, compreso il numero annuo di 35 superamenti della media giornaliera di 50 µg/m3, in tutto il territorio regionale, incluso l’hot-spot di LU-Capannori;
  • per il secondo anno consecutivo, si registra il rispetto dei limiti per NO2 (biossido di azoto) in tutto il territorio regionale, compreso il rispetto della media annuale di 40 µg/m3 nell’Agglomerato di Firenze;
  • permane la criticità diffusa per l’ozono (O3) con riferimento al valore obiettivo per la protezione della popolazione che non è stato rispettato nel 30% delle stazioni di monitoraggio.

Per l’analisi di dettaglio dei principali inquinanti (particolato, biossido di azoto e ozono) rimandiamo alla relazione tecnica pubblicata sul sito Web di ARPA Toscana

Lazio

La valutazione preliminare della qualità dell’aria 2025

L’ARPA Lazio ha pubblicato la valutazione preliminare della qualità dell’aria 2025 che contiene i risultati dei monitoraggi effettuati attraverso la rete di 54 stazioni fisse presenti sul territorio regionale: 3 stazioni nella zona denominata “Valle del Sacco” (che comprende territori compresi nella provincia di Frosinone e nella Citta Metropolitana di Roma Capitale) hanno superato il limite quotidiano per PM10 più di 35 volte nel corso dell’anno solare e una stazione nella zona litoranea ha registrato un superamento relativo all’ozono. Non si sono registrati superamenti di limiti in relazione a PM2,5, biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio e benzene.

L’immagine seguente presenta alcuni numeri relativi ai principali inquinanti, per rendere conto della situazione in estrema sintesi; la valutazione preliminare può essere letta o scaricata liberamente da questo indirizzo

Abruzzo

Qualità dell’aria, valori complessivamente nella norma con alcune criticità per PM10 e ozono

Nel 2025 in Abruzzo i livelli misurati dalla rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria mostrano, per tutti gli inquinanti, concentrazioni medie in linea o inferiori rispetto ai valori osservati negli ultimi 5 anni, delineando un quadro complessivamente stabile. Le concentrazioni più elevate si registrano prevalentemente nelle aree a maggiore urbanizzazione e lungo le principali arterie interessate dal traffico veicolare.

I valori medi risultano più alti nell’Agglomerato Chieti–Pescara, che comprende anche i comuni di Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla al Mare, in coerenza con la maggiore densità abitativa. Valori medi più contenuti si osservano invece nelle altre zone del territorio regionale, tra cui i comuni di Teramo e L’Aquila.

Per quanto riguarda le polveri sottili PM10, nel 2025 la media annuale non ha raggiunto in nessuna stazione della rete regionale il valore limite di 40 µg/m³ previsto dalla normativa. Anche il limite relativo al valore giornaliero di 50 µg/m³, fissato in 35 giorni annui, non ha fatto registrare alcun superamento. Le concentrazioni più elevate sono state rilevate nelle stazioni urbane di Pescara, in particolare nella centralina di via Sacco, con due superamenti registrati anche a L’Aquila. Nel corso dell’anno si sono inoltre verificati episodi di trasporto di polveri sahariane, che possono determinare incrementi temporanei del particolato atmosferico.

Anche per il PM2,5 il quadro si conferma positivo: nel 2025 il valore medio annuale è risultato inferiore ovunque al valore obiettivo di 25 µg/m³, con valori più elevati nell’agglomerato Chieti–Pescara ma senza superamenti normativi.

Per il biossido di azoto (NO₂), le concentrazioni medie annuali risultano stabili o in lieve diminuzione rispetto agli ultimi cinque anni. Il valore limite annuale di 40 µg/m³ è stato rispettato in tutte le stazioni regionali e non si sono verificati superamenti del valore limite orario di 200 µg/m³. Le concentrazioni più elevate si osservano nelle postazioni maggiormente influenzate dal traffico veicolare, in particolare nella centralina di Teramo Porta Reale.

Per quanto riguarda l’ozono (O₃), nel 2025 in Abruzzo non si sono registrati superamenti del valore soglia di informazione di 180 µg/m³. Nei mesi estivi si sono tuttavia verificati superamenti del valore obiettivo di 120 µg/m³, in particolare nelle stazioni di Chieti Scalo e via Sacco a Pescara, un andamento favorito dalle elevate temperature.

I valori di benzene, monossido di carbonio (CO) e anidride solforosa (SO₂) si sono mantenuti entro i limiti di legge in tutte le stazioni di monitoraggio.

Molise

Nel 2025 la rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria ha continuato a garantire un controllo costante dei principali inquinanti atmosferici, fornendo un quadro aggiornato sull’andamento delle polveri sottili in tutto il territorio regionale.

PM10: situazione complessivamente sotto controllo

Per il PM10, la normativa stabilisce un numero massimo di 35 superamenti del valore limite giornaliero di 50 µg/m3nell’arco dell’anno. A livello regionale, la maggior parte delle stazioni ha rispettato questo numero, confermando una situazione generalmente positiva.

Nella città di Venafro, gli sforamenti del valore limite giornaliero sono stati registrati da due stazioni:

  • Venafro1: 25 superamenti
  • Venafro2: 38 superamenti

La stazione Venafro 2 è risultata l’unica a superare il numero massimo consentito.

Per quanto riguarda la media annuale del PM10, nessuna stazione della rete regionale ha oltrepassato il limite di 40 µg/m3previsto dalla normativa. Nella città di Venafro, in particolare, i valori annuali sono stati pari a:

  • Venafro1: 23 µg/m3
  • Venafro2: 26 µg/m3

Entrambi i valori risultano inferiori al limite di legge.

PM2,5: valori entro i limiti in tutto il territorio regionale

Per il PM2,5, la normativa prevede un unico limite riferito alla media annuale (25 µg/m3). Nel 2025 tutte le stazioni della rete regionale hanno registrato valori entro i limiti normativi.

Nella città di Venafro, le concentrazioni medie annuali sono risultate pari a:

  • Venafro1: 16 µg/m3
  • Venafro2: 17 µg/m3

Le altre stazioni regionali hanno mostrato valori inferiori, delineando un quadro complessivamente positivo anche per questo inquinante.

Campania

Da una prima analisi dei dati di qualità dell’aria misurati in Campania, si confermano, anche nel 2025, per tutte le stazioni della rete regionale, valori medi annuali di PM10 inferiori al limite stabilito dal decreto legislativo n. 155/2010, pari a 40 µg/m3 (microgrammi per metro cubo). Invece, rispetto all’anno precedente aumentano, da nove a undici, le stazioni di monitoraggio che hanno superato per oltre 35 giorni nel corso dell’anno la soglia media giornaliera di 50 µg/m3.

Si tratta di Caserta-Scuola Settembrini, Napoli-Via Argine, Napoli-Ospedale Nuovo Pellegrini, Acerra-Zona Industriale, San Vitaliano-Scuola Marconi, Casoria-Scuola Palizzi, Acerra-Scuola Caporale, Marcianise-Regi Lagni, Teverola-Via San Lorenzo, Aversa-Scuola Cirillo (stazione con misura aggiuntiva per il materiale particolato), ricadenti nell’agglomerato Napoli-Caserta, oltre a quella di San Felice a Cancello Complesso Scolastico, che è invece compresa nella zona costiero-collinare.

Per quanto riguarda il PM2.5, i valori medi annuali si attestano in tutti i siti di monitoraggio al di sotto del valore limite pari a 25 μg/m3, ad eccezione delle stazioni di Casoria-Scuola Palizzi e San Vitaliano-Scuola Marconi, per le quali i livelli di concentrazione annuale raggiungono rispettivamente 27 μg/m3 e 28 μg/m3.

Per il biossido di azoto si osserva, invece, una diminuzione del numero di stazioni interessate dal superamento del limite della media annuale (40 μg/m3), da quattro stazioni nel 2024 a due nel 2025. Valori oltre la soglia annuale si confermano per il decimo anno consecutivo nella stazione di Napoli-Ferrovia e, per la prima volta dalla sua installazione, nella stazione di San Vitaliano-Scuola Marconi, mentre quest’anno non hanno superato il limite annuale le stazioni di NA06 Museo Nazionale, NA02 Ospedale Santobono e Teverola-Via San Lorenzo, che invece presentavano superamenti nel 2024. Tuttavia, per tale inquinante, anche nel 2025, non si rilevano sforamenti del numero massimo di superamenti (pari a 18) del limite medio orario di 200 μg/m3.

In merito all’ozono, in cinque stazioni della rete, di cui quattro di fondo (Napoli-Parco Virgiliano, San Vitaliano-Scuola Marconi, Ariano Irpino e Benevento-Zona Industriale) e una industriale (Marcianise-Regi Lagni), si è osservato il superamento del valore obiettivo per la protezione della salute umana (media su 8 ore superiore a 120 µg/m3). La soglia oraria di informazione, pari a 180 µg/m3, è stata superata in sei stazioni di monitoraggio (Napoli-Parco Virgiliano, San Vitaliano-Scuola Marconi, Ariano Irpino, Pignataro, San Felice a Cancello e Marcianise-Regi Lagni), mentre non sono stati registrati superamenti della soglia di allarme (pari a 240 µg/m3).

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