In occasione della Giornata nazionale del polline, le interviste di Arpa Toscana

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Il 19 marzo è la giornata nazionale del polline, per questo Arpa Toscana ha pensato di rivolgere alcune domande a esperti del settore per capire meglio cosa sia l’aerobiologia, disciplina fondamentale nello studio delle problematiche ambientali connesse all’interpretazione della malattia allergica e come gli eventi meteorologici e il cambiamento climatico incidano sulla produzione di pollini.

La prima è alla responsabile U.O. Biologia del Laboratorio Arpat di Area Vasta Centro, Nadia Iacobelli, che ha spiegato che i dati raccolti dalla Rete vengono utilizzati anche per la compilazione del bollettino settimanale dei pollini e delle spore fungine aerodisperse di interesse allergologico e per la pubblicazione dei calendari pollinici annuali e pluriennali della Toscana.

Il secondo interlocutore è stato Tommaso Torrigiani del Consorzio Lamma, che in passato ha collaborato con Arpa Toscana. Torrigiani ha spiegato, nel dettaglio, in che modo le diverse condizioni meteorologiche influiscono sulla produzione e quantità di polline in aria e come i cambiamenti climatici incidono sul polline e sui calendari pollinici.

Per comprendere, poi, cosa accade a livello nazionale, abbiamo rivolto alcune domande all’ esperto di pollini di Arpa FVG, Pierluigi Verardo, che ha illustrato come opera la rete nazionale di monitoraggio POLLnet, chiamata a elaborare gli indici sintetici, che riassumono con dei numeri la situazione dei pollini in ogni città dove c’è un campionatore di pollini e a produrre i report nazionali pubblicati ogni anno.

Infine, il nostro ultimo interlocutore è il dottor Lorenzo Cecchi, che presta la propria attività di lavoro presso l’Ospedale San Giovanni di Dio, struttura ospedaliera della USL Toscana Centro e Past President dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri – AAIITO. Il dottor Cecchi ci ha confermato che il trend delle malattie allergiche è in aumento ormai da diversi anni, 30-40, in tutti i paesi del mondo, in particolare in quelli occidentali. Questa situazione è dovuta ai  cambiamenti ambientali, fra i quali l’inquinamento, che può essere, al tempo stesso, una delle causa dell’insorgenza della malattia oppure può determinare un peggioramento della stessa. L’inquinamento incide sulle barriere epiteliali, cutanea, respiratoria e gastrointestinale, quando queste risultano danneggiate, rispondono in modo alterato agli stimoli ambientali favorendo l’infiammazione che è alla base di malattie respiratorie come l’asma o la rinite, la dermatite atopica e altre patologie immunologiche.

Lorenzo Cecchi consiglia a chi non soffre di allergia di accrescere il rapporto con la natura, realizzando azioni di prevenzione primaria, come toccare la terra che accresce i biota. Chi, invece, soffre di allergia è necessario che conosca bene i pollini a cui è allergico per essere in grado di correlare l’inizio dei sintomi con i dati verificati, contenuti nel bollettino dei pollini, in modo da iniziare tempestivamente la terapia.

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