Il rapporto presenta i risultati del monitoraggio regionale delle acque sotterranee del Veneto svolto nel 2024. Nel 2024 il monitoraggio quantitativo ha interessato 207 punti, quello qualitativo 293, il 66% dei quali non presentano alcun superamento degli standard numerici individuati dal DLgs 152/2006 e s.m.i. e sono stati classificati con qualità buona, il restante 34% mostra almeno una non conformità e sono stati classificati con qualità scadente. Il maggior numero di sforamenti e dovuto alla presenza di inquinanti inorganici (79 superamenti) e di arsenico (27 superamenti), prevalentemente di origine naturale. Per le sostanze di sicura origine antropica le contaminazioni riscontrate più frequentemente e diffusamente sono quelle dovute ai pesticidi (37). Gli altri superamenti degli standard di qualità sono causati da nitrati (6), composti organoalogenati (15) e sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) (3). Osservando la distribuzione dei superamenti nel territorio regionale si nota una netta distinzione tra le tipologie di inquinanti presenti a monte ed a valle del limite superiore della fascia delle risorgive: nell’acquifero indifferenziato di alta pianura la scarsa qualità e dovuta soprattutto a pesticidi, nitrati e composti organo alogenati; negli acquiferi differenziati di media e bassa pianura a sostanze inorganiche e metalli. Entrambi i punti con superamento del valore soglia per almeno un PFAS si trovano nell’area del pennacchio di contaminazione con origine a Trissino, in provincia di Vicenza.
ARPA Veneto
Anno di pubblicazione: 2025
Periodicità: Annuale
Temi: Acque superficiali e sotterranee
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