ARPA Toscana ha collaborato con la Guardia di Finanza, Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) di Livorno, per portare a termine con successo l’operazione denominata “Mundus Solo”, predisposta dal Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza con l’obiettivo di colpire in modo mirato le violazioni ambientali, per garantire una costa più protetta e un ambiente più sicuro, nel rispetto delle normative di settore, in materia di tutela ambientale e paesaggistica, nonché economico-finanziaria.
L’azione di controllo si è concentrata nel settore della cantieristica nautica e, nel contesto delle operazioni, la sinergia con tecnici e funzionari di ARPAT ha consentito di ampliare i controlli eseguiti sui cantieri navali anche alle emissioni in atmosfera e agli scarichi idrici, che richiedono strumentazioni e competenze tecnico scientifiche specifiche.
L’azione sistematica della Guardia di finanza è stata orientata verso siti non autorizzati per il deposito o smistamento dei rifiuti, ovvero aree di lavorazione potenzialmente nocive, individuati attraverso una preliminare attività di analisi delle società operanti ne settore e la successiva ricognizione del territorio.
Per quanto riguarda gli esiti dell’attività ispettiva, nel corso del 2025 sono stati eseguiti 22 controlli, di cui 17 conclusi con esito irregolare. Sono stati segnalati alle Autorità Giudiziarie 13 rappresentanti legali di società per reati ambientali relativi a 3 fatti di abusivismo edilizio su aree sottoposte a vincolo paesaggistico, 5 casi di mancata autorizzazione alle emissioni in atmosfera e allo scarico di acque reflue industriali e 5 attività non autorizzate di gestione di rifiuti classificati pericolosi e non; sequestrati, inoltre, più di 7.000 metri quadrati di aree in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, 127 imbarcazioni da diporto, nonché quantitativi di rifiuti speciali pericolosi – e non – eccedenti i 15 metri cubi. Gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino al definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
Ulteriori violazioni alle prescrizioni del Testo Unico Ambientale sono state contestate in riferimento a scarichi di acque reflue, emissioni di fumi in atmosfera e errata compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti, per sanzioni amministrative di importo complessivo eccedente, nel massimo, i 380.000 euro.
Ai fini delle imposte dirette, sono stati contestati elementi positivi di reddito/ricavi non contabilizzati per un importo di 25.200 euro e, ai fini IVA, una maggiore imposta dovuta pari a 5.555 euro, oltre a mancato versamento di ritenute IRPEF pari a 42.529 euro.