Ciclone Harry, un evento emblematico in un contesto che cambia

  • Commenti dell'articolo:3 commenti
Al momento stai visualizzando Ciclone Harry, un evento emblematico in un contesto che cambia

Sardegna

Secondo i dati preliminari raccolti dalle reti del Dipartimento Meteoclimatico dell’ARPAS, tra domenica 18 e la mattina del 21 gennaio 2026 i cumulati più abbondanti si sono registrati sulla Sardegna orientale, con valori diffusamente superiori a 100 mm e punte locali oltre 400 mm. I massimi assoluti sono stati rilevati in Ogliastra: 548,4 mm a Genna Tuvara (Gairo) e 489,2 mm a Villagrande Bau Mandara (Villagrande Strisaili).
In molte zone orientali, le piogge hanno superato di tre volte la media mensile di gennaio, raggiungendo in Ogliastra oltre cinque volte il normale accumulo di gennaio, un evento eccezionale per persistenza e durata.

La mareggiata che ha investito la Sardegna è stata particolarmente intensa durante tutta la giornata di martedì 20 gennaio e in particolare durante la mattina, con la boa di Siniscola che al picco della tempesta ha registrato una altezza significativa di 5.1 m. Valori di altezza d’onda leggermente inferiori sono stati riportati dalla boa di Cagliari, localizzata in prossimità di Capo Boi.

I massimi valori di vento sull’Isola, provenienti da est sono stati registrati sui rilievi meridionali: 89 km/h di vento medio e 138 km/h di raffica a Iglesias San Michele, 88 km/h di vento medio e 134 km/h di raffica a Santadi Punta Sebera. A quote di pianura i massimi di vento medio sono stati di 62 km/h a Sant’Antioco e Senorbì, mentre raffiche di 94 km/h e 86 km/h sono state registrate a Bosa e Cagliari (Molentargius), rispettivamente.

Maltempo in Sardegna
Maltempo in Sardegna:

Calabria

L’evento di maltempo che ha interessato la Calabria tra il 18 e il 21 gennaio 2026 è stato costantemente monitorato da ARPACAL attraverso il Centro Funzionale Multirischi, struttura operativa di supporto al sistema regionale di Protezione Civile. Le analisi condotte evidenziano che non si è trattato di un evento caratterizzato da brevi nubifragi isolati, ma di una fase di piogge continue e persistenti, durate più giorni consecutivi, con effetti cumulativi particolarmente rilevanti sul territorio, soprattutto dal punto di vista idrologico.

Nel corso dei quattro giorni, le precipitazioni cumulate hanno raggiunto valori eccezionali su numerose stazioni del versante ionico, con punte superiori ai 500 millimetri. In alcune località è caduta oltre la metà della pioggia che normalmente si registra in un intero anno, un dato che restituisce chiaramente il carattere straordinario dell’evento. Il confronto con le serie storiche disponibili mostra come, per diversi pluviometri, questo episodio rientri tra i più critici mai osservati su più giorni consecutivi. Le analisi sulle piogge registrate nell’arco di 6, 12 e 24 ore confermano che l’impatto maggiore è stato determinato dalla durata e dalla persistenza delle precipitazioni, più che da picchi estremi concentrati in poche ore.

Le abbondanti piogge hanno provocato importanti risposte dei corsi d’acqua, con innalzamenti dei livelli idrometrici e superamenti delle soglie di attenzione rendendo necessaria l’attivazione delle procedure di allertamento previste. L’evento è stato accompagnato anche da venti molto forti, con raffiche che in alcune aree hanno superato i 110 km/h  e da condizioni marine particolarmente severe lungo le coste ioniche. Nel Mar Ionio sono state registrate onde significative prossime ai 6 metri e onde massime superiori agli 8 metri, valori associabili a eventi rari, mai registrati negli ultimi 40 anni.

Queste condizioni hanno causato diffuse mareggiate e danni lungo i tratti di costa esposti, confermando la fragilità dei settori costieri ionici quando si instaurano perturbazioni persistenti provenienti da sud-est.

Monitoraggio, comunicazione e supporto alle decisioni

Durante tutta la durata dell’evento, il Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL ha operato ininterrottamente 24 ore su 24, garantendo il monitoraggio continuo delle principali variabili meteorologiche, idrologiche e marine e trasmettendo in tempo reale le comunicazioni di superamento soglia agli enti competenti. Parallelamente, l’Ufficio Comunicazione dell’ARPACAL ha assicurato un aggiornamento costante e puntuale attraverso i propri canali istituzionali, sia tramite il sito web ufficiale sia attraverso i canali social, fornendo un flusso comunicativo corretto e tempestivo, fondamentale per informare i cittadini, prevenire situazioni di crisi e contribuire alla sicurezza della popolazione, in una fase caratterizzata da condizioni meteo particolarmente critiche.

Nel complesso, sono stati allertati 64 Comuni, con livelli di criticità alta e medio-alta, a testimonianza dell’estensione territoriale e della severità del fenomeno. Nel contesto della gestione dell’emergenza, è stato centrale il ruolo di coordinamento svolto dalla Prefettura di Catanzaro, sotto la guida del Prefetto Castrese De Rosa, che ha garantito il raccordo tra le strutture dello Stato, gli enti territoriali, la Protezione Civile e i soggetti tecnici coinvolti.

L’episodio del 18–21 gennaio 2026 rappresenta un caso emblematico di evento meteorologico estremo legato alla persistenza delle condizioni di maltempo, tipico delle configurazioni cicloniche che possono interessare il Mediterraneo centrale. Gli effetti osservati in Calabria dimostrano come piogge cumulative elevate, vento intenso e mareggiate possano generare impatti diffusi e significativi, anche in assenza di nubifragi brevi ed estremi. L’evento conferma l’importanza strategica dei sistemi di monitoraggio ambientale, della comunicazione istituzionale corretta e del coordinamento tra le strutture regionali e nazionali, quali elementi chiave per rafforzare la prevenzione, migliorare la risposta alle emergenze e affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.

«Questo episodio- ha sottolineato il Direttore Generale Michelangelo Iannone- conferma quanto sia strategico investire su un monitoraggio ambientale integrato, su una comunicazione istituzionale corretta e tempestiva e su un coordinamento solido tra enti, per affrontare fenomeni meteorologici sempre più persistenti e complessi e garantire la sicurezza delle comunità.»

Mappa da satellite e fulminazioni del 21/01/2026 ore 11:30 UTC (12:30 CEST del 21/01/2026)
Precipitazioni cumulate
Mappa dei comuni allertati per l’evento

Questo articolo ha 3 commenti

  1. dott. Paolo Di Franca

    Non ho visto i dati concernente la regione Sicilia.

    1. Abbiamo riportato solo le analisi delle Agenzie del Snpa al cui interno è presente il servizio meteo regionale. Per la Regione Sicilia il servizio meteo non è fornito da Arpa.

      1. Francesca

        Salve, per avere un quadro più completo e fare rete, si potrebbe comunque inserire in descrizione su elaborati e articoli che trattano questi disastri, che sono al di fuori del conosciuto pregresso, un rimando come ad esempio, link di collegamento al servizio Meteo delle Regioni che sono coinvolte dallo stesso evento, in questo caso Regione Sicilia, grazie.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


Continua a leggere in questa sezione...