Qualità del mare: resoconto della stagione balneare 2025 in Campania

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Con il mese di settembre Arpa Campania ha completato i controlli istituzionali sulla qualità delle acque di balneazione previsti dal calendario regionale, finalizzati alla tutela della salute dei bagnanti. La campagna di monitoraggio 2025 come di prassi è iniziata con i prelievi prestagionali di aprile dopo aver preso atto dell’attribuzione della classe di qualità di ciascuna acqua adibita all’uso balneare ratificata con apposita delibera regionale (Dgr n.615 del 14.11.2024, Bollettino ufficiale della Regione Campania n.83 del 2 gennaio 2025).

L’avvio alla balneazione 2025 è stato alquanto rassicurante con il computo, secondo la delibera di classificazione, del 98% di costa balneabile (sul totale della costa monitorata, in termini di lunghezza – Graf.1) e solo il 2% di costa ancora vietata alla balneazione perché dichiarata di qualità scarsa (Tab. 5). La classe di qualità indicata dal provvedimento regionale è valida per tutta la stagione balneare, per ognuna delle acque sottoposte al monitoraggio Arpac (41 in provincia di Caserta, 148 in provincia di Napoli e 139 in quella di Salerno).

Va esclusa dal conteggio la quota di litorale non utilizzabile ai fini della balneazione, all’incirca 60 chilometri, per la presenza di porti e approdi, strutture militari, foci di fiumi e canali non risanabili, zone di aree marine protette.

Graf. 1 – Percentuale di costa balneabile sul totale della costa monitorata in Campania. Serie storica dal 2011 al 2025.

Come si evidenzia dal grafico della balneabilità in Campania, il trend storico è ampiamente positivo: nel 2011 la quota di litorale balneabile era circa l’80%, nel 2018 si era già raggiunto il 97% di costa balneabile fino a raggiungere il 98% di costa balneabile ad apertura stagione balneare 2025. Con l’ultima classificazione è pertanto diminuita dal 3% al 2% la quota di litorale non balneabile riferita alle acque risultate di qualità scarsa e quindi in divieto di balneazione per tutto l’anno 2025.

Il documento di riferimento per l’attività di controllo stagionale è stata la delibera di Giunta Regionale n. 157 del 27 marzo 2025 di individuazione della rete di monitoraggio valida fino al 30 settembre comprensiva dei punti identificativi di ciascuna acqua destinata all’uso balneare fissati secondo i criteri normativi della massima affluenza dei bagnanti e nelle aree a potenziale rischio di inquinamento.

Nel rispetto delle date calendarizzate i tecnici dei Dipartimenti provinciali costieri dell’Arpa Campania hanno effettuato prelievi di acqua di mare e determinazioni analitiche nei 328 punti rappresentativi dei tratti di mare definiti nelle aree a maggior affluenza di bagnanti e in n.45 punti aggiuntivi di studio in zone a presumibile rischio di contaminazione.

Complessivamente nell’intera stagione balneare il numero di campionamenti effettuati ammonta a 2.308 con oltre 4.600 determinazioni analitiche processate nei laboratori Arpac per la ricerca degli indicatori di contaminazione fecale determinanti la balneabilità (Escherichia coli ed Enterococchi fecali) a cui sono da aggiungere ulteriori analisi per valutare criticità per eventuali contaminazioni chimiche (tensioattivi e idrocarburi) e/o presenza di microalghe probabilmente tossiche (fitoplancton).

Tab. 1 – N. controlli alle acque di balneazione in Campania nel 2025, per tipologia e provincia.

I prelievi di acqua di mare sono stati realizzati con l’ausilio delle imbarcazioni di proprietà dell’Agenzia, gestite e coordinate dalla Uo Mare della Direzione tecnica, secondo le date prestabilite e intensificando i controlli in caso di anomalie riscontrate e/o segnalate quali schiume, mucillagini, presenza di rifiuti solidi nelle acque, colorazioni atipiche dovute eventualmente a fioriture di microalghe, presenza o occasionali sversamenti di reflui in mare.

I casi con valori microbiologici non conformi a quelli di legge sono stati tempestivamente comunicati ai sindaci dei Comuni pertinenti per l’emissione dei provvedimenti di divieto alla balneazione a tutela della salute pubblica. Parimenti sono stati resi subito noti i valori dei campionamenti successivi che sono poi rientrati nei limiti normativi, in modo da consentire alle amministrazioni comunali di revocare la precedente interdizione alla balneazione.

L’andamento generale del monitoraggio stagionale è risultato molto più incoraggiante rispetto alle precedenti annualità, con solo il 2% di esiti difformi dai valori soglia normativi. (Graf.2) Nello specifico si sono verificati superamenti in 52 campionamenti di cui 30 in provincia di Napoli, 20 in quella di Salerno e solo 2 non conformità nel casertano (Tab.2,3,4).

La maggior parte dei casi sfavorevoli registrati è sempre legata a carenze dei sistemi fognari che in casi di fenomeni di pioggia intensa generano sversamenti in mare di materiali inquinanti laddove, trattandosi di sistemi misti, nelle acque pluviali sono convogliate anche le acque fognarie. Altri casi si configurano come episodi sporadici dovuti a malfunzionamenti degli impianti che collettano gli scarichi a mare e a occasionali sversamenti a mare non ben individuati. In dette acque, a seguito della rimozione delle cause responsabili dei divieti temporanei e in base agli esiti favorevoli dei prelievi supplementari è stata poi ripristinata la balneabilità.

Grafico 2. Distribuzione percentuale dei risultati dei campionamenti di acque di balneazione in Campania nel 2025 (conformità / non coformità)

Di seguito i tratti di mare che hanno sforato i limiti di legge consentiti per i valori microbiologici distinti per provincia da aprile a settembre 2025.

Tab. 2 – Esiti non conformi dei campionamenti di acque di balneazione nel 2025. Provincia di Caserta
Tab. 3 – Esiti non conformi dei campionamenti di acque di balneazione nel 2025. Provincia di Napoli
Tab. 4 – Esiti non conformi dei campionamenti di acque di balneazione nel 2025. Provincia di Salerno

Tra i divieti di balneazione vanno annoverati anche quelli permanenti per l’intera stagione balneare (Tab.5) perché dichiarati di qualità scarsa in esito al calcolo statistico dell’ultimo quadriennio di dati (2021-2022-2023-2024).

Tab. 5. Acque di balneazione di qualità scarsa in Campania (classificazione 2025)

Gli sforamenti registrati hanno interessato per lo più punti nevralgici, oppure già precedentemente interdetti alla balneazione. I superamenti hanno interessato il comune di Battipaglia in un’area che risente della depurazione delle acque di reflui urbani tramite un impianto del tipo biologico a fanghi attivi ubicato in località Tavernola, con recapito nel fiume Tusciano; inoltre si sono verificati in tratti di mare in prossimità di foci di fiumi tipo il Sarno a Torre Annunziata e il Picentino a Pontecagnano Faiano, o anche la zona di Licola nel comune di Pozzuoli per la presenza di alvei a potenziale rischio di inquinamento. In tutti gli altri casi si è trattato di problemi occasionali risolti dalle amministrazioni locali in sinergia con i gestori del servizio idrico.

Relativamente al tratto di mare della località di Licola del comune di Pozzuoli (Na) sono state anche numerose le segnalazioni per anomalie in mare soprattutto nella prima decade del mese di agosto per la presenza di chiazze marrone/verde. Nella zona sono stati ipotizzati episodi di inquinamento marino probabilmente collegati a scarichi provenienti da diversi canali o depuratori, ma che verifiche approfondite da parte dell’amministrazione locale hanno smentito.

In proposito, anche Arpac ha intensificato ispezioni e controlli. Dai sopralluoghi effettuati lo scorso 11 agosto nell’ambito dei prelievi già previsti da calendario, nell’area di Licola l’acqua appariva limpida, leggermente colorata di verde, ma dalle risultanze analitiche nessuna fioritura algale si è mostrata particolarmente rilevante e gli esiti microbiologici dei campioni eseguiti in emergenza hanno escluso rischi di carattere igienico-sanitario non essendo stati riscontrati valori batteriologici eccedenti i limiti normativi. Va tassativamente ricordato che le aree denominate “Lido di Licola”, “Effluente Nord Depuratore di Cuma” e “Stabilimento Balneare” sono in ogni caso acque già vietate alla balneazione per l’intera stagione balneare poiché dichiarate di qualità scarsa nell’ultima delibera regionale e così resteranno in assenza di avvenuto risanamento documentato alle autorità preposte, così come è permanentemente vietata l’area denominata “Foce Depuratore Cuma”, pertanto la salute umana è a tutt’oggi tutelata dall’interdizione all’utilizzo balneare di tale complessiva zona.

Oggetto di attenzione dei tecnici Arpac sono state, come di prassi, anche le alterazioni dell’aspetto del mare, in termini di colorazione e presenza di schiume, fenomeni registrati lungo le coste regionali e segnalate da diversi enti coinvolti, cittadini e media locali (Tab.6).

Tab. 6. Risultati dei prelievi in emergenza di acque di balneazione in Campania nel 2025.

Le indagini eseguite nei prelievi di tipo “Eme” (Emergenza), come mostrano i dati in tabella, hanno escluso il rischio di contaminazione fecale non avendo registrato superamenti dei valori soglia previsti dalla legge tranne nel caso dell’acqua “Cimitero” afferente al Comune di Torre del Greco (Na) nel prelievo del 15 luglio scorso, tuttavia subito rientrato nei limiti consentiti dalla norma nel campionamento datato 30 luglio 2025.

Si conferma, pertanto, l’origine naturale dei fenomeni osservati, che possono essere stati accentuati probabilmente dalle alte temperature superficiali del mare e dallo scarso idrodinamismo delle acque. Per quanto attiene le non conformità nei cosiddetti punti di studio (PS) sono state interessate quattro acque di balneazione (Tab.7): “Villaggio Coppola” (Castelvolturno, Ce), il punto del “troppo pieno” di Coroglio nell’acqua di balneazione denominata “Nisida”, in quella definita “Via Partenope” (Napoli) e nell’acqua identificata “Purgatorio” (Meta, Na). Nei suddetti tratti di mare quale misura di gestione è stata sconsigliata la balneazione fino agli esiti favorevoli dei prelievi effettuati successivamente e resi pubblici sui siti web dedicati alla balneazione.

Tab. 7 – Esiti non conformi dei prelievi di acque di balneazione nei punti studio in Campania (2025).

Con la fine della stagione balneare proseguono comunque tutte le altre attività in mare che Arpa Campania effettua per adempiere allo svolgimento dei diversi impegni in ambito marino, previsti da altre normative ambientali (d.lgs 152/2006 e il d.lgs 190/2010 attuativo della direttiva marine strategy), curati dalla Uo Mare della Direzione tecnica in tutti i mesi dell’anno.

Tutti i dati del monitoraggio sono consultabili sul sito tematico del Ministero della salute , sul portale dedicato alla balneazione di Arpac, sull’app di Arpa Campania.

Emma Lionetti, Arpa Campania
e.lionetti@arpacampania.it

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