Al workshop sulla Giornata nazionale del polline gli indicatori aggiornati del monitoraggio aerobiologico in Italia

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Lo scorso 19 marzo, in occasione della XIX edizione della Giornata nazionale del polline, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e l’Università degli studi di Perugia hanno presentato il workshop “Il polline nello spazio”.

L’evento, organizzato in collaborazione con la Società italiana di aerobiologia medicina e ambiente (Siama), la Società botanica italiana (Sbi), il Gruppo di palinologia e paleobotanica (Gpp-Sbi) e la Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip), a cui ha partecipato tra gli altri il direttore generale dell’Arpa Umbria Alfonso Morelli, si è tenuto nell’Aula magna di Palazzo Bernabei ad Assisi e ha avuto lo scopo di promuovere l’aerobiologia come disciplina fondamentale nello studio delle tematiche ambientali connesse all’interpretazione della malattia allergica e di contribuire a diffondere la cultura dell’approccio multidisciplinare alla tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente.

Il tema di quest’anno, “Il polline nello spazio”, è stato sviluppato con interventi relativi al buon uso degli spazi verdi, al ruolo delle piante nella riduzione dell’inquinamento atmosferico e all’utilizzo dei dati previsionali CAMS Copernicus nella valutazione aerobiologica del nostro Paese.

Nel corso del workshop sono stati illustrati i dati delle concentrazioni di pollini aerodispersi rilevati per il 2025 da POLLnet, la rete di monitoraggio aerobiologico del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa).

La Rete POLLnet conta oggi 64 stazioni attive, distribuite in 18 regioni.
Le stazioni della rete sono gestite direttamente dalle Agenzie ambientali con l’eccezione del monitoraggio per la provincia di Trento, realizzato dalla Fondazione Edmund Mach come attività di supporto tecnico-scientifico per conto dell’Appa Trento. Dal 2025, inoltre, il database POLLnet si è arricchito dei dati di Roma prodotti dal Centro di monitoraggio aerobiologico e ambientale dell’Università di Roma Tor Vergata.

Le stazioni della rete POLLnet rilevano, ogni giorno, le concentrazioni in aria di circa 80 taxa (tra famiglie e generi) di pollini e spore ma sono sette le famiglie botaniche che rappresentano i principali pollini allergenici rilevabili sul territorio italiano: Asteraceae, Betulaceae (distinte nelle due sottofamiglie Betuloideae e Coryloideae), Oleaceae, Poaceae e Urticaceae.

  • Le ASTERACEAE (Asteracee o Composite) rappresentano una delle famiglie più ricche di generi e specie. Diffuse in tutto il mondo e adattabili a qualsiasi ambiente, sono principalmente piante erbacee, ma non mancano specie arboree e succulente. Il periodo di impollinazione più significativo, dal punto di vista allergologico, è la seconda parte dell’estate. I generi più allergenici sono Ambrosia e Artemisia.
    Il grado di allergenicità del polline di Ambrosia e Artemisia è molto elevato.
  • La famiglia delle BETULACEAE (Betulacee) è rappresentata da 120 specie, tra cui arbusti e alberi che possono raggiungere un’altezza di 25-30 metri. In Europa, la sottofamiglia BETULOIDEAE è rappresentata dai generi Alnus (Ontano) e Betula (Betulla) ed è diffusa tra i 400 e i 2000 metri di altitudine nelle regioni dell’Italia settentrionale e lungo la dorsale appenninica centrale.
  • CORYLOIDEAE è una sottofamiglia della famiglia delle Betulacee rappresentata da un piccolo numero di specie con portamento sia arboreo che arbustivo. Si tratta di alberi legnosi, decidui e a foglie larghe. A questa sottofamiglia appartengono 3 generi: Corylus (Nocciolo), Carpinus (Carpino) e Ostrya (Ostria).
    Il grado di allergenicità del polline di Betulaceae è molto elevato.
  • La famiglia delle CUPRESSACEAE (Cupressacee) comprende 113 specie di alberi e arbusti. Resistenti alla siccità e adattabili a qualsiasi tipo di terreno, le Cupressacee vivono dal livello del mare fino a 700-800 m di altitudine e costituiscono un elemento caratteristico del paesaggio italiano. Il genere più numeroso è il Juniperus (Ginepro) con 50 specie, seguito da Cupressus (Cipresso) con 13 specie.
    Il grado di allergenicità del polline delle Cupressaceae è elevato.
  • Le TAXACEAE (Tassacee) sono una famiglia di conifere che comprende alberi e arbusti, diffusi soprattutto nell’emisfero settentrionale. I generi più importanti della famiglia delle Tassacee sono: Taxus (Tasso), e Torreya. In Italia è presente, e cresce anche spontaneamente, solo il genere Taxus.
    Il grado di allergenicità del polline delle Taxaceae è basso.
  • La famiglia delle OLEACEAE comprende piante selvatiche delle regioni subtropicali e temperate. Nel nostro paese crescono in pianura e in montagna. La famiglia comprende circa 400 specie e i generi più comuni nella flora italiana sono Fraxinus (Frassino) e il genere Olea, che comprende le specie Orniello, Frassino comune e Olivo.
    Il grado di allergenicità del polline di Olivo e Frassino è elevato.
  • Le POACEAE (o Graminacee) sono una famiglia omogenea che comprende circa 5.000 specie, quasi tutte erbacee, annuali o perenni, distribuite su tutta la superficie terrestre. Costituiscono la componente principale degli ambienti erbacei, come pascoli, praterie, savane o steppe, e sopravvivono in condizioni climatiche molto variabili. Negli ambienti urbani crescono in terreni incolti, lungo gli argini e i bordi delle strade. I generi più comuni sono Alopecurus, Anthoxanthum, Avena, Bromus, Cynodon, Dactylis, Festuca, Hordeum, Holcus, Lolium, Phleum, Poa, Phragmites, Setaria, Zea.
    Il grado di allergenicità dei pollini delle Graminacee dipende dalla specie e varia da basso a molto alto.
  • La famiglia delle URTICACEAE comprende circa 500 specie, distribuite principalmente in America, oltre che nell’Europa sud-orientale e orientale. In Italia questa famiglia è rappresentata da piante erbacee perenni e annuali che crescono frequentemente sui muri. Le specie più rappresentate sono Parietaria (Parietaria) e Urtica (Ortica).
    Il grado di allergenicità del polline di Parietaria è elevato mentre per il polline di Ortica è basso.

Per ognuna delle famiglie descritte vengono calcolate le rispettive stagioni polliniche che si susseguono e sovrappongono l’una all’altra senza soluzione di continuità nel corso dell’anno.

La Tabella 1 riporta, per il 2025, la data media di inizio e la fine (in numero giorni dall’inizio dell’anno civile) della stagione pollinica per ciascuno dei sette taxa presi in esame.

Nella Tabella 2 è invece mostrato il confronto tra la durata media della stagione pollinica 2025 con quella dell’anno precedente per ciascuno dei taxa analizzati.

TAXAInizio (gg)* Fine (gg)*
Asteracee (Compositae)155284
Betuloideae41132
Coryoloideae46122
Cupressaceae-Taxaceae27141
Oleaceae97161
Poaceae (Gramineae)110219
Urticaceae131273
*(n. medio di giorni dall’inizio dell’anno civile)
Tabella 1: Inizio e fine medi (in giorni dall’inizio dell’anno civile) della stagione pollinica 2025

TAXADurata (gg) – 2024Durata (gg) – 2025
Asteracee (Compositae)92130
Betuloideae6693
Coryoloideae6976
Cupressaceae-Taxaceae93116
Oleaceae6865
Poaceae (Gramineae)127109
Urticaceae154143
Tabella 2: Durata media delle stagioni polliniche nel 2024 e 2025

Per ciascuna delle sette famiglie citate, viene inoltre calcolato l’Integrale pollinico annuale, che rappresenta la somma delle concentrazioni giornaliere, registrate nell’anno di riferimento, di un determinato tipo di polline e l’Integrale pollinico allergenico (la somma degli Integrali pollinici annuali delle sette le famiglie botaniche sopracitate – Figura 1).

Figura 1. Integrale Pollinico Allergenico 2025

In base al calcolo degli Integrali pollinici annuali, le cinque famiglie o sottofamiglie maggiormente presenti, in media nel 2025, su tutto il territorio italiano sono state (Figura 2): Cupressaceae-Taxaceae (il cui genere più rappresentativo è il Cipresso), Urticaceae (la famiglia di Ortica e Parietaria), Poaceae (comunemente conosciute come Graminacee), Coryloideae (Nocciolo, Carpino e altri) e Oleaceae (Olivo, Frassino, Ligustro).

La Rete POLLnet monitora inoltre quali famiglie botaniche presentino un maggior numero di giorni rossi nell’arco dell’anno, ovvero un alto livello di concentrazione di granuli pollinici in aria secondo i valori di riferimento nazionali (Figura 3).

Figura 3: Numero di giorni rossi in Italia nel 2025

I dati misurati giornalmente in ciascuna stazione e i bollettini settimanali dei livelli di concentrazione dei principali pollini allergenici sono disponibili sul sito della rete POLLnet che fornisce anche la tendenza per la settimana successiva, documenti di approfondimento, segnalazione di eventi e notizie sul mondo dell’aerobiologia.

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