L’Umbria protagonista alla COP30: innovazione, ricerca e nuovi modelli per la sostenibilità globale

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L’Umbria ha lasciato il segno alla COP30 di Belém, presentando alla Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici un pacchetto di soluzioni concrete per la sostenibilità.
La missione, guidata dalla Regione Umbria, ha visto ARPA Umbria fornire il cuore scientifico e tecnico delle pratiche regionali, dimostrando come innovazione e ricerca siano elementi essenziali per affrontare la crisi climatica globale.
L’impegno dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, da anni in prima linea nello sviluppo di progetti avanzati sulla sostenibilità, ha trovato pieno riconoscimento con la selezione di due progetti di punta, presentati nel corso di alcuni side event presso l’Italy Pavilion.

A Belém era presente il Direttore Generale di ARPA Umbria, Alfonso Morelli, che ha dichiarato: «La nostra partecipazione alla COP30 conferma quanto sia fondamentale il contributo dei territori. ARPA Umbria mette in campo strategie e buone pratiche per supportare la pubblica amministrazione nella gestione delle criticità climatiche e ambientali, valorizzando dati, ricerca applicata e strumenti operativi di monitoraggio».
Morelli ha aggiunto che l’Umbria torna da Belém con collaborazioni rafforzate e una consapevolezza rinnovata: «Le politiche ambientali locali hanno senso solo se inserite in una visione globale. Abbiamo dimostrato che l’innovazione umbra genera un forte interesse internazionale, soprattutto grazie ai modelli basati su collaborazione e visione condivisa».
Ha inoltre evidenziato come la crisi climatica in Amazzonia renda ancora più urgente l’affermazione di una governance ambientale globale.

Il contributo più specifico e tecnicamente innovativo è arrivato dalla seconda parte del side event, dedicata all’economia circolare applicata alla bonifica delle acque di falda. In questo contesto, Andrea Sconocchia, Responsabile del Servizio Bonifiche e Progetti Speciali di ARPA Umbria, ha illustrato un modello organizzativo rivoluzionario per la gestione dell’inquinamento da solventi clorurati, spiegando che «in oltre 25 anni di esperienza nel settore delle bonifiche e della gestione dei rifiuti ho potuto verificare che gli interventi più efficaci sono quelli che perseguono, accanto alla bonifica ambientale, altri obiettivi complementari. Questo approccio olistico alla gestione dei siti contaminati trova piena espressione nei fondamenti del progetto SIERO, il primo progetto italiano di bonifica territoriale in cui il tessuto sociale ed economico di un’area è direttamente coinvolto nel risanamento, traendone benefici concreti e trasformando una passività ambientale in una reale opportunità. L’impiego di una tecnologia che utilizza scarti di produzione completa il perfetto allineamento con i principi dello standard tecnico italiano per la misurazione della circolarità (UNI/TS 11820:24) e con lo standard internazionale ISO 59020:24, consentendoci di portare nel mondo delle bonifiche un contributo significativo per un nuovo approccio, particolarmente utile nella gestione delle aree a inquinamento diffuso».

La partecipazione di ARPA Umbria alla COP30 – realizzata in stretta collaborazione con Regione, Comune di Assisi e CIRIAF – ha dimostrato che la costruzione di un futuro più resiliente non può prescindere da una forte leadership tecnica e scientifica, capace di tradurre l’evidenza dei dati in azioni efficaci, innovative e sostenibili.

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