Ha preso il via martedì 26 maggio PM2026, il XII Convegno Nazionale sul Particolato Atmosferico organizzato dalla Società Italiana di Aerosol, ospitato nel Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli.
Per quattro giorni, la comunità scientifica si confronta sui temi legati al particolato atmosferico: dalla composizione chimica alle dinamiche di trasporto in atmosfera, dal monitoraggio ai modelli di diffusione, dalla caratterizzazione delle sorgenti agli effetti sulla salute.
La partecipazione di Arpa Liguria
Maria Chiara Bove, membro del Comitato scientifico del convegno e coordinatrice della sessione sulla qualità dell’aria nelle aree portuali e costiere, rappresenta Arpa Liguria nel gruppo di lavoro che guida i lavori scientifici dell’evento. Andrea Bisignano presenta mercoledì 27 maggio un contributo sull’integrazione di tecniche di machine learning — apprendimento automatico — nei sistemi modellistici previsionali della qualità dell’aria.
Maggiori informazioni sul sito di Arpa Liguria.
La partecipazione di Arpa Piemonte
Il contributo di Arpa Piemonte al convegno PM2026 di Napoli si articola in due principali linee di ricerca, entrambe focalizzate sul miglioramento della conoscenza e del monitoraggio delle emissioni atmosferiche e del particolato.
La prima è un intervento sul contributo sperimentale relativo alla misura delle emissioni da impianti di riscaldamento a biomassa.
L’attività si inserisce nell’ambito delle funzioni istituzionali dell’Agenzia, che includono il controllo e il supporto tecnico-scientifico a Regione Piemonte per la tutela della qualità dell’aria.
La sperimentazione, avviata nel 2025 a seguito dell’approvazione del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria 2024, ha riguardato impianti di piccola e media taglia.
Obiettivo principale è stato valutare metodi alternativi, più semplici e applicabili in campo, per la misurazione delle polveri rispetto ai metodi attualmente previsti dalla legge in vigore.
Sono stati testati diversi strumenti portatili basati su principi gravimetrici e piezoelettrici.
I risultati più attendibili e promettenti sono stati ottenuti con gli strumenti di tipo gravimetrico ed hanno evidenziato anche concentrazioni di polveri talvolta elevate.
Parallelamente, le verifiche su rendimento e ossidi di azoto hanno confermato il rispetto dei limiti normativi da parte degli impianti controllati.
La seconda è un poster che presenta uno studio sulla caratterizzazione del Black Carbon (BC) e sulla ripartizione delle sorgenti emissive in contesti urbani e rurali della regione.
L’attività nasce nel contesto della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che introduce il monitoraggio del BC tra gli inquinanti emergenti di rilievo sanitario e ambientale.
A tal fine, sono stati installati strumenti avanzati per la misura continua del BC in due siti rappresentativi: uno urbano di traffico a Torino e uno rurale nel territorio astigiano.
L’analisi dei dati ha consentito di distinguere il contributo del traffico veicolare da quello della combustione di biomasse, evidenziando differenze significative tra i due contesti.
In particolare, nei siti rurali emerge un peso maggiore delle biomasse, mentre nei siti urbani il contributo del traffico risulta più rilevante.
La partecipazione di Arpa Campania
Lo scorso 26 maggio hanno partecipato al convegno per Arpa Campania il direttore generale Stefano Sorvino e il responsabile monitoraggio aria Piero Cau, che hanno tenuto due relazioni, rispettivamente, sul sistema regionale di monitoraggio della qualità dell’aria in Campania (“Rete fissa, campagne mobili e nuove sfide”) e sulla trasformazione dei dati in conoscenza diffusa (“Dall’osservazione alla comunicazione: dati di qualità dell’aria come strumento di conoscenza per cittadini e decisori”). È stata l’occasione per presentare a una platea composta da ricercatori, tecnici e funzionari, impegnata sia a livello nazionale che a livello locale, una serie di temi su cui si concentra attualmente il lavoro dell’agenzia ambientale campana. Si è discusso, tra l’altro, dei risultati ottenuti nella regione, sia sul fronte del monitoraggio e della conoscenza che sul piano della mitigazione del fenomeno. Sono state anche delineate le prospettive future di intervento, alla luce in particolare dell’approvazione della nuova direttiva europea 2024/2881.
La partecipazione di Arpae Emilia-Romagna
Arpae Emilia-Romagna partecipa a PM2026 con una presentazione orale e due poster. In particolare, Fabiana Scotto presenterà una relazione sul tema “L’analisi delle microplastiche sul particolato atmosferico: sperimentazione di una procedura in Arpae Emilia-Romagna”.
Sono presentati inoltre i poster “Le sorgenti di particelle nell’area urbana di Bologna con tecniche di source apportionment” e “Stima del contributo al particolato atmosferico derivante dalla movimentazione di rinfuse solide nel porto di Ravenna”.
Oltre a Fabiana Scotto, sono presenti Arianna Trentini, Luca Torreggiani, Samuele Marinello e Francesca Novelli.