Quando le strade diventano fiumi

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La recente alluvione delle Marche è l’ultimo disastro dovuto al dissesto idrogeologico che il nostro Paese ha affrontato: ha causato vittime e distruzione, con decine di persone sfollate e danni consistenti agli edifici, strade e ponti.

L’EcoAtl@nte può essere uno strumento molto utile per fornire spunti di riflessione su quanto accaduto, perché restituisce un quadro di insieme mettendo a disposizione diverse informazioni che, integrandosi fra loro in un’unica mappa, consentono una visualizzazione complessiva più ricca.

Consultando la mappa relativa alla “Fragilità del Territorio” e visualizzando i dati della carta della pericolosità idraulica, del consumo suolo e quella della popolazione a rischio alluvioni, troviamo infatti una serie di importanti informazioni.

Ad esempio si può notare come nella fascia costiera intorno a Senigallia la maggior parte del territorio è impermeabilizzato, anche nelle aree a pericolosità idraulica: l’acqua quindi difficilmente riesce a “penetrare” nel terreno.

Inoltre la carta della popolazione a rischio alluvioni evidenzia come, in diversi comuni, ci siano alcune migliaia di abitanti a rischio. Se poi uniamo questi ultimi dati con la carta delle statistiche comunali sul consumo di suolo 2022, possiamo vedere come i numeri relativi alla crescita delle superfici artificiali e delle aree impermeabilizzate, in percentuale, sia stata significativa nel corso degli ultimi anni nella zona di Senigallia, una delle aree maggiormente colpite da fango e detriti.

È chiaro che tutti questi elementi concorrono alla comprensione di un fenomeno complesso, in cui diversi fattori si integrano e si rafforzano vicendevolmente, aumentando l’impatto dei cambiamenti climatici e degli eventi meteorici più intensi in un territorio fragile come quello italiano. 

Osserva i dati sulla Fragilità del Territorio e crea la tua mappa

Adriana Angelini – Ispra

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