Infezioni San Valentino (PE), Arta: esclusa ipotesi Salmonella

560
Foto panoramica di San Valentino

Non c’è salmonella nei campioni d’acqua prelevati a San Valentino. È emerso dalle analisi per la verifica della qualità dell’acqua effettuate dall’Arta, che si sono concluse stamane, nell’ambito delle azioni di controllo igienico-sanitario di competenza della Asl. È un batterio termoresistente, il Clostridium perfringens, l’unica causa dei casi di infezione gastrointestinale registrati a San Valentino, in provincia di Pescara, e nelle zone limitrofe.

I casi di gastroenteriti sono in totale circa 250, considerando anche una ventina di episodi nella vicina Scafa, sempre nel pescarese. Solo a San Valentino è stato interessato più del 10% della popolazione, con sintomi quali dissenteria, vomito e febbre. L’Arta, nei giorni scorsi, aveva comunicato che le analisi microbiologiche effettuate sui campioni di acqua destinata al consumo umano, prelevato nel Comune di San Valentino, avevano dato esito di non conformità a causa della presenza del batterio Clostridium perfrigens.

I Clostridi sono batteri Gram-positivi, a forma di bastoncello, anaerobi, sporigeni, cioè producono spore che sono resistenti in determinate condizioni ambientali di temperatura, pH e presenza di raggi UV e a processi di trattamento e disinfezione. Il membro più comune del gruppo è, appunto, il Clostridium perfringens, normalmente presente nelle feci umane, anche se in minor quantità rispetto a Escherichia coli. La sua presenza è indice di una contaminazione pregressa e della deficienza dei sistemi di disinfezione, in quanto ha la capacità di vivere a lungo e di produrre spore che tendono ad accumularsi e a sopravvivere a lungo in condizioni avverse.

“Da stamattina, con l’esito negativo delle analisi che hanno escluso la presenza del microrganismo patogeno della salmonella – ha dichiarato il direttore generale di Arta, Maurizio Dionisio – possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo. Le cause dell’infezione – ha continuato Dionisio – possono essere molteplici ma la presenza di spore di Clostridium perfringens suggerisce che i processi di trattamento e di disinfezione potrebbero essere stati deficitari o compromessi, oppure che ci sia stata una ricontaminazione dell’acqua trattata”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.