Arpa Veneto avvia un percorso dedicato alla mobilità aziendale sostenibile

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bici al parco sigurta - Veneto - Mobilità sostenibile - foto di Aneta Malinowska

Arpa Veneto si è dotata del piano degli spostamenti casa-lavoro 2020-2021, primo strumento dedicato alla mobilità aziendale sostenibile, caratterizzato da una prima fase di analisi degli spostamenti, seguita poi dall’attivazione di convenzioni e incentivi per favorire l’implementazione del piano.

Il 23 marzo 2021 il programma è stato presentato in videoconferenza ai dipendenti dell’agenzia. In questa occasione la mobility manager, Ketty Lorenzet, ha illustrato i risultati del questionario rivolto ai dipendenti Arpav per conoscere le caratteristiche degli spostamenti casa-lavoro, la diffusione dell’uso della bicicletta, gli ostacoli all’utilizzo del trasporto pubblico locale e la propensione al cambiamento verso una mobilità a impatto zero o una mobilità condivisa.

I risultati dell’analisi sugli spostamenti casa-lavoro

Nel piano sono stati elaborati i risultati espressi dal 46% dei dipendenti, operativi in 18 sedi nel territorio regionale, dei quali solo il 30% ha origine e destinazione all’interno del proprio comune, il 40% lavora nella propria provincia e il 25% extraprovincia. Sono state analizzate le direzioni percorse nel tragitto casa-lavoro, dalle quali emergono 264 diverse opzioni, da elaborare successivamente per individuare percorsi comuni e proporre alternative comuni come il “car-pooling”.

Tra i mezzi usati per lo spostamento prevale l’automobile (51% del totale), seguita dal trasporto pubblico locale (11% in treno/tram e 5% in bus/pullman), con un notevole utilizzo della bicicletta (15% del totale) e del percorso a piedi (12% del totale). Per quanto riguarda l’intermodalità 1/3 dei dipendenti dichiara di cambiare tre mezzi diversi per recarsi al lavoro, il 13% due mezzi, il 56% un solo mezzo (in prevalenza l’automobile).

Per quasi il 40% dei dipendenti intervistati la distanza eccessiva dal luogo di lavoro non consente l’uso della bicicletta, inoltre la gestione degli impegni familiari è limitante per il 17% dei dipendenti e la mancanza di piste ciclabili e percorsi sicuri è emersa nel 16% delle risposte. Per il 26% dei dipendenti la gestione degli impegni familiari e l’accompagnamento dei figli a scuola non consente l’uso del trasporto pubblico locale, inoltre il 25% dichiara che i servizi sono assenti o poco frequenti.

Il 40% dei dipendenti abbandonerebbe l’auto per un anno a favore del trasporto pubblico locale anche senza la concessione di un incentivo e vorrebbe ricevere buoni per l’acquisto di un abbonamento al trasporto pubblico o di una bicicletta elettrica oppure di altri servizi come l’attivazione del telelavoro, l’utilizzo della flotta aziendale per spostamenti missione-casa-lavoro, una maggiore flessibilità degli orari e la disponibilità di uno spogliatoio. Il 22% dei dipendenti è favorevole “car-pooling”, cioè condividere l’auto in almeno tre persone.

Le iniziative per promuovere la mobilità sostenibile

Tra le iniziative più rilevanti in corso si segnalano: l’incentivazione dell’utilizzo dei mezzi pubblici estendendo la convenzione con Trenitalia agli altri vettori del trasporto pubblico regionale; l’integrazione della polizza assicurativa con la copertura infortuni in bicicletta; la stipula di convenzione con Ocrad (organismo della Regione del Veneto che offre attività culturali, ricreative e di assistenza per i dipendenti regionali, estendendole ai dipendenti Arpav e alle proposte di mobility manager); l’attivazione di specifiche convenzioni con i gestori dei parcheggi privati per i dipendenti che non possono raggiungere il luogo di lavoro con mezzo diverso dall’autovettura.

Nel corso del  2021 si prevede inoltre di: attivare il “bike to work”, con un incentivo km per chi usa la bicicletta; proporre il “car-pooling” riducendo l’utilizzo individuale del mezzo privato; supportare le decisioni per adottare misure organizzative per favorire il benessere dei dipendenti, come la flessibilità dell’orario e il lavoro agile; diffondere la conoscenza delle buone pratiche proseguendo i progetti con le scuole sulla mobilità sostenibile e l’inquinamento atmosferico; programmare momenti di formazione dedicati alla mobilità aziendale sostenibile; proseguire l’impegno a fare rete tra i mobility manager delle Arpa per condividere le buone pratiche e organizzare eventi di educazione e promozione della mobilità sostenibile.

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