Aria, le Agenzie di Emilia-Romagna e Lazio collaborano con la Nasa

Il progetto Maia studierà il particolato e i suoi effetti sulla salute umana.

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Progetto Maia

Arpae Emilia-Romagna e Arpa Lazio (oltre al Dipartimento di epidemiologia del Ssr Lazio) partecipano a un progetto sponsorizzato dalla Nasa per studiare gli effetti sulla salute umana dell’inquinamento atmosferico prodotto da diversi tipi di particolato. 

Il progetto Maia (Multi-Angle Imager for Aerosols), attualmente in fase di sviluppo, combinerà le misurazioni satellitari delle proprietà degli aerosol atmosferici e quelle in superficie delle concentrazioni di particolato (PM). 

Sono previsti studi sulle connessioni tra inquinanti nell’aerosol e problemi di salute, come malattie cardiovascolari e respiratorie ed esiti del parto, per numerose aree target primarie che comprendono le principali città di Stati Uniti, Europa, Medio Oriente, Africa e Asia.


Il progetto Maia

Il progetto Maia (https://maia.jpl.nasa.gov/) è guidato dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa nel sud della California. Il team include personale del Jpl, di altri centri Nasa e di diverse università, organizzazioni di ricerca federali, agenzie governative e partner internazionali.

Il cuore dello strumento satellitare Maia è una fotocamera digitale specializzata che acquisirà misurazioni multiangolari, multispettrali e polarimetriche della luce solare diffusa dalla superficie e dall’atmosfera terrestre. L’elaborazione al computer delle immagini satellitari genererà informazioni sulle caratteristiche fisiche dello strato di inquinamento atmosferico, come la quantità di particelle e la loro distribuzione dimensionale. 

Il satellite verrà inviato nell’orbita terrestre a un’altitudine di 740 km. Il lancio è previsto per il 2022 e si prevede che la raccolta dei dati continui almeno fino a dicembre 2025.

Immagine: General Atomics Electromagnetic Systems

La fotocamera orientabile di Maia consentirà la raccolta di immagini multiangolari su un ampio campo di osservazione. Integrando le osservazioni satellitari con le misurazioni effettuate a terra dai sistemi di monitoraggio del PM, sarà possibile generare mappe del PM e dei suoi principali componenti chimici, inclusi solfato, nitrato, carbonio organico, carbonio elementare e polvere, con una risoluzione di 1 km all’interno delle aree target individuate per lo studio. Una di queste si trova in Italia e copre un’area che si estende da Roma a Bologna.

I dati su nascite, decessi e ricoveri verranno utilizzati da un team di epidemiologi per studiare gli effetti sulla salute nelle aree target primarie. Sono state inoltre identificate più di venti aree target secondarie per studi sulla qualità dell’aria e sul clima.

Vai alla notizia sul sito di Arpae Emilia-Romagna

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