Le pillole di sostenibilità di Arpa Toscana: andare a scuola in modo sostenibile

La quinta pillola di sostenibilità contiene alcune buone pratiche da adottare nel tragitto casa-scuola

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Scuole chiuse, scuole aperte: questo è il grande dilemma del corrente anno scolastico, ripartito a settembre con i migliori propositi, ma il cui destino continua ad essere segnato dall’emergenza sanitaria e dai suoi sviluppi. Insomma un anno scolastico incerto come incerte alcune questioni nodali collegate, in primis quella del trasporto casa-scuola che, nella scelta ad esempio di aprire o meno le scuole superiori, ha giocato un ruolo primario.

La nostra quinta pillola di sostenibilità si inserisce proprio in questo ambito, suggerendo alcuni consigli per raggiungere la scuola senza danneggiare troppo l’ambiente e apportando benefici alla salute: suggerimenti validi principalmente per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, dove il ruolo dei genitori è più incisivo, ma spunti di riflessione anche per i ragazzi più grandi.

Attenzione però: i consigli contenuti nella pillola non sono tutti ugualmente attuabili in questo momento, a causa delle restrizioni e dell’esigenza di distanziamento fisico, ma ci auguriamo che, superata l’emergenza, possano essere presi tutti quanti in considerazione come alternative all’uso dell’auto privata.

andare-scuola

L’uso quotidiano dell’auto nel tragitto casa-scuola genera infatti molti problemi ai bambini ed anche alle nostre città.

  • In primo luogo, accompagnando i bambini in auto, si contribuisce a creare caos davanti alle scuole e congestione nelle aree residenziali limitrofe, con impatti negativi anche sulla sicurezza delle strade.
  • Usando l’auto, inoltre  si inquina l’aria, sia fuori sia dentro l’abitacolo. Il traffico autoveicolare, ad esempio, è una delle prime sorgenti di biossido di azoto, gas irritante per l’apparato respiratorio e per gli occhi, che può causare bronchiti fino anche a edemi polmonari e decesso. La correlazione tra questo inquinante e il traffico è stata tra l’altro oggetto del progetto di educazione ambientale Cleanair@school, che è andato proprio e studiare la qualità dell’aria nei pressi di alcune scuole e ad approfondire il tema della mobilità sostenibile come una delle possibili soluzioni all’inquinamento delle città.
  • La scarsità di attività indipendente all’aria aperta limita le opportunità di crescita autonoma dei bambini e le occasioni di socializzazione con i coetanei. La conquista dell’autonomia è invece una tappa fondamentale nella crescita psicofisica dei bambini, che quotidianamente devono acquisire conoscenze e fare esperienza in modo tale che giunga, il prima possibile, il momento in cui possano muoversi in autonomia in città.
  • La mancanza di regolare attività fisica porta infine al sovrappeso che, in età pediatrica, predispone al rischio di malattie cardiovascolari. Andare a piedi o in bici nel tragitto casa-scuola risulta un valido aiuto per fare attività motoria e contrastare la sedentarietà, soprattutto “in un momento in cui molte attività sportive di gruppo per bambini e adolescenti sono limitate a causa dei provvedimenti anti-Covid”, come ha affermato il presidente della Società italiana di Pediatria in occasione del lancio della campagna “Ma che freddo fa? Dai pedala!”promossa insieme a FIAB. 

La pillola di sostenibilità di ARPAT suggerisce quindi alcune semplici alternative all’auto, come l’andare a piedi o in bici, usufruire dei servizi di pedibus o trasporto scolastico comunale o ancora lo sharing con altre famiglie.

Per scegliere fra le varie opzioni di trasporto, possiamo anche lasciarci guidare da questa infografica, andando a guardare le emissioni di CO2 e misurando così l’impatto ambientale delle nostre diverse scelte.

Per operare un cambiamento nelle abitudini di spostamento e trasporto giocano però un ruolo chiave anche le iniziative pubbliche che possono incentivare e favorire certi comportamenti. I comuni in primo luogo, tra le misure dei propri PUMS o PAC, possono prevedere la chiusura delle strade in prossimità delle scuole e quindi la costruzione di percorsi sicuri casa-scuola, di piste ciclabili o promuovere e finanziare progetti di pedibus, o ancora, come fatto a Livorno con il progetto MODI’, premiare gli studenti che scelgono la bicicletta per gli spostamenti casa-scuola

Come ha detto il Ministro Costa intervenendo alla presentazione del 5° rapporto dell’Osservatorio nazionale infrastrutture, sicurezza e mobilità per le due ruote in campo ambientale, “i veri educatori degli adulti sono oggi i bambini, i ragazzi, la sensibilità dei figli è maggiore di quella dei genitori, e parlare con loro vuol dire cambiare le abitudini, cambiare i paradigmi, investire e credere in un futuro diverso”. 

Lasciamoci quindi guidare dai nostri figli partendo anche da un’azione quotidiana come quella del trasporto verso la scuola, che li vede, per l’appunto, attori protagonisti.

Le pillole di sostenibilità

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