Le pillole di sostenibilità di Arpa Toscana: curare il giardino in modo sostenibile

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Negli ultimi mesi, abbiamo imparato ad apprezzare e a prenderci cura degli spazi verdi e all’aperto delle nostre abitazioni. La pandemia in atto ci ha infatti costretti a ripensare l’organizzazione delle nostre case in funzione di nuove esigenze e anche un giardino o un balcone, se pur piccolo, hanno acquisito un’importanza unica, per godere dell’aria aperta o riscoprire i piaceri del pollice verde o ancora per coltivare in proprio ortaggi e frutti (ed evitare magari code al supermercato..).

A tal proposito, un monitoraggio svolto da Coldiretti durante il lockdown della scorsa primavera aveva proprio evidenziato un’impennata degli acquisti di semi, piantine, fertilizzanti e strumenti domestici per la coltivazione in proprio.

Preme ricordare in questo contesto anche la funzione che i giardini e orti privati possono svolgere insieme a tutte le altre infrastrutture verdi delle città, dalle alberature stradali ai sistemi di pareti e coperture verdi degli edifici, dai giardini pubblici ai parchi. Il verde urbano nel suo insieme fornisce infatti una molteplicità di servizi ecosistemici che risultano tanto più rilevanti in questo particolare momento storico in cui dobbiamo pensare alla ripresa post emergenza: le aree verdi contribuiscono ad esempio al miglioramento della qualità dell’aria e alla riduzione dell’inquinamento, alla regolazione del microclima locale e alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico, alla tutela delle acque e al controllo dei deflussi superficiali, alla salvaguardia della biodiversità dell’ambiente urbano, migliorano il paesaggio urbano e contribuiscono al benessere e alla tutela della salute dei cittadini. Non per altro leinfrastrutture verdi sono state inserite tra i 7 obiettivi strategici della rigenerazione urbana secondo il modello delle green city.

Ma se un balcone o un giardino fiorito sono una fonte di piacere, ricchezza e benessere per chi li vive, allo stesso tempo possono facilmente diventare una fonte di inquinamento e di spreco se non si adottano corretti accorgimenti. È per questo che abbiamo pensato di dedicare il secondo numero della collana Pillole di sostenibilità alla cura degli spazi verdi delle nostre case.

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Un primo aspetto a cui prestare attenzione è senza dubbio quello dei rifiuti, sia quelli che possiamo usare per prenderci cura delle piante, sia quelli che produciamo attraverso la loro manutenzione.

Secondo i dati pubblicati lo scorso mese di ottobre da ARRR, in Toscana nel 2019 sono state prodotte 372.055,55 tonnellate di rifiuti organici, una media di 99 kg a persona l’anno. Questi rifiuti, composti tra gli altri da scarti di cucina e avanzi di cibo, possono facilmente diventare fertilizzante se utilizzati in una compostiera.

Per quanto riguarda gli sfalci e le potature che produciamo attraverso la manutenzione dei nostri spazi verdi (secondo i dati ARRR nel 2019 una media di 34 kg a persona), dobbiamo prestare attenzione a disfarcene correttamente, verificando con il gestore dei rifiuti urbani le giuste modalità di smaltimento (ad es: cassonetto del verde, isole ecologiche, ritiro a domicilio).

Per quanto riguarda la pratica dell’abbruciamento di sfalci e potature, che è consentita nel rispetto di alcune condizioni e limiti previsti dalle norme nazionali, regionali e comunali, ricordiamo la brochure della serie Chi fa cosa in Toscana che abbiamo dedicato all’argomento.

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