Continua il processo di miglioramento della qualità dell’aria in Puglia

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Belvedere Garganico
Belvedere Garganico - Puglia - Biodiversità - foto di Margherita Giugie

Continua il processo di miglioramento della qualità dell’aria in Puglia”. Ad annunciarlo èVito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, dopo la presentazione on line del primo “Rapporto nazionale sulla qualità dell’aria” relativo all’anno 2019 da parte del Sistema nazionale per la protezione ambientale (Snpa).

In Puglia, nel 2019, come già nel 2018, non sono stati superati i limiti normativi per nessuno degli inquinanti dell’ “aria ambiente” Unica eccezione è rappresentata dall’Ozono che tuttavia ha caratteristiche peculiari, rispetto alle altre sostanze normate dalla legislazione comunitaria e nazionale. La sua formazione, infatti, è favorita dalla collocazione geografica, cioè dalla maggiore insolazione tipica delle regioni del Sud. Nel resto d’Italia la situazione è molto variegata.

Le criticità maggiori sono legate alle concentrazioni di particolato atmosferico e biossido di azoto. Elevati valori di questi due inquinanti si registrano soprattutto nel bacino padano. Anche la zona della Valle del Sacco (in Lazio) e, in parte, quella dell’agglomerato di Napoli e Caserta, sperimentano situazioni sfavorevoli per il PM10, in corrispondenza di condizioni meteo-climatiche invernali, che favoriscono l’accumulo degli inquinanti.

In Puglia si consolida il trend di miglioramento della qualità dell’aria.“Il miglioramento della qualità dell’aria, in media, nel 2019 – ha dichiarato il direttore generale di ARPA Puglia, Vito Bruno – è il frutto del combinato disposto di controlli più numerosi, innovazione tecnologica nelle attività produttive, ed una maggiore sensibilità per la tutela ambientale che ci auguriamo continui a crescere tra cittadini e operatori economici. Bisogna tenere alta l’attenzione e proseguire in questa direzione, mantenendo costante il livello qualitativo di monitoraggi e di controlli”.

Polveri sottili, PM10

Per quanto riguarda il PM10, come già negli anni precedenti, anche nel 2019 il limite annuale e il limite giornaliero di concentrazione di queste polveri sottili, in Puglia, sono stati rispettati in tutti i siti. Il valore medio registrato sul territorio regionale è stato di 21 microgrammi per metro cubo (μg/m3), in linea con il dato del 2018 (in cui la media annuale era stata di 22 μg/m3). Dal 2010 si registra una tendenziale diminuzione delle concentrazioni di questo inquinante, con un valore mediano dei trend di PM10 in calo di 0,25 μg/m3 l’anno.

Polveri sottili, PM2.5

Anche per quanto riguarda le polveri sottili più pericolose per la salute umana, il PM2.5, (capaci di penetrare nell’apparato respiratorio raggiungendone il tratto più profondo, sino agli alveoli polmonari), nel 2019, in Puglia il limite di concentrazione media annuale di 25 μg/m3 non è stato superato in nessun sito della rete di monitoraggio della Puglia. La media regionale è stata di 12 μg/m3. (Il valore più elevato (18 μg/m3) è stato registrato nel sito di Torchiarolo-Don Minzoni). Come per il PM10, anche per il PM2.5 si osserva una generale tendenza alla diminuzione con un valore mediano dei trend di PM2.5 in calo di 0,16 μg/m3 all’anno. (Le diminuzioni più rilevanti sono quelle di Bari-Caldarola (-0.8 μg/m3) e di Modugno EN02 (-0.9 μg/m3).

Biossido di azoto (NO2)

Per quanto riguarda il Biossido di azoto (NO2), prodotto da processi industriali e dagli scarichi dei motori a combustione interna, nel 2019 in Puglia non è stato superato in nessuna stazione di monitoraggio il limite annuale di concentrazione (pari a 40 μg/m3). Il valore più elevato è stato registrato nella stazione di Bari- Caldarola, il più basso nel sito San Severo – Azienda Russo. Anche nella stazione Bari – Cavour è stata registrata una concentrazione elevata (34 μg/m3). La valutazione dell’andamento delle concentrazioni nel tempo, mostra una generale tendenza alla diminuzione in tutte le province pugliesi. La diminuzione più rilevante (-4.6 μg/m3) si è registrata nel sito Bari-Cavour.

Benzene

In nessun sito di monitoraggio pugliese è stata registrata una concentrazione superiore al limite annuale di 5 μg/m3 di Benzene, dall’accertato potere cancerogeno. La media delle concentrazioni è stata di 0,6 μg/m3, ampiamente al di sotto del limite di legge. (La concentrazione più alta (1,4 μg/m3) è stata registrata nel sito Bari- Cavour).

Monossido di carbonio (CO)

Allo stesso modo, per il Monossido di carbonio, in nessun sito è stata superata la concentrazione massima di 10 μg/m3 , calcolata come media mobile sulle 8 ore.

Ozono

Infine, come negli anni precedenti, la presenza di Ozono in Puglia è stato superato su tutto il territorio regionale a conferma del fatto che la Puglia, per la propria collocazione geografica, è soggetta ad elevati valori di questo inquinante.

LA QUALITÀ DELL’ARIA IN PUGLIA DURANTE IL LOCKDOWN

Il provvedimento di lockdown adottato nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 dal Governo Italiano per il contenimento e la gestione della pandemia da Covid-19, ha generato un sensibile calo delle concentrazioni di inquinanti nell’aria.

NO2 –Andamento delle concentrazioni nel 2020, con evidenziazione del periodo di lockdown e raffronto con gli anni precedenti

Gli effetti maggiori, in Puglia, si sono riscontrati per gli inquinati traccianti dalle emissioni veicolari, quali l’ NO2 e il Benzene. Per l’NO2, il calo di concentrazione è evidente in tutti i siti analizzati. Anche per il Benzene si osserva una generalizzata riduzione di concentrazione durante il periodo di lockdown, che persiste anche nei mesi successivi specie nelle stazioni di Bari, Brindisi e Lecce. Per il PM10 e PM2.5 il calo di concentrazione dovuto alle misure restrittive è meno evidente. Questi inquinanti, d’altra parte, dipendono da molteplici variabili quali le condizioni meteoclimatiche, le avvezioni di polveri desertiche o le reazioni tra precursori. Tuttavia, per il PM10 si osserva, in ogni stazione, una lieve diminuzione delle concentrazioni nel mese di aprile (in pieno lockdown), che continua ad essere osservata anche nei mesi di giugno, luglio e agosto 2020.

Il Rapporto SNPA sulla qualità dell’aria

Le presentazioni illustrate durante l’evento

Rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente sulla qualità dell’aria

Report di Ispra e delle Arpa/Appa sulla qualità dell’aria

Dati sulla qualità dell’aria pubblicati da Ispra e dalle Arpa/Appa

Notizie sulla qualità dell’aria

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