Dieci anni di applicazione della direttiva IPPC in provincia di Verona: bilanci e prospettive future

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Camino controllo AIA
Camino controllo AIA

Nella provincia di Verona le ispezioni ambientali integrate effettuate da ARPA Veneto nelle aziende soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), ai sensi della Direttiva IPPC, sono iniziate nel 2010.

L’esperienza fin qui maturata merita una riflessione che ponga l’attenzione sulle principali inottemperanze e criticità emerse e sugli interventi di adeguamento richiesti per il loro superamento, sui miglioramenti che l’approccio di prevenzione e controllo integrati dell’inquinamento hanno apportato ma anche sui limiti e le carenze che l’attuale normativa ambientale ancora sconta e, infine, su eventuali tematiche e problematiche emergenti.

L’approccio di prevenzione e controllo integrati, pur se maggiormente oneroso per risorse e specializzazioni richieste per l’autorità di controllo, ha permesso di ottenere alcuni risultati importanti:

  • una maggiore attenzione ai processi piuttosto che alle sole emissioni garantiscono certamente una miglior prevenzione dell’inquinamento e risposte più pronte in caso di emergenza o incidenti;
  • l’inserimento nella relazione di servizio finale, riassuntiva degli esiti dell’attività ispettiva, di un paragrafo sulle criticità che non costituiscono inottemperanza alle prescrizioni AIA e sulle proposte di miglioramento ha innescato, per molti gestori, un meccanismo di miglioramento; 
  • gli esiti delle ispezioni hanno determinato in molti casi l’aggiornamento dell’AIA, con inserimento di prescrizioni specifiche e di modifiche al Piano di Monitoraggio e Controllo tali da rendere l’atto autorizzativo più aderente alla realtà aziendale e migliorare la gestione e il controllo degli aspetti critici; 
  • il progressivo adeguamento (sia tecnologico che gestionale) dei processi produttivi e degli impianti di trattamento, in aderenza alle BAT di settore e in alcuni casi grazie alle specifiche richieste dell’autorità di controllo, sta portando in molti settori ad un miglioramento delle perfomance ambientali.

D’altro canto, stante l’imprescindibile obiettivo di conseguire un livello elevato di protezione dell’ambiente, l’applicazione della Direttiva in provincia di Verona lamenta certamente ancora diversi aspetti di criticità:

  • risulta ancora considerevole il numero di installazioni autorizzate in regime di AIA provvisoria, con un conseguente protrarsi nel tempo dell’esercizio di stabilimenti IPPC in assenza di prescrizioni ambientali e di monitoraggio specifiche (in aderenza alle BAT di settore); 
  • sono ancora numerosi gli ambiti in cui la normativa ambientale di riferimento risulta incerta e carente, tra i quali: impatto odorigeno delle attività produttive, criteri di cessazione della qualifica di rifiuto e valori limite di emissione di inquinanti emergenti;
  • l’analisi delle principali criticità rilevate ha evidenziato quanto sia diffusa e trasversale, rispetto alle diverse attività presenti nel territorio, la tematica degli odori;
  • sono stati numerosi, negli ultimi anni, i casi di incendio che hanno coinvolto impianti di gestione rifiuti in regime di AIA, in particolare pericolosi: a tal proposito, la Regione Veneto ha recentemente pubblicato specifiche “Linee guida per la prevenzione degli incendi in impianti che trattano e/o stoccano rifiuti”, la cui reale efficacia potrà essere valutata solo nei prossimi anni;
  • il settore dell’allevamento intensivo, specialmente di pollame, conta centinaia di installazioni di medie o piccole dimensioni spesso a conduzione familiare che hanno difficoltà ad ottemperare completamente alla complessità della normativa;
  • l’importanza assegnata dalla Direttiva al sistema degli autocontrolli, in quanto responsabilizzazione dell’attività del gestore, in molti casi si è trasformata in un efficace e virtuoso strumento di miglioramento delle performance ambientali. Sono tuttavia ancora molte le situazioni in cui l’autocontrollo è vissuto ancora come un’inutile ed onerosa imposizione; in tali casi continua a rimanere essenziale ed imprescindibile l’attività di vigilanza operata dall’autorità di controllo.

Per approfondire: https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/293

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