Mobilità, consumo di suolo e sostenibilità

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Spazi tolti al traffico - Poetto (CA)
Spazi tolti al traffico - Poetto (CA) - Sardegna - Mobilità sostenibile - foto di Giuliano Saiu

Giovanna Martellato, architetto e mobility manager di ISPRA, pone alcune domande ad esperti in diversi campi per un contributo ad una visione integrata e consapevole di una ‘mobilità nuova’ a scala regionale, come le esperienze internazionali tese ad incentivare la compatibilità dei sistemi di trasporto tra le aree con alto livello di integrazione ci insegnano (Lerner & Associates, 2015)1.

In questa intervista al dott. Alberto Rutter urbanista ed esperto di mobilità e riequilibrio modale dei trasporti si approfondisce l’importanza della mobilità elettrica nel trasporto pubblico, la relazione con la mobilità dolce, con un focus all’area nord-est dell’Italia e il possibile sviluppo dei PUMS. [in fondo pagina l’intervista in versione integrale]

Martellato: Perché è necessaria una visione integrata della mobilità e del consumo di suolo, più in generale dell’ambiente?

Rutter: L’approccio concettuale che dovrebbe favorire la pianificazione e la progettazione della mobilità e dei trasporti, ,,-che costituiscono un tassello fondamentale dell’urbanistica e del governo del territorio-, dovrebbe tradursi in norme e scelte equilibrate e razionali, favorenti una visione sistemica integrata della mobilità e dei trasporti, basata sull’utilità bilanciata ed armonica delle diverse modalità di trasporto. Ciò è davvero fondamentale in Italia, ove per decenni ha prevalso la politica dello squilibrio modale dei trasporti, che ha trasformato città ed insediamenti (e circondari urbani), da realtà urbane a misura d’uomo a realtà …

Martellato: Dunque una visione integrata della mobilità e del consumo di suolo e in relazione all’ambiente è necessaria per gestire i danni provocati nei decenni dallo squilibrio modale verso il trasporto privato su gomma e la perdita del patrimonio delle infrastrutture ferroviarie esistenti.

Quale è il rapporto tra il processo di dismissione delle sedi ferroviarie e la pianificazione della mobilità dolce (piste ciclabili) in ambito urbano e in ambito regionale? Quale dovrebbe essere per una mobilità nuova?

Rutter: La risposta è immediata: c’è un rapporto conflittuale, troppo spesso meramente connesso a momentanei interessi elettorali e/o volto a enfatizzare il richiesto dinamismo delle Pubbliche Amministrazioni comunali e regionali coinvolte…

Martellato: Quindi prosegue un rapporto di sostituzione della mobilità ciclabile a quella ferroviaria dismessa, invece di favorire la complementarietà dei due sistemi di mobilità. La proposta è quella di un aggiornamento del sistema ferroviario obsoleto ad un servizio moderno di tipo tram-treno suburbane ed extraurbane e un indirizzo tecnico che preveda la presenza del tracciato ciclabile parallelo a quello della ferrovia.

Il Green Deal Europeo per la mobilità sostenibile punta molto sulla mobilità elettrica, quale è la potenzialità della mobilità elettrica su ferro ed in particolare delle soluzioni tranviaria in determinati ambiti urbani e regionali?

Rutter: In generale, innanzi tutto, per lo meno i mezzi delle modalità di trasporto terrestri che ricorrano alla trazione elettrica richiedono costi di esercizio e di manutenzione ridottissimi rispetto a quelli a trazione termica…

Martellato: Considerare le potenzialità dell’efficienza dei motori elettrici, fatto salvo l’evoluzione tecnologica che assicuri un ciclo di vita certo e sostenibile delle batterie, una pianificazione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto pubblico frutto di equipe multidisciplinari di professionisti e l’integrazione a livello regionale con altri sistemi. Un PUMS che coordini le soluzioni e garantisca l’integrazione modale adeguata anche all’ultimo miglio. Questi potrebbero essere fattori che sostengono lo sviluppo di una filiera dell’elettrico su cui vuole investire il Green Deal.

Vi sono progetti pilota di tranvia affiancata a una pista ciclabile?

Rutter: Mi riconnetto per un attimo a quanto esposto nel rispondere alla seconda domanda, in riferimento al progetto delle Ferrovie dello Stato Italiane risalente a circa trent’anni fa inerente la trasformazione di ferrovie a scarso traffico o a domanda variabile di trasporto in moderne linee tranviarie suburbane ed extraurbane (oppure, in specifici casi, in linee “interoperabili”, espletanti servizi tranviari passeggeri e servizi ferroviari merci; soluzioni plausibili, nell’era dell’elettronica)...

Martellato: Come risulta dalla descrizione del caso specifico della ferrovia Pontebbana in Friuli Venezia Giulia, le opportunità di sviluppare un tale progetto sembrano quindi non essere state ancora sfruttate, nonostante le possibilità offerte dalle moderne tecnologie dei trasporti e della comunicazione di costruire e sviluppare una mobilità nuova su scala regionale che possa fornire servizi, interoperabili se necessario, di mobilità delle persone e dei beni, anche a fini di sviluppo turistico.

Anche in questo caso un possibile ruolo per il PUMS per grandi comuni e reti di comuni (unioni) potenziali generatori di mobilità di lavoro e turistica per indirizzare al riequilibrio modale, sviluppando le potenzialità del trasporto ferroviario esistente e della Sharing mobility.

Art-intev-di-Alberto-Rutter

1 Strategic Plan for the Integrated Urban Development of the Metropolitan Region of Rio de Janeiro, Elaborato dallo Sudio di J. Lerner & Assiates con Quanta Consulting, con il sostegno della Worl Bank

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