Roghi di impianti rifiuti in Calabria: Dg Arpacal, siamo sotto attacco criminale

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“E’ fin troppo evidente che la Calabria in queste settimane sia sotto un vero e proprio attacco criminale- ambientale al quale dobbiamo necessariamente, tutti insieme, rispondere nella maniera più opportuna facendo squadra. I diversi incendi che hanno interessato gli impianti di trattamento o stoccaggio di rifiuti, a Siderno (RC) come a Motta San Giovanni (RC), a San Gregorio d’Ippona (VV) come a San Giovanni in Fiore (CS), a Corigliano-Rossano (CS) così come quello di ieri a Squillace (CZ), non possono essere considerati una mera casualità. E’ per questo che stiamo preparando, anche su input dell’assessore regionale all’Ambiente Sergio de Caprio, un nuovo piano operativo per fronteggiare le emergenze ambientali, con uno sguardo che sia non solo più ampio dal punto di vista territoriale, coinvolgendo le diverse professionalità della nostra agenzia indipendentemente dai loro dipartimenti di appartenenza, ma anche multidisciplinare”. 

Domenico Pappaterra

E’ quanto dichiarato dal Direttore generale dell’Arpacal, dr. Domenico Pappaterra, in merito agli ultimi eventi criminali che hanno interessato alcuni impianti di trattamento o stoccaggio di rifiuti in Calabria nei quali l’agenzia ambientale calabrese è intervenuta prontamente per dare il suo supporto tecnico-scientifico alle autorità che sul posto hanno provveduto a contenere e spegnere gli incendi.

E’ stata una vera e propria escalation da agosto scorso all’altro ieri in Calabria. Dapprima un incendio che ha interessato una discarica in comune di Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, per poi passare, in un macabro tour regionale tra gli impianti rifiuti attaccati dalle fiamme, a Corigliano Rossano e San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza, per poi interessare la scorsa settimana Siderno, in provincia di Reggio Calabria, e poi San Gregorio d’Ippona, nel Vibonese, e Squillace in provincia di Catanzaro.

Negli impianti interessati dalle fiamme nel cosentino (San Giovanni in Fiore e Corigliano-Rossano), il servizio tematico Aria del dipartimento Arpacal di Cosenza è intervenuto oltre che per un sopralluogo tecnico nell’immediatezza dell’evento, anche con il posizionamento di un laboratorio mobile all’interno dello stabilimento interessato dal rogo per effettuare il monitoraggio della qualità dell’aria a seguito del verificarsi dell’incendio. Gli inquinanti monitorati sono stati: biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2), monossido di carbonio (CO), Benzene, particolato atmosferico PM10, particolato atmosferico PM2,5, e ha riguardato un periodo di tempo di circa un mese.

In provincia di Reggio Calabria, per gli incendi a Motta San Giovanni e Siderno, il servizio tematico Aria ha svolto diversi interventi sui luoghi dell’evento, e solo il prolungato controllo suoi luoghi dell’incendio ha potuto fare evidenziare alle autorità competenti, nel caso di Motta San Giovanni, come, sebbene l’incendio fosse superficialmente spento, le fiamme continuassero a bruciare in profondità provocando le esalazioni che la cittadinanza denunciava di sentire. A Siderno, invece, con la collaborazione dell’Arpa Sicilia – dipartimento di Messina – è stato possibile installare in tempi brevi un campionatore ad alto volume per misurare gli inquinanti in atmosfera. I risultati delle analisi, che saranno eseguite nei laboratori del dipartimento di Palermo dell’Arpa Sicilia, saranno resi noti nei prossimi giorni.

A San Gregorio d’Ippona come a Squillace i tecnici Arpacal, rispettivamente del dipartimento di Vibo Valentia e di Catanzaro, come per gli interventi precedenti che si sono ripetuti nelle altre province, rapportandosi con il comandate dei Vigili del fuoco che stava coordinando le operazioni di spegnimento dell’incendio, hanno fornito indicazioni ai Sindaci per l’emanazione delle ordinanze di emergenza ai cittadini. Tenere le imposte chiuse, non consumare frutta e ortaggi coltivati negli orti che sono interessati dalla colonna di fumo e per un’area sufficientemente ritenuta di sicurezza, queste le raccomandazioni sollecitate. Tecnici che, oltre che misurare le emissioni in atmosfera, hanno dettato delle prescrizioni anche su come procedere al contenimento delle acque di spegnimento nelle aree interessate dall’incendio per evitare ripercussioni sull’ambiente circostante.

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