Broussonetia papyrifera anno 2020: seconda indagine sulla diffusione in Italia

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Fioritura di Broussonetia papyrifera. Foto di Pierluigi Verardo (Arpa FVG)

Grazie alle numerose stazioni di POLLnet (la rete di monitoraggio aerobiologico del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, SNPA) rimaste attive in Italia, nonostante le misure di riduzione di molte attività per il contenimento della pandemia, è stato possibile proseguire lo studio della diffusione della pianta infestante Broussonetia papyrifera (L.). L’analisi e la spazializzazione dei dati di abbondanza pollinica è stata incentrata nella settimana dal 16 al 22 aprile 2020, stesso periodo scelto nel 2019 per un analogo lavoro e caratterizzato dalla piena fioritura della pianta e da condizioni meteo favorevoli alla dispersione del polline. 

I dati sono stati elaborati con il metodo Kriging di spazializzazione cartografica, ottenendo così una mappa di presenza e abbondanza del polline.

Concentrazione di pollini di Broussonetia papyrifera, aprile 2020.

Rispetto al lavoro del 2019, quest’anno ulteriori stazioni hanno iniziato il monitoraggio del polline di Broussonetia, e ciò ha permesso di ottenere in certe aree un maggiore dettaglio sulla sua presenza. Tuttavia, va precisato che alcune stazioni storiche non sono attive in questo periodo a causa dell’emergenza sanitaria in atto, lasciando scoperte intere aree provinciali e regionali con una conseguente approssimazione dei valori indicati nella carta, queste zone sono evidenziate da righe trasversali. Il confronto col lavoro dell’anno precedente ha comunque permesso di valutare le variazioni di abbondanza per indagarne le cause.

Broussonetia papyriferaè una pianta di origine asiatica, introdotta in Europa nel XVII secolo per la produzione di carta e a scopo ornamentale, diventata presto infestante in alcune aree a causa di una diffusione pressoché incontrollata. I fiori maschili producono molto polline anemogamo (trasportato e diffuso dal vento) di piccole dimensioni, altamente allergenico (scheda pollen.com) e abbondante in aria da aprile a maggio. La sua allergenicità è conosciuta e studiata in estremo oriente dove è stata rilevata anche una sinergia tra allergene e inquinanti atmosferici. 

La mappa di diffusione della pianta mostra ancora che Broussonetia è molto abbondante sul Carso triestino, nel Veneto dai Colli Euganei alla Lessinia e nella città di Modena. Le città di Verona e Modena hanno registrato infatti valori di polline molto elevati.

I nuovi dati di Reggio Calabria, Cagliari e Potenza mostrano invece che al Sud la pianta non è presente.

Le concentrazioni polliniche risultano molto basse, fino quasi alla soglia di rilevabilità, a Novara e a Terni. In questa città, in effetti, è stata recentemente condotta un’opera mirata di eradicazione di questa specie, nell’ambito di un programma di lotta alla diffusione delle specie alloctone, e grazie alle segnalazioni della presenza del polline pervenute dalla locale sede Arpa. La pianta di Broussonetia infatti ha una capacità di diffusione più contenuta rispetto ad altre infestanti come la robinia e l’ailanto, per cui, una volta individuata, è possibile abbatterla e contenerne l’espansione, a vantaggio anche del contenimento degli allergeni diffusi dal polline. 

Il monitoraggio del polline di Broussonetia,come di altre specie aliene, è un efficace strumento per il controllo di questa specie esotica sul territorio, sia per le sue potenzialità allergeniche, sia per favorirne il censimento e l’eradicazione dalle aree pubbliche. A tale riguardo, va anche ribadito quanto sia importante la consapevolezza e la conoscenza delle piante allergeniche da parte delle amministrazioni locali nell’allestimento di are urbane verdi.

A cura di POLLnet, la rete per il monitoraggio aerobiologico del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Si ringrazia Irene Gallai di Arpa FVG per il lavoro di spazializzazione dei dati.

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