Salviamo il mare dalla plastica

L´inquinamento da plastica affligge il pianeta, i mari e gli oceani e le specie che in essi vivono. Nel Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica. Incentivando iniziative plastic free e con il disegno di legge Salvamare - licenziato dalla Camera e oggi all´esame del Senato - il ministero dell´Ambiente italiano ha tracciato un percorso rigoroso per limitare il marine litter. L'editoriale del ministro Sergio Costa per Ecoscienza 1/2020.

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Sergio Costa

L’inquinamento da plastica affligge il pianeta, i mari, gli oceani e le specie che in essi vivono. Quando pensiamo e parliamo del nostro mare, lo facciamo con la consapevolezza di chi sa di vivere in un paese unico: la superficie dell’Italia è infatti bagnata per due terzi dal mar Mediterraneo, un mare meraviglioso ma all’interno del quale, ogni anno, finiscono 570mila tonnellate di plastica.Si pensa siano inoltre almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno.

Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati più grandi di 25 cm, è costituito da plastica, il 41% di questi da buste e frammenti. Inoltre, come numerose ricerche hanno dimostrato, nel mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica; tra queste, 60 specie di pesci, 9 di uccelli marini e 5 di mammiferi marini, e tutte le specie di tartarughe marine presenti.

Questi dati non possono che ricordarci, se ancora ce ne fosse bisogno, l’emergenza che ci riguarda e coinvolge direttamente, e per la quale abbiamo il dovere e l’opportunità non solo di farci carico del problema, ma di diventare leader nella ricerca di soluzioni.

Come ministro dell’Ambiente, sin dai primi mesi del mio mandato ho dato priorità assoluta alle campagne contro l’utilizzo della plastica monouso: l’ho fatto nella consapevolezza dell’urgenza e necessità di limitare la quantità di rifiuti che giornalmente produciamo e che va ad inquinare i nostri mari. E così il 4 ottobre 2018, nel giorno di san Francesco d’Assisi patrono d’Italia e dell’ecologia, il ministero dell’Ambiente è diventato plastic free, dando il via a una buona pratica rivoluzionaria che, in poco più di un anno, ha coinvolto centinaia di realtà tra scuole, università, istituzioni nazionali e locali, associazioni, piccole aziende e multinazionali.

Tutti questi soggetti hanno preso un impegno formale per la messa al bando della plastica monouso. Voglio inoltre ricordare che nello stesso periodo il ministero dell’Ambiente, eliminando dalla propria sede le bottigliette di plastica, sostituite da borracce di alluminio distribuite a tutti i dipendenti e da erogatori di acqua alla spina, ha evitato l’utilizzo di oltre 100mila bottigliette.

Noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo dare per primi il buon esempio, ma ogni cittadino, nel proprio piccolo, deve essere consapevole che il cambiamento è possibile solo se parte dalle abitudini di ogni giorno, dall’educazione al rispetto dell’ambiente.

Con la legge Salvamare, licenziata nel mese di ottobre alla Camera e che mi auguro possa avere un iter celere al Senato, abbiamo coinvolto i pescatori dando loro la possibilità di portare i rifiuti nei porti, nei quali è previsto l’allestimento di specifici punti di raccolta. Sono orgoglioso del fatto che la prima legge di iniziativa di questo ministero si sia posta l’obiettivo di tutelare il mare.

Ma, come ho avuto modo di sottolineare precedentemente, le plastiche che inquinano il nostro mare non sono solo quelle visibili a occhio nudo: anche le microplastiche, particelle sotto i 5 millimetri, sono infatti responsabili dell’inquinamento marittimo e circa il 30% dei pesci ne è contaminato.
Per far fronte a questo enorme problema, quest’anno entrerà in vigore la norma approvata nella scorsa legislatura che mette al bando i prodotti per la persona contenenti microplastiche.

La direzione è tracciata e continueremo a lavorare con costanza e determinazione nella promozione di tutte le misure per limitare il marine litter, per potenziare le aree marine protette, per la difesa della costa, per la lotta agli inquinanti marini da idrocarburi. Lo facciamo nella consapevolezza che non abbiamo un pianeta B e che sarà possibile riparare i danni del passato soltanto attraverso un cambio radicale del nostro stile di vita. Un cambio che ci impone di mettere l’ambiente al centro di ogni idea di sviluppo e crescita. Se così non sarà, ai nostri figli lasceremo la devastazione che anni di utilizzo smodato delle risorse naturali, di inquinamento senza freni, sta continuando a produrre in vastissime aree della Terra.

Sergio Costa
Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

Leggi su Ecoscienza 1/2020

Un mare di rifiuti, servizio in Ecoscienza 1/2020

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Altre risorse in snpambiente.it, Marine strategy

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