Cessazione qualifica di rifiuto: le linee guida del Sistema nazionale per la protezione ambientale

Le novità normative introdotte sulla cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste) prevedono un sistema di controlli ex post sugli impianti autorizzati “caso per caso” dalle Regioni o dalle Province, attribuendone la competenza al Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente, che avrà un importante ruolo di garanzia

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Valeria Frittelloni

Di recente è stata modificata la normativa in materia di cessazione della qualifica di rifiuto (c.d. “end of waste”), introducendo ulteriori disposizioni all’art. 184-ter del DLgs 152/2006 (Codice dell’ambiente), tra cui quella che istituisce un sistema di controlli ex post sugli impianti autorizzati, cd autorizzazioni “caso per caso”, ovvero in mancanza di riferimenti normativi europei e nazionali, attribuendone la competenza al Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA).

A questo proposito Arpatnews ha rivolto alcune domane a Valeria Frittelloni, coordinatrice del gruppo di lavoro (di seguito GdL) sulle “Linee guida per l’applicazione della disciplina end of waste di cui all’art 184 ter comma ter del decreto legislativo n. 152/2006”.


Laurea in ingegneria per l’ambiente ed il territorio, lavora presso l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale dove oggi ricopre il ruolo di Responsabile del Centro nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare. Ha un’esperienza pluriennale nel settore dei rifiuti con specifiche competenze in materia di impianti e tecnologie relative al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti e nella predisposizione della normativa tecnica di settore. Partecipa a diversi Comitati tecnici per l’adeguamento al progresso tecnico scientifico di direttive europee presso la Commissione europea, tra cui la direttiva discariche e la direttiva veicoli fuori uso. Ricopre il ruolo di consulente tecnico della Commissione Bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati delle XVII e XVIII legislatura.


Quali sono le novità normative nel campo dell’end of waste?

La legge 128/2019 ha l’indubbio merito di aver sbloccato il rilascio delle autorizzazioni agli impianti di recupero di rifiuti; il precedente intervento normativo di modifica dell’art. 184 ter (avvenuto con la legge 14 giugno 2019, n. 44 di conversione in legge del Dl 32/2019, cd. “Sblocca cantieri”) aveva infatti subordinato il rilascio delle autorizzazioni al rispetto dei criteri indicati nei decreti ministeriali relativi al recupero dei rifiuti in procedura semplificata (DM 5/2/98, DM 161/2002 e DM 269/2005).

La nuova norma consente adesso alle Autorità competenti di individuare, caso per caso, criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto nel rispetto delle quattro condizioni individuate anche dalla norma comunitaria. Da questo punto di vista la norma anticipa il recepimento del pacchetto rifiuti allineando la norma italiana a quella europea e ai principi dell’economia circolare.

D’altro canto la norma istituisce un sistema di controlli ex post sugli impianti autorizzati “caso per caso” attribuendone la competenza al Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente (di seguito SNPA). Tale nuova competenza, da una parte riconosce al sistema un importante ruolo di garanzia della corretta applicazione della norma, dall’altra rappresenta un impegno e una sfida per il SNPA, sia per il numero di controlli da effettuare e per risorse da impiegare su tutto il territorio nazionale, che per la complessità tecnica dei controlli stessi.

Al fine di assicurare l’armonizzazione, l’efficacia e l’omogeneità dei controlli sul territorio nazionale previsti dalla norma, è stata elaborata la Linea guida del Sistema.

Qual’è stata l’esperienza all’interno del gruppo di lavoro, da lei coordinato, che ha predisposto le linee guida per la realizzazione dei controlli ex post sugli impianti autorizzati caso per caso?

Nell’ambito del programma triennale di attività era già costituito un gruppo di lavoro (di seguito GdL) per lavorare sulla tematica dell’end of waste proprio in considerazione delle criticità rilevate sul territorio in merito all’applicazione del Dl sblocca cantieri. L’entrata in vigore della L. 128 ha visto dunque il SNPA pronto ad affrontare il compito di redigere le Linee Guida (di seguito LG) che sono state realizzate in tempi davvero molto brevi, in considerazione della complessità tecnica della materia. Non posso che ringraziare tutti i colleghi che fanno parte del gruppo di lavoro che rendendosi disponibili praticamente senza sosta hanno consentito la predisposizione del documento nell’arco due mesi di lavoro.

Devo dire che nonostante la necessità di dover rispettare le scadenze imposte dal Legislatore il gruppo di lavoro ha potuto affrontare le criticità dei diversi aspetti applicativi della disciplina grazie alla competenza e all’esperienza dei colleghi coinvolti. La capacità di risposta dimostrata dal gruppo di lavoro ha, infatti, indotto il Consiglio SNPA a mantenere il GdL operativo a supporto delle attività di controllo dei colleghi sul territorio, nonché per proporre eventuali revisioni della LG alla luce dell’esperienza del primo anno di applicazione della norma.

Non posso, dunque, che ritenere l’esperienza di coordinamento molto positiva e stimolante.

Quali i capisaldi delle linee guida?

La linea guida si propone di fornire gli elementi utili alla realizzazione di un sistema comune di pianificazione ed esecuzione delle ispezioni nell’ambito dei processi di recupero o riciclaggio dei rifiuti da cui si producono materiali che hanno cessato di essere rifiuti.

Restituendo una prospettiva unitaria e trasparente del complesso tema della cessazione della qualifica di rifiuto, la linea guida si propone di dotare il SNPA di un approccio condiviso ed omogeneo sia in fase istruttoria, nel supporto alle Autorità competenti nel rilascio delle autorizzazioni, che in fase di controllo.

Il GdL ha ritenuto opportuno porre attenzione anche all’attività di istruttoria tecnica in fase di rilascio dell’autorizzazione per garantire un comportamento omogeneo delle Agenzie chiamate a supporto delle autorità competenti.

L’approccio innovativo utilizzato prende in considerazione le varie fasi del processo di recupero sia per l’attività istruttoria che per quella di controllo partendo dagli elementi di valutazione dei rifiuti in entrata all’impianto, del processo di recupero/riciclaggio ed infine dei prodotti in uscita.

Le linee guida sono improntate ad un principio di trasparenza che ritroviamo sia nella descrizione dettagliata delle procedure da seguire nell’attività di controllo anche laddove la norma non esplicitava alcuni elementi procedurali, sia nella metodologia per la scelta del campione degli impianti da sottoporre al controllo.

Secondo lei, le autorizzazioni rilasciate “caso per caso” dalle Regioni potrebbero portare a situazioni di difformità a livello nazionale? Il SNPA, proprio per la sua caratteristica di Sistema nazionale a rete, può svolgere un ruolo tendente a far sì che si garantisca una omogeneità di comportamenti? In che modo?

Certamente, la garanzia dell’omogeneità dell’applicazione della norma, per tutto quanto sopra evidenziato, risponde pienamente alla finalità della linea guida. Peraltro la ratio della norma, affidando al SNPA la competenza dei controlli sul territorio, è proprio quella di garantire attraverso il controllo ex post che le condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto siano applicate in modo uniforme sull’intero territorio nazionale.

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