Compostaggio locale: in Campania 150 mini-impianti per i comuni

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Produrre il compost dai rifiuti biodegradabili è diventato più facile in Campania. L’amministrazione regionale, infatti, ha promosso l’attuazione di un programma straordinario, articolato in cinque obiettivi operativi, riguardanti, tra l’altro «lo sviluppo e l’incentivazione del compostaggio di comunità per il trattamento della frazione organica dei rifiuti», prevedendo l’acquisto di compostiere di capacità di trattamento di 60 – 80 tonnellate all’anno e l’individuazione dei comuni a cui fornire tali compostiere. L’iniziativa rientra tra le azioni seguite all’approvazione, nel 2016, della legge regionale 14, “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti”.

In questi casi si parla di compostaggio locale, che può essere attivato e realizzato con la Denuncia di inizio attività, previa acquisizione del parere dell’Arpa Campania e predisposizione di un Regolamento di gestione dell’impianto. L’articolo 214, comma 7 bis del Testo unico ambientale prevede, poi, che il compostaggio aerobico riguardi i rifiuti biodegradabili derivanti da attività agricole e vivaistiche o da cucine, mense, mercati, giardini o parchi, raccolti nel comune dove i suddetti rifiuti sono prodotti e nei comuni confinanti che stipulano una convenzione di associazione per la gestione congiunta del servizio.

In pratica, per l’attivazione di questi mini impianti occorre il parere preventivo dell’Arpa Campania, fermo restando il rispetto di altre norme settoriali (urbanistica, norme antisismiche, ambientali, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, efficienza energetica nonché delle disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio). Infine, è obbligatorio per chi si avvale di questa procedura autorizzativa semplificata, che il compost prodotto dal compostaggio locale rispetti i parametri stabiliti dalla norma sui fertilizzanti (decreto legislativo 75/2010) per gli ammendanti compostati.

Il compostaggio locale, pur non risolvendo di problemi di carenza di impianti di compostaggio in Campania, rappresenta comunque un’opportunità importante per i Comuni che intendono favorire la raccolta differenziata delle frazioni umide e facilitare il raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio. Inoltre, oltre a comportare un ridotto impatto ambientale per minori emissioni dovute ai trasporti dei rifiuti organici, contribuisce alla riduzione del conferimento dei rifiuti urbani biodegradabili in discarica e a recuperare una risorsa utile (sostanza organica) per i terreni agricoli. Si auspica, infine, che il compostaggio locale faccia diminuire la diffidenza e i pregiudizi dei cittadini nei confronti degli impianti di compostaggio di maggiori dimensioni di cui la Campania ha assoluto bisogno.

Per facilitare il rilascio dei pareri da parte delle strutture agenziali territorialmente competenti e perseguire l’uniformità delle procedure tecnico/operative è stata redatta un’apposita linea guida che chiarisce quali documenti devono essere presentati all’Agenzia e gli aspetti che saranno oggetto dei controlli in campo.

Nella tabella sono sintetizzati i dati delle compostiere consegnate o ancora da consegnare nel 2019 ai Comuni richiedenti: si prevede, dunque, che alla fine dell’anno saranno state consegnate ai comuni campani oltre 150 compostiere. Come si vede si tratta di numerosi impianti per i quali, nonostante le difficoltà per le croniche carenze di personale tecnico, i Dipartimenti provinciali garantiranno il rilascio dei pareri di competenza nei tempi e modi previsti.

Luigi Stefano Sorvino – commissario straordinario Arpa Campania
Claudio Marro – direttore tecnico Arpa Campania facente funzione
Luigi Lucariello – Arpa Campania, UO Rifiuti e uso del suolo

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