Spore di Alternaria: la situazione monitorata da Arpa FVG e ArpaV

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Come ogni anno, l’aria che respiriamo ad inizio autunno presenta un’elevata concentrazione di spore di funghi e muffe, che si sviluppano sui vegetali in decomposizione: foglie secche, frutta matura, colture pronte per il raccolto sono terreno fertile per lo sviluppo di miceli fungini che, grazie al clima più fresco e all’aumento dell’umidità, proliferano e rilasciano in aria le loro spore.

Le spore generalmente hanno dimensioni microscopiche, dai 2 ai 50 µm, ma in molte specie sono inferiori ai 10 µm e costituiscono così una componente significativa del PM10.

I servizi di informazione pollinica di Arpa FVG e ArpaV monitorano il genere Alternaria, una spora abbondante in pianura e di interesse allergologico. I dati cumulativi mensili, riportati nel grafico sottostante, mostrano che settembre è particolarmente interessato dalla presenza di questa spora, e la pianura è l’area di maggiore presenza.

Concentrazioni totali mensili della spora Alternaria – anno 2019

La mappa sottostante rappresenta un modello di distribuzione nello spazio delle concentrazioni medie giornaliere nel mese di settembre 2019 delle spore di Altenaria calcolato a partire dai valori rilevati in complessive 12 località del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. Risulta evidente, dalla lettura della mappa, che la bassa pianura veneta, a confine con quella emiliana, è la zona più interessata dalla presenza di questo tipo di spore, mentre la montagna ne risente molto meno.

Media giornaliera di spore di Alternaria – settembre 2019

Una delle conseguenze per la Pianura Padana è che l’aria nel periodo autunnale può arrivare a contenere quantità di spore così elevate da influire pesantemente nella componente delle polveri sottili (PM10).

Ruolo  allergologico

Le spore dell’Alternaria rappresentano un importante allergene, causa di allergie respiratorie, e sono l’agente principale dei sintomi respiratori (rinite ed asma) nei mesi estivi e inizio-autunnali. Tale tipo di allergia colpisce prevalentemente i giovani  e, anche a causa delle piccole dimensioni delle spore che possono raggiungere con facilità le piccole vie aeree,  si associa più frequentemente di altre allergie da inalanti ad asma bronchiale, che in alcuni casi può essere particolarmente severa. Esiste la possibilità di una immunoterapia allergenica specifica, anche se i prodotti attualmente in commercio non sono ancora ben standardizzati e hanno contenuti diversi dell’allergene principale.

Ai pazienti allergici vengono suggeriti alcuni consigli pratici per limitare, per quanto possibile, la presenza di tale muffa nelle abitazioni, come:

  • ventilare bene gli ambienti,
  • non riporre negli armadi scarpe o indumenti umidi,
  • programmare frequenti interventi di manutenzione  degli impianti di ventilazione,
  • limitare la presenza di piante in casa,
  • conservare correttamente alcuni alimenti quali frutta e verdura.

La possibilità di avere un costante monitoraggio delle spore di Alternaria risulta molto utile all’allergologo sia per arrivare ad una chiara correlazione di causa-effetto tra sensibilizzazione e sintomo, soprattutto nel caso di soggetti polisensibilizzati (che sono ora la maggiorparte), sia per gli studi epidemiologici relativi all’andamento stagionale delle allergie da inalanti. La presenza per un periodo prolungato  di un elevato numero di spore di Alternaria nell’atmosfera  spiega l’incremento dei  casi di pazienti con sintomi respiratori (in particolare asma) rilevati negli ultimi anni nel periodo estivo.

Aspetti ambientali di Pierluigi Verardo e Francesca Tassan Mazzocco (SOS Qualità dell’Aria – Arpa FVG).
Aspetti allergologici di Danilo Villalta (responsabile Immunologia e Allergologia – AAS5 Friuli Occidentale).
Si ringraziano per la collaborazione: Salvatore Patti e Marina Raris di ArpaV, Irene Gallai di Arpa FVG.

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