Uragano Dorian, greggio fuoriuscito dalla Equinor non raggiunge il mare

A Gran Bahamas esperti in oil spill arginano il disastro ambientale. Alcaro dell'Ispra nel team EU

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Conclusa la missione alle Isole Bahamas della Protezione civile europea per far fronte all’emergenza ambientale dopo il passaggio di Dorian. I forti venti dell’urgano hanno scoperchiato le cisterne del sito di stoccaggio di idrocarburi, il South Riding Point Terminal, nell’isola di Gran Bahamas e provocato lo spargimento di parte del greggio sul territorio circostante.

A supporto del ministero bahamense e di altre strutture internazionali presenti sull’isola, l’Europa ha inviato due tecnici: Luigi Alcaro dell’Ispra e Pablo Pedrosa del Ministero dello sviluppo spagnolo. I due esperti europei in oil spin hanno effettuato sopralluoghi nell’area costiera e in mare, presso il sito danneggiato, sotto il coordinamento delle Nazioni Unite, in collaborazione con l’Emergency Operations Centre istituito dal governo delle Bahamas, con la Guardia costiera degli Stati Uniti e la Equinor, gestore dell’impianto.

Innanzitutto è stata definita la grandezza dell’area contaminata, pari ad una fascia di terra lunga sette miglia e larga tre. La parte più colpita sono le prime due miglia dal centro del deposito, dove il greggio ha coperto la foresta di pini e impregnato il terreno contaminandone i primi 10-15 centimetri. I danni sono in qualche modo stati contenuti dal fatto che solo due delle cinque cisterne dell’impianto erano piene di greggio al passaggio dell’uragano. Inoltre, la direzione del vento ha spinto gli idrocarburi verso la terraferma e al momento sembra non abbiano raggiunto il mare.

L’attività prioritaria nelle ultime settimane è stata l’aspirazione del greggio, per la quale gli Stati Uniti hanno inviato nell’isola 130 camion attrezzati. Dopo la fase di prima emergenza, il paese dovrà ora nominare un rappresentante del governo che coordini le attività di clean up e di gestione dei rifiuti.

Sarà questo il compito che attende Grand Bahamas nei prossimi mesi: organizzare lo smaltimento e il riciclo di tutti materiali contaminati, compresa la vegetazione e la parte danneggiata della pineta per la quale sarà necessario elaborare un piano di riforestazione.

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